Negli Stati Uniti è finito lo shutdown che era iniziato pochi giorni fa

La sede del Congresso degli Stati Uniti a Washington, a ottobre 2025 (AP Photo/J. Scott Applewhite)
La sede del Congresso degli Stati Uniti a Washington, a ottobre 2025 (AP Photo/J. Scott Applewhite)

Martedì negli Stati Uniti la Camera ha approvato la legge che stanzia circa 1.200 miliardi di dollari per porre fine allo «shutdown» iniziato sabato. Il presidente Donald Trump l’ha firmata subito dopo, rendendola esecutiva. Lo shutdown è una interruzione delle attività delle agenzie federali, perché Democratici e Repubblicani al Congresso non hanno fatto in tempo ad approvare una legge per rifinanziare il governo. Il termine per approvare la legge che evitasse lo shutdown era il 30 gennaio, ma i negoziati al Congresso si erano molto dilungati: il Senato l’aveva infine approvata venerdì e oggi l’ha fatto anche la Camera, con 217 voti a favore.

Le risorse stanziate dalla legge serviranno a finanziare il governo per tutto l’anno finanziario, che finisce il prossimo 30 settembre. Deve ancora essere definita la parte che riguarda i nuovi finanziamenti alle agenzie federali anti-immigrazione, come l’ICE, che i Democratici hanno cercato di limitare.

Negli Stati Uniti il Congresso deve periodicamente riconfermare il bilancio del governo con un voto parlamentare. I Repubblicani hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma non hanno abbastanza seggi per approvare la legge da soli – servono 60 voti su 100 al Senato – e quindi serve la collaborazione di almeno una parte dei Democratici. Senza un accordo, il governo “chiude” perché la legge non prevede l’esercizio provvisorio: gli americani dicono «shutdown», in italiano spegnimento. Il precedente shutdown era durato 42 giorni, lo scorso autunno.