Il Segretario del Partito Comunista del Vietnam, To Lam, di fatto leader del paese, è stato rieletto dal Congresso del partito

Il Congresso del Partito Comunista del Vietnam, l’unico legale nel paese, ha rieletto per un secondo mandato il Segretario generale To Lam: è la carica più importante del paese. Lam è diventato Segretario generale nel 2024, dopo la morte del predecessore Nguyen Phu Trong: in un anno e mezzo ha cercato di accentrare il potere su di sé e ha avviato grosse riforme per favorire le aziende private (distaccandosi dall’impianto tradizionale dell’economia socialista vietnamita, fondata su grosse società statali). Il mandato di Lam è di cinque anni.
Il Congresso nomina le cariche più importanti del paese, di fatto certificando scelte raggiunte dopo trattative interne alla dirigenza del partito. Avrebbe dovuto concludersi domenica ma la sua fine è stata anticipata a venerdì. Sono state annunciate anche le nomine dei 19 membri del Politburo, l’organo che prende le decisioni più rilevanti nei cinque anni fra un Congresso e l’altro, e di quasi tutte le altre cariche più importanti. Manca ancora però quella del presidente, che si ritiene To Lam volesse assumere, associandola a quella di Segretario (divenendo quindi formalmente leader sia del partito sia dello stato).
To Lam ha fissato obiettivi molto ambiziosi per la crescita economica del paese: una crescita del Prodotto interno lordo pro capite del 10 per cento nel 2026 e del 70 per cento entro il 2030, e la trasformazione del paese in un’economia ricca e completamente sviluppata entro il 2045. La sua insistenza sulla privatizzazione però ha suscitato critiche nelle fazioni più rigidamente fedeli alle politiche tradizionali del partito.
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