Le Olimpiadi cominciano, ma la cabinovia di Cortina non è pronta
È stato un grande pasticcio: ora la società responsabile ha rimandato l'apertura a metà febbraio, ma è ancora tutto incerto

Alla fine la cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina non è ancora pronta, com’era evidente da giorni, nonostante il governo e la società responsabile dei lavori auspicassero di completarla entro l’inizio delle Olimpiadi invernali. È una delle opere più complicate di queste Olimpiadi e dovrebbe servire a collegare Cortina con la pista Olympia delle Tofane, dove da domenica si terranno le gare di sci alpino femminile. L’impianto è da mesi molto contestato, perché il cantiere si trova in un’area notoriamente franosa, dove a settembre c’è stata appunto una frana.
Il Corriere delle Alpi, il giornale locale più informato sulla vicenda, scrive che giovedì sono arrivate le prime cabine prodotte dalla ditta turca Anadolu Teleferik, che ora dovranno essere montate e collaudate. Normalmente le operazioni di verifica, tra prove di scorrimento e frenata, controllo dei sensori, test dei motori e altro, richiedono circa tre settimane o un mese. Simico, la società responsabile della costruzione degli impianti per le Olimpiadi del 2026, ha fatto sapere al Corriere delle Alpi di puntare a rendere l’impianto parzialmente disponibile intorno al 12 febbraio (quando ci sarà il SuperG), e poi di volerlo completare in tempo per le Paralimpiadi, che cominceranno il 6 marzo.
Una fonte nella provincia di Belluno, che preferisce restare anonima per non entrare in contrasto con Simico, dice che il commissario straordinario per le opere delle Olimpiadi, Fabio Massimo Saldini, aveva già fatto capire che la cabinovia non sarebbe stata operativa all’inizio delle Olimpiadi durante una riunione che si è tenuta lunedì alla prefettura di Belluno. Nel frattempo però Simico in via ufficiale ha continuato a negare che la cabinovia non sarebbe stata pronta per tempo, e ha dato informazioni vaghe a ogni richiesta di spiegazioni.

La pista Olympia delle Tofane a Cortina d’Ampezzo, 6 febbraio 2026 (AP Photo/Giovanni Auletta)
Se e quando sarà completata, la cabinovia di Socrepes avrà tre stazioni, quella di valle, quella di monte e una terza intermedia. Le cabine saranno 50, da 10 persone al massimo, e l’impianto potrà trasportare 2.400 persone all’ora: l’obiettivo è consentire a quanti più visitatori di assistere alle gare di sci alpino femminile senza intasare il traffico sulla strada per raggiungere la pista in macchina. I tecnici che ci stanno lavorando hanno spiegato al Gazzettino che ora sono in corso gli interventi di regolazione della fune, e poi si passerà ai test sulle cabine.
Se i lavori necessari saranno completati entro la settimana prossima, la cabinovia potrà portare intanto 1.200 persone all’ora (quindi lavorerebbe a mezzo regime). Il cantiere è gestito dall’azienda bresciana Graffer ed era stato aperto alla fine di luglio dopo una vicenda complicata che ha riguardato l’appalto. L’intero progetto è costato circa 35 milioni di euro.
La cabinovia non è una delle opere cosiddette indifferibili, cioè una di quelle che doveva essere realizzata necessariamente entro l’inizio dei Giochi per consentire lo svolgimento degli eventi sportivi (40 opere, tra cui tutte quelle essenziali, sono state completate). Simico e il governo però ci puntavano molto, e si erano quindi impegnati a realizzarla per tempo. Secondo i più recenti dati di Simico, la fine dei lavori era prevista per l’1 febbraio, mentre è previsto che gli ultimi lavori di finitura siano completati entro il 31 luglio. All’inizio di dicembre Saldini aveva detto che puntava a finire l’impianto entro la fine dell’anno, così da poterlo collaudare nelle successive tre settimane, quindi in tempo per l’inizio delle Olimpiadi il 6 febbraio.
In questi giorni però sui tempi e sull’andamento dei lavori c’è stata molta confusione, principalmente perché Simico si è rifiutata di dare informazioni chiare in merito. Lo scorso venerdì la società si era limitata a dire che i lavori procedevano «secondo cronoprogramma», cioè seguendo i tempi indicati dal piano. Aveva detto che il tiro della fune era stato fatto e che entro l’inizio di questa settimana i lavori meccanici e idraulici sarebbero stati completati. A quel punto sarebbero cominciate le «verifiche tecniche di sicurezza al termine delle quali l’impianto sarà pronto». Simico per giorni non ha mai risposto a richieste di chiarimento sui tempi.
Sabato un’esclusiva dell’agenzia Reuters ha rivelato il contenuto di una lettera inviata da Andrea Francisi, dirigente della Fondazione Milano Cortina 2026, alla provincia di Belluno, in cui diceva sostanzialmente che la cabinovia non sarebbe stata pronta per l’inizio dei Giochi. Francisi chiedeva quindi di riorganizzare i trasporti e chiudere le scuole per diminuire l’impatto del traffico. Lunedì in prefettura si era deciso di tenere le scuole aperte e di mantenere invariato il piano dei trasporti, che era comunque stato pensato anche per l’eventualità in cui la cabinovia non fosse stata pronta. Il piano prevede che in assenza dell’impianto di risalita Apollonio-Socrepes gli spettatori vengano portati sulla pista delle Tofane da cinque autobus.
Venerdì però il prefetto di Belluno Antonello Roccoberton ha detto che tutte le scuole di Cortina dovranno essere chiuse il 10 e il 12 febbraio per tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza, visto che è previsto un grande afflusso di persone per le gare (ci saranno lo Slalom e il SuperG) e rischiano di esserci problemi di mobilità. Roccoberton non ha fatto riferimenti all’eventuale apertura della cabinovia (che comunque non è un progetto di sua competenza).
Le associazioni ambientaliste locali hanno accusato gli enti responsabili dell’opera di «prepotenza e improvvisazione». «Che la cabinovia non sarebbe stata pronta per i Giochi lo sospettavano tutti […]. Eppure pervicacemente Simico, Fondazione Milano Cortina [quella che organizza i Giochi] e Comune [di Cortina d’Ampezzo] hanno continuato a sostenere che avrebbero fatto il miracolo sostenendo che la realizzazione della cabinovia fosse essenziale per garantire il regolare svolgimento delle discipline olimpiche», hanno scritto in un comunicato.
Nelle scorse settimane anche la consigliera comunale di Cortina Roberta De Zanna aveva espresso varie critiche: al giornale online Salto aveva detto che il parcheggio dell’impianto non sarebbe comunque stato realizzato in tempo, e che al momento non c’è un piano finanziario per la gestione della cabinovia dopo le Olimpiadi, che sarà affidata al comune.



