L’esercito del Sudan ha interrotto l’assedio dei paramilitari delle RSF nella città di Kaloqi, dopo più di due anni

Il capo dell'esercito regolare del Sudan, Abdel Fattah al Burhan (Florence Lo/AP)
Il capo dell'esercito regolare del Sudan, Abdel Fattah al Burhan (Florence Lo/AP)

Martedì l’esercito regolare sudanese ha detto di aver interrotto l’assedio del gruppo paramilitare Rapid Support Forces (RSF) a Kaloqi, capitale dello stato del Kordofan meridionale, nel sud del paese. Sui social circolano vari video di residenti a Kaloqi che festeggiano l’arrivo dell’esercito, che combatte una sanguinosa guerra civile contro le RSF da quasi tre anni.

L’annuncio è stato dato da Abdel Fattah al-Burhan, il capo dell’esercito sudanese, che ha detto di aver riaperto le vie di accesso a Kaloqi per consegnare cibo e rifornimenti. Le RSF erano entrate nella città due anni fa, quando si erano alleate con il Movimento di liberazione del popolo del Sudan-Nord (SPLM-N), una milizia molto attiva nel Kordofan meridionale. Per ora non hanno commentato. La scorsa settimana l’esercito sudanese aveva liberato anche la città di Dilling, che si trova circa cento chilometri a nord di Kaloqi.

La guerra civile in Sudan è iniziata nell’aprile del 2023, dopo una lunga fase di tensioni politiche, e da allora ha provocato almeno 150mila morti, assieme a una delle peggiori crisi umanitarie di questo secolo. I combattimenti stanno coinvolgendo buona parte del territorio del paese, il terzo più grande del continente africano e uno dei più poveri al mondo.

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