Bobi Wine, il leader dell’opposizione ugandese, dice di essere agli arresti domiciliari

(Anna Webber/Getty Images for National Geographic)
(Anna Webber/Getty Images for National Geographic)

Il cantante e oppositore politico ugandese Bobi Wine ha detto di essere stato messo agli arresti domiciliari subito dopo essere tornato in Uganda dopo un viaggio all’estero. Non è la prima volta che accade: negli ultimi anni Wine, che è un cantante famosissimo in Uganda e si oppone da tempo al presidente Yoweri Museveni, che governa il paese dal 1986, è stato più volte incarcerato con l’accusa di tradimento e anche torturato, anche per via del suo seguito piuttosto ampio. Nel 2021 Wine aveva perso le elezioni alla presidenza del paese contro Museveni, accusandolo però di aver ricorso a brogli per rimanere al potere.

Wine è atterrato in Uganda giovedì dopo una serie di impegni internazionali: i suoi sostenitori avevano programmato di accoglierlo all’aeroporto internazionale di Entebbe e di accompagnarlo a casa con una marcia, ma la polizia ha dichiarato illegale il raduno. Secondo il racconto di Wine, appena è atterrato, ancora prima di passare i controlli doganali, «alcuni brutti ceffi mi hanno afferrato e trascinato via, torcendomi le braccia e sbattendomi in un’auto privata che li stava aspettando». Poi l’hanno scortato a casa sua. Un video pubblicato dal suo partito mostra Wine fermato da alcune persone poco dopo essere sceso dall’aereo.

La polizia ugandese nega che Wine sia agli arresti domiciliari e in un post su Twitter ha invitato a «ignorare le voci che circolano sul suo arresto». Prima del suo atterraggio, comunque, l’esercito ugandese era stato schierato lungo la strada che porta all’aeroporto di Entebbe e fuori da varie sedi del partito di Wine, per prevenire eventuali manifestazioni.

Il governo di Museveni è noto per la repressione delle opposizioni: durante le proteste antigovernative dell’anno scorso sono state uccise oltre 50 persone, e a settembre sono stati vietati tutti i raduni di seguaci di Wine nel paese per «motivi di sicurezza».