Cinque persone sono indagate per la morte di Alex Marangon, trovato su un isolotto nel Piave nel luglio del 2024

Cinque persone sono indagate a vario titolo con le accuse di morte in conseguenza di altro reato e cessione di sostanze stupefacenti per la morte di Alex Marangon. Il suo corpo fu trovato il 2 luglio del 2024 arenato su un isolotto nel fiume Piave all’altezza di Ciano del Montello, in provincia di Treviso. Due giorni prima aveva partecipato a un evento nell’ex abbazia di Santa Bona, nel comune di Vidor, in provincia di Treviso: quell’evento era stato descritto dai partecipanti come una sorta di rito sciamanico, e si ipotizza che nella serata girassero sostanze allucinogene tra cui l’ayahuasca, un decotto con effetti psichedelici a base di piante amazzoniche.
Verso le 3 di notte Marangon si sarebbe allontanato dal gruppo per uscire, da solo, dall’abbazia e andare in direzione del bosco circostante. Almeno due partecipanti avrebbero provato a inseguirlo per fermarlo, senza riuscirci. Solo tre ore dopo, verso le 6 del mattino del 30 giugno, qualcuno presente all’abbazia chiamò i carabinieri per informarli della sparizione di un partecipante alla serata. Non è chiaro cosa sia successo tra le 3 e le 6: in quell’arco di tempo, in un modo che non è ancora chiaro, Marangon finì nel fiume e poi da lì fu trasportato dalla corrente fino all’isolotto dove il suo corpo è stato ritrovato il 2 luglio.
Gli indagati sono Alexandra Diana Da Sacco, proprietaria dell’abbazia, Andrea Zuin e la compagna Tatiana Marchetto, che avevano organizzato l’evento, e Jhonni Benavides e Sebastian Castillo, due persone colombiane identificate come curanderos (curatori sciamanici), che dalla morte di Marangon sono irreperibili.


