Nel bob c’è chi guida e c’è chi frena
Due ruoli piuttosto diversi: per questo quando cambiano è una notizia

La bobbista statunitense Sylvia Hoffman ha raccontato di recente di aver cambiato ruolo nella sua nazionale, a pochi mesi dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Ha smesso di fare la pilota ed è tornata a fare la frenatrice, e non è una notizia da poco. Nel bob i ruoli sono diversi e specializzati, e in particolare diventare pilota è tutt’altro che facile, un po’ come nella Formula 1, dove sono richieste grandi abilità e i posti disponibili sono molto pochi.
Il bob è uno dei tre principali sport invernali che si fa su una slitta, assieme allo skeleton e allo slittino. È chiamato la “Formula 1 del ghiaccio” non solo perché si va velocissimi e perché i piloti sono i protagonisti principali, ma anche perché i bob hanno carenature simili a quelle di un’auto da corsa. Nel bob si gareggia da sole – il cosiddetto “monobob”, presente solo nel femminile –, in due o in quattro (solo nel maschile).
Nel bob la gara comincia in piedi: nei primi 50 metri circa atleti e atlete devono correre spingendo la slitta, per imprimerle la massima velocità iniziale possibile. Servono grande forza ed esplosività, dato che il bob pesa almeno 160 chili, ma anche coordinazione e agilità, perché dopo pochi secondi bisogna infilarsi nel bob e rannicchiarsi subito, per non comprometterne l’aerodinamica. Quando gli atleti sono più di uno, l’ingresso deve essere sincronizzato, tant’è che qualcuno paragona i bobbisti anche a ballerini di danza classica.
Se si sbaglia l’ingresso nel bob si corre un grosso rischio: è successo da poco agli Stati Uniti
Per il resto della discesa – lunga circa 1.500 metri e piena di curve – il bob è controllato solo dall’atleta seduto davanti, il pilota appunto. Ha il compito più difficile di tutti, perché dopo aver spinto con tutte le sue forze deve guidare una slitta molto pesante che viaggia a oltre 120 chilometri orari, mantenendola sempre su una traiettoria ideale. Il bob deve cioè evitare di salire o scendere troppo lungo le curve, perché rallenterebbe: in uno sport dove tra il primo e il secondo posto intercorrono pochi centesimi di secondo, fa la differenza.
A fine gara il frenatore tira due leve, le quali azionano le lame frastagliate che, scavando nel ghiaccio, frenano la slitta. Nel bob a quattro, tra frenatore e pilota ci sono anche due spingitori, che partono a lato e aiutano solo nella spinta iniziale.

La fortissima squadra tedesca mentre entra nel suo bob durante le Olimpiadi invernali di Pechino, 19 febbraio 2022 (Adam Pretty/Getty Images)
Mentre nel monobob un’atleta deve saper fare tutto (spingere, pilotare e frenare), nel bob di squadra ognuno ha il suo compito, che richiede una preparazione specifica. Ma anche una certa propensione: Sylvia Hoffman è tornata a fare la frenatrice perché si considera «l’atleta di spinta più veloce» della sua federazione (in passato aveva gareggiato come sollevatrice di pesi).
Frenatori e spingitori allenano soprattutto forza, rapidità ed esplosività, perché il loro compito è soprattutto quello di spingere la slitta. Questa cosa vale anche per il frenatore, nonostante il nome possa trarre in inganno: in partenza è colui che si posiziona sempre dietro il bob ed è l’atleta che contribuisce di più all’accelerazione iniziale.
Al contrario, un frenatore non è per forza quello della squadra “che frena più forte”, perché nelle piste che terminano in salita – come quella delle prossime gare olimpiche di Cortina – una frenata potente non è così determinante. Un frenatore viene dunque scelto soprattutto in base alle caratteristiche di spingitore in partenza: un atleta molto potente ma con minore resistenza è ideale per partenze brevi e molto ripide; al contrario, chi possiede maggiore forza sulle lunghe distanze è più adatto a partenze un po’ più lunghe e meno pendenti.
Il pilota italiano di bob Patrick Baumgartner mostra come la sua squadra si allena a spingere forte
Il pilota ha invece un ruolo più tecnico e completo e non deve solo saper spingere. Non è facile diventarlo, proprio come in Formula 1: serve molto tempo per imparare a guidare un bob con la precisione richiesta e non ci sono molti posti dove allenarsi e fare esperienza.
Per questo nel bob ci sono molti più frenatori che piloti. Maurizio Oioli (il direttore tecnico della nazionale italiana) può infatti scegliere tra sei frenatrici per Giada Andreutti e Simona de Silvestro, le due pilote italiane di punta. Entrambe vengono da altri sport, come succede spesso nel bob: Andreutti era una discobola, mentre de Silvestro ha fatto la pilota di auto da corsa fino al 2023.
Piloti e pilote sono insomma gli atleti più considerati, dato che la squadra viene costruita attorno a loro. È ancor più vero nel bob femminile, dove solo chi sa guidare la slitta può gareggiare sia nel monobob sia nel bob a due. È uno dei motivi per cui la scelta di Hoffman ha fatto notizia.
POV: sei un o una pilota di bob
Le gare di bob alle Olimpiadi inizieranno il 15 febbraio e si concluderanno l’ultimo giorno, il 22; si terranno a Cortina nella nuova e discussa pista. Vi parteciperanno 170 bobbisti e bobbiste, 114 uomini e 56 donne. Il periodo di qualificazione terminerà il 18 gennaio, alla fine della settima e ultima tappa – quella di Altenberg, in Germania – di questa Coppa del Mondo.



