Dalla prossima partita la squadra di calcio del Napoli non metterà più sulla maglia la toppa con scritto “Keep Racism Out”

Juan Jesus (in bianco) parla con l'arbitro (in giallo) durante la partita in cui Francesco Acerbi gli avrebbe rivolto un insulto razzista
Juan Jesus parla con l'arbitro durante la partita in cui Francesco Acerbi gli avrebbe rivolto un insulto razzista (Photo by Spada/LaPresse)

Mercoledì il responsabile marketing del Napoli Tommaso Bianchini ha detto che sulle maglie che la squadra indosserà nella prossima partita contro l’Atalanta non saranno presenti le toppe con scritto “Keep Racism Out” (lascia fuori [dagli stadi] il razzismo), che fanno parte della campagna promossa dalla Lega Serie A, in collaborazione con l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Ha aggiunto che il Napoli non aderirà più a nessuna iniziativa contro il razzismo promossa da altri enti calcistici e che ne organizzerà altre in autonomia.

Le sue parole confermano quelle del comunicato pubblicato dal Napoli martedì dopo l’assoluzione del calciatore italiano dell’Inter Francesco Acerbi per il presunto insulto razzista pronunciato contro il brasiliano del Napoli Juan Jesus, durante la partita Inter-Napoli dello scorso 17 marzo. Nella sentenza il giudice sportivo aveva spiegato di non essere riuscito a raggiungere il livello di «ragionevole certezza» richiesto in casi di questo tipo per determinare se quella di Acerbi fosse stata veramente un’offesa razzista, cosa che avrebbe portato alla squalifica temporanea di quest’ultimo. Nel comunicato i dirigenti del Napoli avevano detto di essere rimasti «basiti» dopo aver letto la sentenza e che per questo motivo la squadra non avrebbe più aderito «a iniziative di mera facciata delle istituzioni calcistiche contro il razzismo e le discriminazioni».