Il Senato argentino ha respinto la nomina di due giudici della Corte Suprema scelti dal presidente Javier Milei

Il Senato argentino, 14 marzo 2024 (AP Photo/Natacha Pisarenko)
Il Senato argentino, 14 marzo 2024 (AP Photo/Natacha Pisarenko)

Il Senato argentino ha respinto la conferma di due nuovi giudici della Corte Suprema che il presidente Javier Milei aveva provato a nominare per decreto lo scorso febbraio, aggirando l’approvazione del parlamento. Sono il giudice federale Ariel Lijo e il giurista Manuel García-Mansilla, le cui nomine erano state molto contestate dall’opposizione: il primo infatti è accusato di corruzione, tra le altre cose, mentre il secondo è un professore di diritto molto osteggiato dai partiti di sinistra per le sue posizioni conservatrici su temi come il diritto all’aborto. L’opposizione ha inoltre accusato Milei di voler scegliere come nuovi giudici persone vicine alle sue idee politiche per evitare che la Corte Suprema possa interferire in futuro con i suoi progetti di riforma economica.

Milei è un economista di estrema destra, ultraliberista e populista, che nel primo anno del suo governo ha imposto misure molto radicali per far uscire il paese da una lunga crisi economica. Il voto a sfavore della nomina dei due giudici è stato netto: Lijo è stato bocciato con 43 voti contrari e 27 favorevoli, mentre García-Marcilla con 51 contro 21. Era una cosa attesa, dal momento che Libertad Avanza, il partito di Milei, ha solo 7 seggi su 72 al Senato e che la nomina per decreto dei due giudici aveva fatto molto discutere nelle ultime settimane, sia per i loro profili che per le modalità. Milei ha accusato i senatori di aver bocciato la nomina dei due giudici per motivi «puramente politici» e non di «idoneità» alla carica.

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