L’esponente del nazionalismo corso Alain Orsoni è stato ucciso mentre era al funerale di sua madre

Alain Orsoni nel 2013 durante una partita di calcio fra l'Ajaccio (di cui era presidente) e il Paris Saint-Germain (Xavier Laine/Getty Images)
Alain Orsoni nel 2013 durante una partita di calcio fra l'Ajaccio (di cui era presidente) e il Paris Saint-Germain (Xavier Laine/Getty Images)

Alain Orsoni, che tra gli anni Settanta e Novanta fu un importante esponente del movimento per rendere la Corsica indipendente o comunque più autonoma dalla Francia, è stato ucciso lunedì durante il funerale di sua madre. Orsoni aveva 71 anni e viveva da tempo in esilio autoimposto in Nicaragua. Era rientrato in Corsica apposta per le esequie, che si sono tenute nel paese di Vero, a una ventina di chilometri dal capoluogo dell’isola, Ajaccio. Secondo quanto riferito a Le Monde dal procuratore di Ajaccio, Nicolas Septe, Orsoni è stato colpito da un singolo proiettile sparato da centinaia di metri di distanza. Non è ancora stato individuato il responsabile.

In gioventù era stato uno dei capi del Fronte di liberazione nazionale corso (FLNC), il più importante gruppo indipendentista locale, attivo anche come organizzazione armata. Aveva poi lasciato l’FLNC, segnato da scontri tra fazioni talvolta coinvolte in attività criminali, e aveva fondato un’organizzazione chiamata Movimento per l’autodeterminazione. Per scappare dalle lotte interne ai movimenti e alle violenze, a partire dagli anni Novanta lasciò l’isola e visse per molti anni fra il Nicaragua, la Florida e la Spagna. Nel 2008, poco dopo il suo rientro in Corsica, la polizia sventò un tentativo di assassinarlo da parte di un gruppo criminale corso: da allora è nata una faida che ha portato a numerosi episodi di violenza e all’incarcerazione di suo figlio, Guy Orsoni.

Orsoni era stato anche presidente della squadra di calcio dell’Ajaccio, prima fra il 2008 e il 2015, poi nel 2022. In quegli anni la squadra giocò fra prima e seconda divisione del campionato francese.