Il sequestro di uno dei due ristoranti con tre stelle Michelin nel sud d’Italia

Il "Quattro passi" di Nerano: secondo le indagini la struttura sarebbe stata ampliata commettendo abusi edilizi

Il ristorante "Quattro Passi" a Nerano, vicino a Napoli (Quattro Passi via Facebook)
Il ristorante "Quattro Passi" a Nerano, vicino a Napoli (Quattro Passi via Facebook)
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Venerdì il ristorante “Quattro passi” di Nerano, frazione di Massa Lubrense nella città metropolitana di Napoli, è stato sequestrato durante alcune indagini per lottizzazione abusiva. L’ipotesi di reato è di aver costruito la struttura senza le autorizzazioni necessarie, su un’area prima occupata da un uliveto soggetta a vincoli paesaggistici e ambientali, oltre che a rischi naturali.

Il locale è noto a livello internazionale per l’alta qualità della sua cucina: è uno degli unici due ristoranti che hanno ottenuto tre stelle Michelin nel sud d’Italia (nonché il più a sud tra i due), il massimo riconoscimento di una delle più importanti guide gastronomiche. Ha partecipato anche a un episodio della penultima stagione di MasterChef Italia, celebre programma televisivo sulla cucina, e nel giugno del 2025 Jeff Bezos gli affidò parte del catering per il suo matrimonio a Venezia.

Il provvedimento di sequestro preventivo è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della procura. I Carabinieri di Sorrento hanno poi eseguito il sequestro venerdì mattina, mentre il ristorante era chiuso per il periodo di pausa invernale.

Le indagini sono iniziate nel luglio del 2025. Gli investigatori dicono di aver rilevato che il grosso complesso immobiliare del ristorante sarebbe stato costruito ampliando un casolare rurale attraverso una serie di abusi edilizi compiuti tra il 1982, anno di apertura del locale (nato come una pizzeria), e l’ottobre del 2025. Nello specifico, gli interventi di espansione sarebbero stati fatti senza i permessi necessari per intervenire in una zona soggetta a tutela ambientale e paesaggistica, oltre che classificata a rischio sismico.

L’avvocato Giro Pasquale Sepe, che assiste i proprietari, cioè la famiglia Mellino, ha detto che gli abusi erano stati in gran parte già sanati o condonati e che la famiglia ha intenzione di fare ricorso contro il sequestro al tribunale del Riesame, cioè il tribunale che ha il compito di valutare la legittimità delle misure cautelari. La procura, tuttavia, sostiene che i condoni concessi dal comune di Massa Lubrense fossero illegittimi perché rilasciati con alcune irregolarità e senza che ce ne fossero i presupposti.