Per la prima volta i fedeli ebraici hanno potuto portare oggetti liturgici nella Spianata delle Moschee

La Moschea di Al Aqsa, uno dei luoghi sacri dell'Islam nella Spianata delle Moschee (AP Photo/Mahmoud Illean)
La Moschea di Al Aqsa, uno dei luoghi sacri dell'Islam nella Spianata delle Moschee (AP Photo/Mahmoud Illean)

Per la prima volta in decenni la polizia israeliana ha concesso ai fedeli ebraici di entrare nella Spianata delle Moschee con oggetti liturgici, e in particolare alcune preghiere e volantini con stampate le istruzioni per accedere al luogo sacro. È una cosa eccezionale perché in teoria è vietato dagli anni Sessanta, quando Israele occupò illegalmente Gerusalemme est, dove si trova il sito, che divenne luogo di preghiera per i soli musulmani. Negli ultimi anni però lo status quo di questo luogo sacro è stato messo in discussione dal governo israeliano, che vorrebbe cambiare le cose, e due settimane fa ha fatto insediare un nuovo capo della polizia conservatore.

La Spianata delle Moschee è uno dei luoghi sacri più importanti al mondo, conteso tra ebrei e musulmani e sacro anche per i cristiani. Per questo si regge su un equilibrio precario: dalla guerra dei Sei giorni del 1967, le questioni religiose che riguardano la Spianata sono decise da una fondazione musulmana giordana, mentre la sicurezza è compito degli israeliani. Sempre da allora ai fedeli ebraici è concesso visitare il sito ma non pregare o portare oggetti liturgici (se non vicino al Muro del Pianto, che è per loro un luogo di pellegrinaggio); la preghiera è riservata ai fedeli dell’Islam.

Dall’insediamento di Itamar Ben-Gvir al ministero della Sicurezza le cose però sono cominciate a cambiare: Ben-Gvir è considerato il ministro più a destra del governo di Benjamin Netanyahu, con posizioni radicali ed estremiste. Sulla Spianata delle Moschee ha sempre fatto dichiarazioni aggressive, riferite alla necessità di allargare lo spazio per gli ebrei e ridurre quello per i musulmani, oltre a gesti provocatori molto contestati. Due settimane fa ha nominato capo della polizia di Gerusalemme il generale Avshalom Peled, considerato un suo alleato.