Il torneo da un punto a partita dove Sinner ha perso contro un dilettante
Organizzato in attesa del vero tennis, con un milione di dollari australiani per il vincitore

Nella mattina italiana di mercoledì si è giocato a Melbourne, in Australia, il One Point Slam, un torneo di tennis pensato per animare un po’ l’atmosfera in vista dell’Australian Open, il primo torneo Slam dell’anno (di cui già sono in corso le partite di qualificazione). Il One Point Slam è stato un rapido torneo di esibizione, un evento promozionale e collaterale dell’Australian Open, con partite da un solo punto tra tennisti e tenniste, professionisti e non, e con in palio un milione di dollari australiani, pari circa 570mila euro. C’era già stata una prima versione l’anno scorso: ma con un montepremi molto più basso e con un solo professionista.
Il torneo si è giocato nella Rod Laver Arena, il campo principale degli Australian Open, davanti a circa 15mila spettatori. Lo ha vinto il 29enne Jordan Smith, tennista amatoriale australiano. In finale ha battuto la professionista Joanna Garland (117esima nella classifica mondiale), già eliminata alle qualificazioni dei veri Australian Open.
Agli ottavi di finale aveva fatto punto – e quindi vinto – contro Jannik Sinner, che ha sbagliato il primo servizio, senza che ne fosse previsto un secondo.
Smith, a dire il vero, aveva tentato la carriera da tennista a tempo pieno, non andando oltre la posizione 1.141 del ranking mondiale (con guadagni totali di circa 5mila euro).
Allo One Point Slam hanno partecipato 48 tennisti e tenniste. Alcuni non professionisti ci sono arrivati dopo aver vinto apposite qualificazioni, altri erano celebrità australiane presenti su invito. Prima di ogni partita per decidere chi doveva servire si faceva “carta forbice sasso”. I tennisti più forti, come Sinner, avevano un solo servizio a loro disposizione; gli altri potevano ripetere il servizio – come succede nei normali tornei – in caso di errore alla prima palla. Su 47 partite, 10 si sono decise per errori al servizio.
Sebbene Smith abbia comunque il merito di aver battuto cinque professionisti durante il breve torneo, il One Point Slam non ha ovviamente alcun rilevante valore tennistico. È stato un evento pensato per dare spettacolo, far girare contenuti online e far scrivere qualche articolo.
In questo senso, sembra aver funzionato: l’atmosfera alla Rod Laver Arena era scanzonata, tennisti e tenniste professionisti hanno dato la sensazione di divertirsi e gradire il tutto, e Alcaraz ha persino fatto un post su X semplicemente con il nome del vincitore.
The Athletic ha parlato del torneo come di un «piacevole modo per ricordarsi di come lo sport può creare caos e divertimento», che ha mostrato ancora una volta come e quanto tra i quattro tornei del Grande Slam gli Australian Open siano i più pronti e abili nel provare a rinnovarsi. «Dopo questo successo» ha proseguito The Athletic «l’evento è probabilmente destinato a crescere ancora, e altri tornei potrebbero aver preso nota».
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