In Nigeria più di 160 persone sono state rapite durante un attacco armato in due chiese

Alcune persone fuori da una chiesa nello stato di Kaduna, dove ci sono stati i rapimenti, in una foto di novembre del 2025
Alcune persone fuori da una chiesa nello stato di Kaduna, dove ci sono stati i rapimenti, in una foto di novembre del 2025 (AP Photo/Sunday Alamba)

Domenica in Nigeria 163 persone sono state rapite durante un attacco armato a due chiese di Kurmin Wali, nello stato di Kaduna. Un parlamentare statale ha detto che una delle chiese era evangelica e l’altra cattolica, e che durante l’attacco era in corso la messa. Per il momento nessun gruppo armato lo ha rivendicato. I rapimenti condotti da gruppi armati per ottenere riscatti sono diventati frequenti in Nigeria e sono spesso condotti da milizie islamiste: a novembre c’era stato uno dei più gravi nella storia del paese, contro una scuola privata cattolica.

Proteggere la comunità cristiana locale era stata la giustificazione di Donald Trump per l’attacco contro l’ISIS fatto dagli Stati Uniti, a fine dicembre: il governo governo nigeriano aveva contestato il fatto di non essere in grado di proteggere i cristiani.

Sebbene nel paese siano attive molte milizie jihadiste – tra cui Boko Haram e quelle dell’ISIS – non è vero che prendono di mira solo i cristiani: secondo l’organizzazione indipendente statunitense Armed Conflict Location and Event Data, le persone di fede musulmana uccise in attacchi islamisti sono più di quelle cristiane. Questo perché i jihadisti uccidono anche i musulmani che non ritengono sufficientemente radicali o che si frappongono ai loro interessi, e perché gli scontri hanno anche a che fare col controllo delle risorse e non soltanto con la fede.

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