Negli Stati Uniti ci sono state proteste in molte città contro l’agenzia federale per l’immigrazione, per l’uccisione di Renee Nicole Good

Sabato in molte città degli Stati Uniti ci sono state grosse proteste contro l’ICE, l’agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione nel paese. Le proteste sono state causate dall’uccisione da parte di un agente dell’ICE di una donna a Minneapolis: Renee Nicole Good era stata uccisa il 7 gennaio mentre era a bordo della sua auto. L’ICE e membri del governo degli Stati Uniti hanno giustificato l’uccisione sostenendo che la donna avesse cercato di investire con l’auto l’agente, ma i video realizzati da testimoni sul posto e quello fatto dallo stesso agente con il proprio telefono sembrano smentire piuttosto chiaramente questa ipotesi.
La protesta più grande e partecipata è stata proprio a Minneapolis, ma ce ne sono state moltissime altre in varie parti degli Stati Uniti: gli organizzatori hanno stimato più di mille manifestazioni. Ulteriori proteste sono previste per domenica, con lo slogan “ICE out for Good” (“ICE fuori per sempre”), un gioco di parole che include un riferimento al cognome della donna uccisa a Minneapolis. Finora le proteste sono state perlopiù pacifiche.
Negli ultimi mesi l’ICE è diventato uno dei corpi di polizia più importanti ma anche più discussi del paese, in quanto responsabile dell’esecuzione delle politiche anti-immigrazione volute dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Tra le altre cose, da mesi gli agenti dell’ICE conducono rastrellamenti nelle città per arrestare ed espellere i migranti irregolari, spesso con metodi violenti e brutali ritenuti in violazione dei diritti umani.
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