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  • Giovedì 5 febbraio 2026

C’è un reclamo molto strano e molto segreto contro Tulsi Gabbard

Cioè la direttrice dell'intelligence statunitense: è rimasto segreto per mesi, tra ritardi e inadempienze, e non se ne sa quasi nulla

Tulsi Gabbard a luglio del 2025 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
Tulsi Gabbard a luglio del 2025 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Martedì, con mesi di ritardo rispetto alle tempistiche abituali, alcuni membri del Congresso hanno potuto visionare un reclamo dal contenuto riservato presentato da una persona interna all’intelligence statunitense contro Tulsi Gabbard, direttrice delle 18 agenzie di intelligence del paese. Gabbard è stata nominata da Trump nonostante fosse ritenuta da molti non adatta a un ruolo così delicato: tra le altre cose ha preso posizione a favore del presidente russo Vladimir Putin e dell’ex dittatore siriano Bashar al Assad.

Non si sa quasi nulla del contenuto della denuncia, che è rimasta segreta per quasi nove mesi. Il Wall Street Journal per primo ha scritto che era stata presentata lo scorso maggio, ma che finora l’intelligence si era rifiutata di condividerla con il Congresso, prendendo tempo. È una cosa decisamente inusuale: solitamente i reclami di questo tipo vengono condivisi nel giro di un paio di settimane.

Secondo un funzionario sentito dal Wall Street Journal, rimasto anonimo, il contenuto del reclamo potrebbe causare «gravi danni alla sicurezza nazionale». Secondo le poche informazioni ottenute dai giornali, la persona che ha presentato il reclamo accusa Gabbard di aver ostacolato la diffusione di un rapporto di intelligence «per scopi politici». Nella denuncia la persona sostiene anche che gli avvocati di un’agenzia di intelligence (non si sa quale) non abbiano segnalato un potenziale reato al dipartimento di Giustizia, sempre per motivi politici.

Non si sa esattamente cosa contenga il documento, dato che i giornali non sono riusciti a sapere di più attraverso i loro informatori e che la versione arrivata ai deputati del Congresso era stata censurata a tal punto da rendere poco comprensibile il contenuto. La cancellazione di parti sostanziali del testo è avvenuta perché l’intelligence si è appellata al cosiddetto “privilegio esecutivo”, ossia al potere del presidente degli Stati Uniti di nascondere informazioni riservate o discussioni private al Congresso o al potere giudiziario, con la motivazione che il presidente deve poter avere conversazioni dirette e sincere con i suoi funzionari. È comunque estremamente raro che questo strumento venga usato per nascondere una denuncia interna di questo tipo.

Tulsi Gabbard e Donald Trump a un evento della campagna elettorale in North Carolina a ottobre del 2024 (AP Photo/Alex Brandon)

Secondo la legge statunitense, reclami come quelli contro Gabbard devono essere condivisi con l’ispettore generale competente, una figura indipendente presente in ogni agenzia federale che vigila sul suo funzionamento. L’ispettore ha due settimane per studiarlo e, se lo ritiene credibile, è tenuto a condividerlo con il Congresso entro un’altra settimana.

Lunedì l’ispettore generale dell’agenzia, Christopher Fox, ha detto che già a giugno la sua predecessora, Tamara Johnson, non era riuscita a stabilire se tutte le accuse contro Gabbard fossero credibili. In questo caso gli autori o le autrici di un reclamo possono decidere di proseguire e condividerlo con il Congresso, ma devono aspettare che l’ufficio del capo dell’intelligence nazionale (quindi in questo caso Gabbard stessa) decida quale sia il modo migliore per farlo in modo sicuro.

Queste indicazioni sono arrivate con mesi di ritardo e solo dopo la pubblicazione dell’articolo del WSJ. Martedì Fox ha infine condiviso il reclamo con i leader della Camera, del Senato e delle rispettive commissioni di intelligence. La conversazione è avvenuta in una stanza sicura del Congresso, e i deputati non hanno potuto prendere appunti. Fox ha detto che il reclamo è il «più delicato mai ricevuto finora» (tra l’altro la sua nomina fu molto criticata perché non era ritenuto abbastanza imparziale per ricoprire il ruolo, essendo stato immediatamente prima l’assistente di Gabbard).

– Leggi anche: La controversa nomina di Tulsi Gabbard a direttrice dell’intelligence di Trump

Tulsi Gabbard su un mezzo della Guardia costiera statunitense, il 19 novembre 2025 (AP Photo/Rebecca Blackwell)

Andrew Bakaj, l’avvocato della persona che ha presentato il reclamo, ha detto che erano mesi che attendeva queste istruzioni, ma che non aveva mai ricevuto risposta. Ha aggiunto che in tutto questo tempo non gli era stato neanche permesso di leggere il documento presentato dal suo cliente prima che lo assumesse, che è chiuso in una cassaforte all’interno di uno degli uffici dell’agenzia.

Tulsi Gabbard è un’ex deputata Democratica che lasciò il partito nel 2022 per diventare una delle più convinte sostenitrici di Trump, che la nominò direttrice dell’intelligence dopo aver vinto le elezioni nel 2024. La sua gestione dell’incarico è però molto controversa: secondo le ricostruzioni di diversi giornali statunitensi, Gabbard viene emarginata dai processi decisionali sulle principali questioni di sicurezza nazionale – come l’operazione militare in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro – ed è invece stata incaricata di indagare ancora sui risultati delle elezioni del 2020, che Trump ha perso ma che sostiene siano state truccate.