Come sta andando TikTok negli Stati Uniti dopo il passaggio di proprietà
Non benissimo: tra chi sostiene che abbia oscurato video poco graditi all'amministrazione Trump e le nuove regole sulla privacy

Dal 22 gennaio, quando la divisione statunitense di TikTok è stata venduta dall’azienda cinese ByteDance a una società di investitori statunitensi, negli Stati Uniti l’app è stata accusata di censura e criticata per le nuove norme che riguardano la privacy degli utenti.
Negli ultimi dieci giorni infatti molti utenti hanno raccontato – sia su TikTok che sugli altri social – di aver riscontrato parecchi problemi col caricamento di video che hanno come soggetto temi politici, che sono critici nei confronti dell’amministrazione del presidente Donald Trump e che mostrano immagini o video dei rastrellamenti dell’agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, l’ICE.
– Leggi anche: A Minneapolis le operazioni dell’ICE sono sempre più violente
I giornali statunitensi hanno cominciato a scriverne la settimana scorsa, quando la comica e attrice Meg Stalter, che aveva un profilo seguito da 278mila follower, ha raccontato di essersi accorta che, anche dopo molte ore, un suo video caricato su TikTok che criticava l’ICE non era stato mostrato a nessun utente. Stalter ha accusato TikTok di “shadowban” – una pratica applicata dai social newtork che limita la visibilità dei contenuti di un utente senza avvisarlo – e ha eliminato il suo profilo sulla piattaforma.
Stalter ha anche raccontato di aver provato ad aggirare lo shadowban camuffando il video con contenuti comici e usando l’emoticon del cubetto di ghiaccio (ice, in inglese) al posto della parola “ICE”, ma senza ottenere niente. Alla fine ha invitato tutti i suoi follower a cancellare i propri account di TikTok.
Oltre a lei altri utenti si sono lamentati dell’andamento della scarsa circolazione dei loro video. E alcuni hanno raccontato che sembrava che l’uso nei commenti e nelle chat private della parola “Epstein” fosse in qualche modo bloccato. Jeffrey Epstein è il finanziere newyorkese morto nel 2019 accusato di sfruttamento sessuale di minori e da più di un anno al centro di un enorme caso mediatico e politico – che ha coinvolto molto anche Trump – per la pubblicazione dei documenti relativi al suo processo.
Il motivo per cui molti utenti hanno parlato di una forma di censura da parte di TikTok è che tra i nuovi proprietari della divisione statunitense dell’azienda ci sono persone e società che hanno rapporti stretti con Donald Trump e la sua famiglia, e su cui il presidente potrebbe aver fatto pressioni. Uno è Larry Ellison, il co-fondatore di Oracle, notoriamente amico di Trump. Un altro è Michael Dell, il fondatore dell’omonima azienda di computer e software che lo scorso dicembre ha annunciato una donazione di più di sei miliardi di dollari per un nuovo progetto di conti correnti per minori introdotto da Trump. E poi c’è MGX, una società di investimento degli Emirati Arabi Uniti che nel 2025 ha fatto affari con la società di criptovalute della famiglia Trump, la World Liberty Financial.
Anche diversi politici Democratici hanno criticato i malfunzionamenti della piattaforma, dicendo apertamente che TikTok starebbe attuando delle pratiche di oscuramento. Tra questi c’è stato il governatore della California Gavin Newsom, che ha ordinato una revisione delle linee di moderazione dei contenuti della piattaforma per verificare se hanno violato la legge statale.
Prima TikTok e poi il portavoce di Oracle hanno spiegato che il generale malfunzionamento dell’app e la difficoltà a caricare video era dovuta a un’interruzione di corrente in uno dei data center gestito da Oracle, a causa della tempesta di neve e di ghiaccio che ha colpito tantissimi degli stati americani la settimana scorsa. Ha anche detto di non sapere perché l’uso della parola “Epstein” fosse bloccato, e che stava indagando sulla questione. Non è stato specificato quale fosse il data center che avrebbe avuto l’interruzione di corrente elettrica.
Le ultime dichiarazioni sono di domenica sera, quando TikTok ha comunicato che la maggior parte dei servizi era stata ripristinata, ma che gli utenti avrebbero potuto riscontrare ancora delle difficoltà.
Le accuse nei confronti dell’app riguardano anche le sue nuove norme sulla tutela della privacy. Il giorno stesso dell’acquisto della divisione statunitense del social l’azienda ha pubblicato nuovi termini e condizioni d’uso dell’app e nuove politiche.
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la geolocalizzazione degli utenti dell’app, che adesso può raccogliere informazioni precise sulla posizione degli utenti. Si tratta del metodo di tracciamento che la maggior parte dei social network propone ai suoi utenti, e che si può comunque disattivare in qualsiasi momento nelle impostazioni dell’app. La versione di agosto 2024 dell’informativa sulla privacy fornita da ByteDance affermava esplicitamente che quella versione dell’app non ne raccoglieva – anche se specificava subito dopo che gli aggiornamenti precedenti invece lo facevano.
È cambiato anche qualcosa nelle regole sulla pubblicità, in particolare quella personalizzata. Rispetto alla versione precedente alla vendita, TikTok può utilizzare i dati degli utenti sia per decidere quali pubblicità durante l’utilizzo dell’app che mostrare al di fuori, ovunque si navighi online.
Sono poi state inserite per la prima volta delle indicazioni sull’intelligenza artificiale: TikTok mette a disposizione degli strumenti per la creazione di testi e immagini, ma non promette che i risultati siano affidabili e chiarisce che, se un contenuto generato con l’intelligenza artificiale è usato in modo improprio o viola una linea guida del social, è una responsabilità dell’utente che ha creato quel contenuto..



