L’Italia ha vinto la medaglia di bronzo nella gara a squadre di pattinaggio di figura

Il pattinatore italiano Matteo Rizzo dopo l'ultima manche della gara a squadre di pattinaggio di figura, 8 febbraio 2026 (Jamie Squire/Getty Images)
Il pattinatore italiano Matteo Rizzo dopo l'ultima manche della gara a squadre di pattinaggio di figura, 8 febbraio 2026 (Jamie Squire/Getty Images)

Domenica 8 febbraio l’Italia del pattinaggio artistico ha vinto la medaglia di bronzo, la prima di sempre nella gara a squadre alle Olimpiadi. È la terza medaglia di sempre per l’Italia del pattinaggio artistico alle Olimpiadi invernali, ed è la prima in questa specialità, che ai Giochi esiste solo dall’edizione del 2014.

Per l’Italia hanno gareggiato sette pattinatori: Daniel Grassl, impegnato nel programma corto del singolo maschile; Lara Naki Gutmann nel singolo femminile; Sara Conti e Niccolò Macii nelle coppie di artistico; Charlène Guignard e Marco Fabbri nella danza su ghiaccio; e infine Matteo Rizzo, protagonista del programma libero del singolo maschile. È stato Rizzo l’ultimo ad aver gareggiato, e quello che ha fatto la performance decisiva per la vittoria.

È stata una gara lunghissima e complessa, iniziata già la mattina di venerdì 6 febbraio, addirittura prima della cerimonia di apertura. Era iniziata con le qualificazioni, disputate da dieci nazionali e in cui sono stati eseguiti i cosiddetti “programmi corti” delle quattro specialità del pattinaggio di figura (singolo maschile, singolo femminile, coppie di artistico e danza su ghiaccio). I programmi corti sono uno dei due segmenti di gara del pattinaggio di figura e sono quelli più brevi e con il maggior numero di elementi tecnici obbligatori.

Solo le prime cinque nazionali hanno conquistato l’accesso alla fase finale, iniziata sabato sera. In questa seconda e ultima parte di gara, i pattinatori dovevano eseguire il loro “programma libero”, più lungo e con meno passi obbligatori. Per la finale l’Italia aveva fatto una sola sostituzione delle due consentite, sostituendo Daniel Grassl con il più esperto Matteo Rizzo.