Il Fondo Monetario Internazionale ha sbloccato il prestito di altri 4,7 miliardi di dollari per l’Argentina

Il presidente argentino Javier Milei
(AP Photo/ Markus Schreiber)

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’organismo che monitora la stabilità finanziaria globale, ha annunciato un nuovo prestito da 4,7 miliardi di dollari (circa 4,3 miliardi di euro) in favore dell’Argentina. L’Argentina è il maggiore debitore del Fondo, a cui deve già più di 40 miliardi di dollari che si sono accumulati negli ultimi anni a fronte di vari piani di salvataggio. Il nuovo prestito fa parte di un accordo raggiunto tra il nuovo governo argentino del presidente Javier Milei e il Fondo, che ha l’obiettivo di «sostenere le importanti politiche intraprese dalle nuove autorità per ripristinare la stabilità macroeconomica» del paese.

In una nota, il Fondo ha detto che nonostante la difficile situazione ereditata dai governi precedenti – inflazione elevata e crescente, riserve impoverite e alti livelli di povertà – la nuova amministrazione sta intraprendendo «azioni coraggiose» per ripristinare la stabilità economica: «Queste azioni iniziali hanno evitato una crisi della bilancia dei pagamenti, anche se il percorso verso la stabilizzazione sarà impegnativo».

Da quando si è insediato a dicembre, il presidente di estrema destra e ultraliberista Javier Milei ha subito approvato alcune riforme economiche molto contestate. Appena 48 ore dopo il suo insediamento, il ministro dell’Economia Luis Caputo aveva annunciato una prima manovra economica che svalutava il peso, la moneta argentina, e includeva grossi tagli alla spesa pubblica. Una settimana dopo, Milei aveva presentato il “Decreto di necessità e urgenza” (DNU), entrato in vigore il 29 dicembre, che conteneva più di 300 modifiche alle leggi nazionali in materia di economia. In particolare, il DNU abroga la norma che impedisce la privatizzazione delle aziende statali, annunciata poi nella “legge omnibus”. Fra le altre cose elimina anche decine di controlli statali che regolavano il prezzo degli affitti, delle assicurazioni sanitarie e dei prodotti considerati essenziali.

Queste misure erano state presentate da Milei come l’unico modo per superare la gravissima crisi economica che l’Argentina sta attraversando da diversi anni, con un’inflazione pari al 147 per cento e una povertà dilagante. A queste grosse difficoltà si è aggiunta anche la scelta di non entrare a far parte dei BRICS (il gruppo di paesi emergenti composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), probabilmente per avvicinarsi di più alla sfera d’influenza degli Stati Uniti.