Cos’è questa storia dell’angelo con la faccia di Giorgia Meloni in una chiesa di Roma
L'autore nega di aver ritratto la presidente, ma i funzionari del ministero della Cultura faranno un sopralluogo in giornata

Nella basilica di San Lorenzo in Lucina, una chiesa a pochi passi dal mausoleo di Augusto, nel centro storico di Roma, è stato da poco restaurato un dipinto che raffigura, tra le altre cose, due angeli. Uno dei due, però, sembra essere stato ridisegnato con un volto molto simile a quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo la prima segnalazione del quotidiano la Repubblica, la notizia ha iniziato a circolare sui giornali e sui social suscitando molte ironie e le critiche dei partiti d’opposizione. Alla fine è intervenuta anche la stessa Meloni, che ha pubblicato un post sui social media scrivendo: «No, decisamente non somiglio a un angelo».
L’intervento è stato fatto da Bruno Valentinetti, un restauratore autodidatta di 83 anni che vive nella sagrestia e apre la basilica tutte le mattine. Ha detto di averlo fatto «da volontario» su richiesta del parroco, monsignor Daniele Micheletti, per ripagarlo della sua ospitalità, di aver impiegato due anni per il restauro e di averlo concluso l’anno scorso. Ha anche negato di aver ritratto Meloni e ha detto di aver semplicemente ricalcato le fattezze del dipinto precedente, che sostiene di aver fatto sempre lui diversi anni fa.
Don Micheletti ha detto all’agenzia Ansa che aveva chiesto a Valentinetti di riprodurre i dipinti esattamente com’erano prima. Ha ammesso di vedere anche lui una certa somiglianza con la presidente del Consiglio, che però non ha saputo spiegare.
Nella polemica sono quindi intervenuti anche i partiti di opposizione. Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico nella commissione Cultura della Camera, ha chiesto che il ministro della Cultura Alessandro Giuli faccia intervenire la Soprintendenza di Roma e che eventualmente venga disposto il ripristino dell’affresco alle sue condizioni originali. Manzi ipotizza una violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio, che secondo lei vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni o interventi non in linea con criteri scientifici, storici e artistici su beni tutelati. Tuttavia c’è anche chi ritiene che gli affreschi, essendo contemporanei, non siano nemmeno soggetti alla tutela della Soprintendenza.
Anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle commissioni Cultura di Camera e Senato hanno chiesto che il ministero accerti le responsabilità del restauro, diffondendo una nota nella quale si sono detti «allibiti» per l’accaduto. Dopo queste polemiche, il ministero della Cultura ha detto che la Soprintendenza di Roma ha chiesto ad alcuni tecnici di fare un sopralluogo nella basilica in giornata, per accertare la natura dell’intervento.
Il dipinto si trova in una cappella a destra dell’altare, su una parete dedicata ai Savoia, la famiglia regnante in Italia prima della nascita della Repubblica. In particolare i due angeli sono stati raffigurati ai lati di un busto di Umberto II di Savoia.



