Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aprirà un’indagine federale sull’omicidio di Alex Pretti

(AP Photo/Yuki Iwamura)
(AP Photo/Yuki Iwamura)

Venerdì il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha detto che aprirà un’indagine federale sul rispetto dei diritti civili in relazione all’omicidio di Alex Pretti, l’uomo ucciso sabato 24 gennaio dalla polizia di frontiera durante una delle proteste contro le politiche anti-immigrazione ordinate da Donald Trump. L’indagine è stata annunciata dal vice procuratore Todd Blanche. Ha detto che sarà affidata all’FBI e che servirà a ricostruire cosa accadde quel giorno e nelle settimane precedenti.

È un cambiamento di approccio significativo per l’amministrazione di Donald Trump, che finora aveva trattato il caso in maniera piuttosto superficiale. Nei giorni scorsi aveva annunciato soltanto un’indagine da parte del dipartimento della Sicurezza interna (che sovrintende agenzie come l’ICE e la polizia di frontiera) per verificare il rispetto delle procedure operative da parte degli agenti. Si tratta però di un tipo di indagine molto limitato, focalizzato principalmente su aspetti tecnici e con scarse possibilità di portare a incriminazioni federali. Blanche, comunque, ha provato a minimizzare la portata dell’operazione, definendola «un’indagine standard dell’FBI».

Pretti aveva 37 anni, lavorava come infermiere e stava partecipando a una delle molte proteste organizzate in Minnesota contro le operazioni anti-immigrazione ordinate dall’amministrazione del presidente Donald Trump. È la seconda volta che gli agenti federali uccidono una persona a Minneapolis dall’inizio dell’anno: lo scorso 7 gennaio Jonathan Ross, un agente dell’ICE, aveva sparato e ucciso Renee Nicole Good, una donna di 37 anni che come Pretti stava partecipando a una manifestazione contro l’agenzia.

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