Negli Stati Uniti è cominciato un nuovo shutdown, ma dovrebbe durare solo pochi giorni

La sede del Congresso degli Stati Uniti a Washington, 30 gennaio 2026 (AP Photo/J. Scott Applewhite)
La sede del Congresso degli Stati Uniti a Washington, 30 gennaio 2026 (AP Photo/J. Scott Applewhite)

Negli Stati Uniti è cominciato sabato uno «shutdown», cioè una interruzione delle attività delle agenzie federali, perché Democratici e Repubblicani al Congresso non hanno fatto in tempo ad approvare una legge per rifinanziare il governo. Il termine per approvare una legge che evitasse lo shutdown era il 30 gennaio, ma i negoziati al Congresso si sono prolungati troppo, soprattutto perché i Democratici hanno cercato di limitare i nuovi finanziamenti alle agenzie federali anti-immigrazione, come l’ICE.

Alla fine un accordo è stato trovato, ma troppo tardi. La legge è stata approvata venerdì dal Senato, e deve ancora passare alla Camera, che potrà però occuparsene soltanto lunedì. A quel punto, se tutto va come previsto, la Camera approverà il rifinanziamento del governo e il breve shutdown finirà. Nel frattempo però durante il fine settimana le agenzie federali dovranno interrompere o ridurre notevolmente la propria attività (già comunque ridotte nei giorni festivi: non si prevedono grossi disagi).

Negli Stati Uniti il Congresso deve periodicamente riconfermare il bilancio del governo con un voto parlamentare. I Repubblicani hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma non hanno abbastanza seggi per approvare la legge da soli – servono 60 voti su 100 al Senato – e quindi serve la collaborazione di almeno una parte dei Democratici. Senza un accordo, il governo “chiude” perché la legge non prevede l’esercizio provvisorio: gli americani dicono «shutdown», in italiano spegnimento. Il precedente shutdown era durato 42 giorni, lo scorso autunno.