La Corte d’Appello di Milano ha confermato il proscioglimento del presidente della Lombardia Attilio Fontana per il caso della fornitura di camici alla Regione

(ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)
(ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)

La Corte d’Appello di Milano ha confermato il proscioglimento del presidente della Lombardia Attilio Fontana dall’accusa di frode in pubbliche forniture nell’ambito dell’indagine sui camici che erano stati dati alla Regione dall’azienda di suo cognato. La Corte d’Appello ha respinto il ricorso presentato dalla procura di Milano contro il proscioglimento che era stato deciso nel maggio del 2022 dalla giudice dell’udienza preliminare (gup) del tribunale di Milano, Chiara Valori, che aveva deciso di non processare Fontana perché “il fatto non sussiste”. Il proscioglimento è stato confermato anche per tutti gli altri indagati: il cognato di Fontana, Andrea Dini, l’ex direttore generale di Aria, la società che si occupa degli acquisti per conto della Regione Lombardia, Filippo Bongiovanni, il vicesegretario generale della Lombardia Pier Attilio Superti, e la direttrice acquisti di Aria, Carmen Schweigl.

L’indagine riguardava l’assegnazione da parte di Aria di una fornitura di 82mila camici e dispositivi di protezione individuale a Dama Spa., società del cognato di Fontana. La fornitura, dal valore di circa mezzo milione di euro, fu poi trasformata in donazione. Il 19 maggio del 2020 Fontana cercò di fare un bonifico di 250mila euro a Dama Spa. da un suo conto personale in Svizzera, che però fu poi sospeso per sospetta violazione della normativa antiriciclaggio e segnalato alla Banca d’Italia. L’ipotesi dell’accusa, non accolta dalla gup, era che quel bonifico fosse servito a risarcire il cognato per i mancati introiti, dopo la trasformazione della fornitura in donazione.