La tennista numero 1 al mondo e il suo rapporto ambiguo con il regime bielorusso
Aryna Sabalenka non ha mai preso posizione contro il dittatore Alexandr Lukashenko, anzi: per questo le tenniste ucraine non le stringono la mano
di Valerio Moggia

La tennista numero 1 della classifica mondiale, la bielorussa Aryna Sabalenka, non ha mai preso posizione contro il dittatore del suo paese, Alexandr Lukashenko: di solito evita di parlarne, ma quando le è stato chiesto esplicitamente cosa ne pensasse ha sempre dato risposte talmente ambigue da generare dubbi sulla sua vicinanza al regime. Non ha mai condannato l’invasione russa dell’Ucraina, che è sostenuta dalla Bielorussia, e quando ha dovuto esprimere un’opinione sul tema si è limitata a dire di essere per la pace.
È il motivo per cui è molto criticata dalle tenniste ucraine, e per cui il 29 gennaio, durante la semifinale degli Australian Open (uno dei tornei più importanti al mondo), è successa una cosa un po’ strana, soprattutto per chi non segue abitualmente il tennis: sullo schermo dello stadio è comparso un annuncio che diceva che alla fine non ci sarebbe stata una stretta di mano tra le due tenniste, come invece avviene di consueto. Non era la prima volta, e anche prima della partita Svitolina si era rifiutata di farsi fotografare assieme a Sabalenka.
La partita è stata vinta da Sabalenka, che sabato ha poi perso in finale contro la kazaka Elena Rybakina.
Svitolina e Sabalenka si erano già affrontate al Roland Garros nel giugno 2023: alla fine della partita Sabalenka era andata verso la rete per dare la mano a Svitolina, che l’aveva ignorata. Svitolina aveva anticipato che non l’avrebbe salutata, e dopo la partita aveva accusato Sabalenka di aver cercato di provocarla, aspettandola a rete per la stretta di mano. Nella successiva conferenza stampa Sabalenka aveva però preso le distanze dal governo del suo paese, dicendo: «Non sostengo la guerra. Non sostengo Lukashenko».
La frase originale in inglese era «I don’t support Lukashenko right now», cioè «non sostengo Lukashenko al momento»: quell’aggiunta finale le aveva attirato molte critiche, anche se dal tono e dal modo in cui l’aveva pronunciata sembrava più che altro che Sabalenka avesse usato “right now” un po’ come un intercalare, senza voler necessariamente lasciar intendere che in futuro avrebbe potuto sostenere il dittatore (lei però non è più tornata sulla questione).
Sabalenka insomma ha continuato a essere associata al regime bielorusso, principalmente perché ha quasi sempre evitato di parlarne e perché, quando è stata costretta a farlo, lo ha fatto in modo poco incisivo. Lukashenko nel frattempo ha spesso sfruttato la popolarità della tennista per la propria propaganda. Sabalenka è una delle atlete più conosciute al mondo, di gran lunga la più nota dello sport bielorusso, e Lukashenko è solito complimentarsi pubblicamente con lei dopo i suoi successi. Nel 2024 aveva definito la seconda vittoria consecutiva di Sabalenka agli Australian Open «un motivo di orgoglio nazionale», e la tennista come «un esempio» per le giovani generazioni bielorusse.

