La procura di Gela ha aperto un’indagine per disastro colposo per la frana in corso a Niscemi

La frana a Niscemi, Caltanissetta, 26 gennaio 2026 (ANSA/Rosario Cauchi)
La frana a Niscemi, Caltanissetta, 26 gennaio 2026 (ANSA/Rosario Cauchi)

La procura di Gela ha aperto un’indagine contro ignoti per disastro colposo e danneggiamento per la grossa frana vicino al centro storico di Niscemi, la cittadina di circa 25mila abitanti in provincia di Caltanissetta dove oltre 1.500 persone sono state costrette ad andare via dalle proprie case.

La terra ha iniziato a muoversi domenica attorno alle 12:30, facendo crepare l’asfalto e numerosi edifici, alcuni dei quali sono crollati nello strapiombo, assieme a un tratto di strada dove erano parcheggiate auto e furgoni. Da allora il fronte si sta ulteriormente allargando: la zona rossa, cioè quella dove non può entrare nessuno, è stata estesa da 100 a 150 metri dal fronte.

Durante un incontro con il sindaco di Niscemi, il prefetto di Caltanissetta e la Protezione civile, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha promesso un intervento rapido, anche per quanto riguarda gli indennizzi alle persone coinvolte. Meloni si è impegnata a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane.

A Niscemi c’era già stata una frana, seppur meno grave, nel 1997. Buona parte del quartiere di Sante Croci – quello più a rischio anche adesso – scivolò a valle, una settantina di case fu distrutta e vennero evacuate circa 400 persone. Anche in quel caso fu aperta un’indagine, che coinvolse tra gli altri amministratori comunali e tecnici: individuare responsabilità precise però fu molto complicato, e diversi reati finirono in prescrizione.

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