In Giappone si è sciolta la coalizione di governo al potere da 13 anni, complicando la nomina di Sanae Takaichi a prima ministra

Tetsuo Saito, capo del Komeito, e Sanae Takaichi, leader del Partito Liberal Democratico, prima di un intervento in parlamento, il 10 ottobre a Tokyo (Daisuke Suzuki/Kyodo News via AP)
Tetsuo Saito, capo del Komeito, e Sanae Takaichi, leader del Partito Liberal Democratico, prima di un intervento in parlamento, il 10 ottobre a Tokyo (Daisuke Suzuki/Kyodo News via AP)

In Giappone il partito Komeito (in italiano “partito del governo pulito”, centrista e conservatore) ha detto che non sosterrà più il Partito Liberal Democratico (PLD), con cui governa in coalizione e che domina la politica giapponese da oltre settant’anni. Anche sommando i propri seggi al parlamento i due partiti non avevano la maggioranza: ora per il PLD sarà ancora più complicato far eleggere la sua nuova leader, Sanae Takaichi, come prima ministra, e dovrà cercare il sostegno di altri partiti di opposizione. È previsto che il parlamento nomini un nuovo primo ministro nelle prossime settimane. Attualmente il ruolo è coperto dal dimissionario Shigeru Ishiba (sempre del PLD).

Il Komeito è affiliato alla scuola buddista laica Soka Gakkai ed è alleato del Partito Liberal Democratico da 26 anni, di cui 22 passati al governo. Il presidente del partito Tetsuo Saito ha detto che il Komeito si è ritirato dalla coalizione perché il PLD si è rifiutato di sostenere una sua proposta di legge che limiterebbe molto le donazioni da parte delle aziende ai partiti, e vieterebbe quelle ai singoli politici. Saito ha detto che comunque il Komeito continuerà a collaborare con il PLD sui temi su cui hanno le stesse posizioni.

Il Komeito aveva già detto che sarebbe uscito dalla coalizione se la nuova leader del PLD non fosse scesa a compromessi su certe posizioni. Sanae Takaichi fa parte dell’ala conservatrice del PLD, più distante quindi dalle posizioni centriste del Komeito.