Aryna Sabalenka, 27 anni (Robert Prange/Getty Images)
Nonostante accuse e sospetti, comunque, tra Sabalenka e Lukashenko non sono noti legami diretti, né lei si è mai espressa esplicitamente a favore del regime. D’altra parte però la sua posizione è considerata ambigua perché non si è mai sottratta alle strumentalizzazioni di Lukashenko e non lo ha mai criticato.
I due comunque si sono incontrati più volte, soprattutto agli inizi della carriera internazionale di Sabalenka. La prima volta fu nel 2017, quando Sabalenka aveva 19 anni, poi di nuovo l’anno successivo: secondo l’ufficio stampa del governo bielorusso in quell’occasione sarebbe stata proprio lei a chiedere un incontro con Lukashenko (è chiaro però che l’ufficio stampa avesse tutto l’interesse a presentare l’incontro in questo modo, ed essendo controllato da un regime non è chiaro quanto questa informazione si possa ritenere attendibile).
Alcune foto dell’incontro del 2018 e immagini tratte dal video di Capodanno, postate da un account filoucraino su X che accusa Sabalenka di sostenere Lukashenko
L’episodio più discusso però risale al 2020, quando Sabalenka apparve, assieme ad altri invitati, al brindisi di fine anno con Lukashenko trasmesso dalla televisione nazionale bielorussa. Questo incontro avvenne nel pieno della repressione delle proteste contro il regime, iniziate a maggio dello stesso anno, e dopo che nei mesi precedenti la tennista aveva mantenuto una posizione sulle manifestazioni tanto ambigua da apparire favorevole al regime.
Inizialmente Sabalenka aveva detto di essere «contro la violenza da ogni parte», ma, a differenza di altri sportivi bielorussi, non aveva firmato un appello a sostegno dei manifestanti. Invece, nel dicembre del 2020 aveva firmato una lettera in cui si diceva che il dovere degli sportivi «non è fare appelli politici, ma vincere negli stadi». Una scelta del genere, dopo mesi in cui centinaia di persone erano state arrestate dal regime per il solo fatto di manifestare, era stata comprensibilmente vista da molti come una presa di posizione filogovernativa: il fatto di aver poi partecipato al brindisi di fine anno aveva consolidato questa ipotesi, che Sabalenka non fece nulla per smentire.
Fino a quel momento, però, la relazione tra Sabalenka e Lukashenko era oggetto di dibattito solo in Bielorussia. Con l’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio 2022, si generarono invece attenzioni internazionali verso le posizioni degli sportivi russi e bielorussi sulla guerra e sui regimi dei loro paesi. Successe anche nel tennis, con i media di tutto il mondo che iniziarono a chiedere un’opinione chiara a Sabalenka, che nel frattempo era diventata stabilmente una delle due o tre migliori tenniste al mondo.
Nel marzo del 2022 Sabalenka disse di essere «triste» per il popolo ucraino e di essere a favore della pace. Dieci mesi dopo, al torneo di Wimbledon, a un’altra domanda sulla guerra aveva risposto dicendo che non era colpa sua e che non aveva «alcun controllo» su quella situazione.

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko (Belarusian Presidential Press Service via AP)
La posizione di Sabalenka sulla guerra però è sempre stata contraddittoria. Pur essendosi espressa in favore della pace, al torneo di Indian Wells del marzo 2022 scelse di non indossare il nastro con i colori della bandiera ucraina, come proposto dalla collega polacca Iga Swiatek, dopo aver inizialmente detto che lo avrebbe fatto.
Queste reticenze le hanno attirato sempre più critiche, culminate anche in piccole forme di boicottaggio, come quella di Elina Svitolina sulle strette di mano. L’11 gennaio del 2026 anche l’ucraina Marta Kostyuk ha rifiutato di farsi fotografare con Sabalenka e di stringerle la mano durante la finale del torneo di Brisbane, in Australia. Una settimana dopo un’altra tennista ucraina, Oleksandra Oliynykova, in un’intervista con il giornale francese L’Équipe ha accusato Sabalenka di sostenere Lukashenko, e ha detto che lei e altri tennisti russi e bielorussi di primo piano contribuiscono alla propaganda dei regimi, con le loro mancate prese di posizione (nel caso di Sabalenka menzionava anche la lettera del 2020): «Ho l’impressione di vivere accanto a persone pericolose. Hanno convinzioni pericolose. E le loro azioni sono pericolose».
Sabalenka ha risposto a queste nuove accuse ripetendo di essere «a favore della pace» e di non voler aggiungere altro. Dalla conferenza stampa del Roland Garros del 2023, dopo la prima polemica con Svitolina, non ha più citato Lukashenko. Il dittatore nel frattempo continua a celebrare le sue vittorie: l’ultima volta lo scorso 11 gennaio, dopo il torneo di Brisbane. Recentemente, Politico ha contattato l’entourage di Sabalenka per fare domande sui suoi legami con le istituzioni bielorusse, ma non ha ricevuto risposta.



