Negli hotel la privacy dei bagni non è più una priorità

Al posto delle porte è diventato più frequente trovare tende, vetri o pareti scorrevoli: molti si lamentano, ma ci sono delle ragioni

Una stanza del Bulgari Hotel di Milano (Giuseppe Cacace/Getty Images) 
Una stanza del Bulgari Hotel di Milano (Giuseppe Cacace/Getty Images) 

Da qualche tempo è diventato frequente sentire persone che viaggiano molto e alloggiano in hotel che si lamentano delle porte del bagno delle stanze. Non è raro infatti imbattersi in porte che sono in realtà tende o pareti scorrevoli, e che quindi fanno passare odori e rumori, o porte di vetro più o meno opaco che non garantiscono riservatezza. Nei casi più estremi, poi, le porte sono del tutto assenti.

Il tema è dibattuto anche sui forum di discussione frequentati dagli appassionati di viaggi. C’è chi racconta di essere stato costretto a chiudere gli occhi mentre il compagno di stanza faceva la doccia, chi dice di aver dovuto assistere a scene poco compatibili con un viaggio romantico, e chi ancora di aver trovato una semplice tenda trasparente al posto della porta.

Altri esempi si trovano sui social, e in particolare sul profilo TikTok dell’americana Sadie Lowell (@bring_back_doors, “ridateci le porte”), che nei suoi video mostra le foto delle porte poco funzionali dei bagni degli hotel che trova sui siti delle strutture o su piattaforme come TripAdvisor e Booking. Il Wall Street Journal ha spiegato recentemente in un articolo che è effettivamente una tendenza recente tra chi si occupa di design delle strutture ricettive, e che ha delle ragioni.

Lowell ha raccontato di aver aperto il profilo dopo un soggiorno a Londra con il padre, durante il quale aveva alloggiato in una camera senza porta del bagno. Dopo quell’esperienza ha scritto a centinaia di hotel in tutto il mondo e ha aperto un sito per mappare quelli le cui camere hanno bagni dotati di una porta e quelli che invece ne sono sprovvisti o hanno porte per lei insufficienti. Finora in quest’ultima categoria ha trovato più di 500 strutture, tra cui alcune molto note come il 1 Hotel Central Park di New York, l’AC Hotel Tokyo Ginza e l’Andaz Mexico City Condesa.

Bjorn Hanson, professore della New York University ed esperto del settore alberghiero, ha confermato al Wall Street Journal che da alcuni anni si sta consolidando una tendenza nel design degli hotel che mette in discussione la tradizionale concezione del bagno come ambiente separato dal resto della stanza.

Sempre più strutture posizionano la doccia, il lavandino e la vasca da bagno in alcuni punti della stanza, per esempio accanto al letto; il wc invece viene collocato in un piccolo spazio separato, spesso delimitato da pareti in vetro non del tutto trasparente. Queste soluzioni hanno l’obiettivo di ottimizzare lo spazio e di far apparire la stanza più ampia e luminosa di quanto non sia in realtà.

Anche Kenneth Cronin, designer di PIA Interior Co., Ltd., un’azienda di arredamento d’interni che collabora con catene internazionali come quella del Ritz, ha spiegato che negli ultimi quindici anni c’è stato un «notevole passaggio» dalle porte tradizionali dei bagni a quelle in vetro o scorrevoli. Secondo Cronin, questa evoluzione è legata all’esigenza di ridurre i costi, ma anche alla necessità di fornire una diversa percezione degli spazi agli ospiti, che spesso associano materiali più leggeri (come il vetro e il legno, appunto) e ambienti aperti a un’idea di modernità.

Per gli hotel di fascia media la questione economica non è secondaria. Dopo la crisi dovuta alla pandemia queste strutture hanno faticato a far tornare i conti e rinunciare alla porta del bagno, o farla in vetro, è diventato un modo per risparmiare, perché permette di far entrare più luce naturale nella stanza e induce i clienti a utilizzare di meno la luce artificiale, con un conseguente calo dei consumi energetici e degli interventi di manutenzione.

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La testata specializzata Hotel Report ha parlato della questione con vari designer che collaborano con catene internazionali. Tutti hanno concordato sull’esigenza di contenere i costi, ma hanno citato anche altre motivazioni.

Per esempio, eliminare barriere e separazioni può rendere più rapide le pulizie: il personale ha tempi molto stretti per rimettere in ordine le camere, e senza porte o pareti può farlo più velocemente. In altri casi invece le porte scorrevoli sono una scelta dettata da esigenze pratiche: quando il bagno è molto piccolo la tradizionale porta a battente può risultare scomoda, perché occupa troppo spazio, complica i movimenti e rischia di urtare la doccia e i sanitari.

Secondo diversi professionisti del settore le soluzioni più estreme, come bagni completamente a vista o separati solo da pannelli trasparenti o tende, stanno gradualmente perdendo terreno, anche perché i designer stanno tenendo conto delle crescenti lamentele degli ospiti. Al loro posto si stanno affermando alternative che garantiscono una maggiore riservatezza, come porte scorrevoli realizzate con materiali non trasparenti.

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