Da oggi iniziano i primi rincari delle sigarette dovuti all’aumento delle accise

(AP Photo/Michel Euler)
(AP Photo/Michel Euler)

Da venerdì 16 gennaio iniziano i primi rincari delle sigarette, causati dall’aumento graduale delle accise sul tabacco deciso dall’ultima legge di bilancio per gli anni 2026, 2027 e 2028. Le accise sono una tassa di importo fisso che grava su una certa quantità di prodotti, e da quest’anno cambieranno anche quelle sui carburanti. Le accise sulle sigarette passeranno da 29,5 a 32 euro per mille sigarette nel 2026, e poi a 35,50 euro nel 2027 e a 38,50 euro a partire dal 2028. Nel 2026 lo Stato guadagnerà così 213 milioni di euro in più, 466 milioni nel 2027 e 797 milioni nel 2028.

L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato i nuovi prezzi di sigari, tabacco, e sigarette (il cui valore è stabilito con queste modalità): per le sigarette mancano ancora i prezzi per diversi marchi, che saranno pubblicati nei prossimi giorni. Intanto da venerdì 16 gennaio ci saranno aumenti fino a 30 centesimi a pacchetto, che colpiscono, tra le varie, le sigarette a marchio Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana, Muratti e Phillip Morris. I prezzi più alti li raggiungono alcuni tipi di Marlboro, che arrivano a costare 6,80 euro al pacchetto.

Aumenteranno anche i prezzi di sigari, sigaretti (conosciuti anche col nome spagnolo cigarillos, e che sono sigari più piccoli), e tabacco sfuso. Per ora non rincarerà il tabacco riscaldato, cioè di quelle sigarette che si inseriscono in dispositivi elettronici (come per esempio le Terea per le Iqos).