Il primo “trip” di LSD della storia

Per errore: il suo inventore Albert Hofmann parlò di «uno stato di intossicazione niente affatto spiacevole» e pochi giorni dopo ci riprovò

Albert Hofmann nel 1976 (Keystone/Getty Images)
Albert Hofmann nel 1976 (Keystone/Getty Images)
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«Mi sono sdraiato e sono sprofondato in uno stato di intossicazione niente affatto spiacevole, marcato da un’immaginazione particolarmente vivida». Il chimico svizzero Albert Hofmann ricordò con queste parole la sua prima assunzione involontaria di LSD (dal tedesco LysergSäureDiethylamid, in italiano dietilamide dell’acido lisergico), avvenuta a Basilea, in Svizzera, il 16 aprile del 1943: ottant’anni fa.

Hofmann, che lavorava in Svizzera per l’azienda farmaceutica Sandoz (l’attuale Novartis) aveva già sintetizzato l’LSD nel 1938, mentre stava studiando un fungo parassita delle piante graminacee per provare a ricavarne un farmaco che stimolasse le funzioni cardiorespiratorie. Quel 16 aprile del 1943 gli capitò di entrare in contatto più del previsto con quel composto, su cui si era rimesso a lavorare dopo alcuni anni.

Dopo quell’assunzione casuale Hofmann scrisse di essere stato pervaso da «una notevole inquietudine combinata a un leggero capogiro», ricordò di aver avuto «un’immaginazione estremamente stimolata» e di essere stato in uno stato onirico.

In seguito Hofmann riassunse l’LSD in modo intenzionale, sperimentando su se stesso la sostanza a dosaggi di 250 microgrammi, una quantità piuttosto cospicua, così da raccontarne gli effetti, tra cui le diverse percezioni e distorsioni visive, alcune delle quali da lui presentate come spiacevoli e sinistre. Dopo quella prima volta Hofmann assunse LSD anche il 19 aprile del 1943, per capire meglio cosa era successo pochi giorni prima, per poi – raccontò lui stesso in seguito – andare in bicicletta verso casa, sperimentando su se stesso gli effetti sia positivi che negativi di un “trip” di LSD. Da allora il 19 aprile, giorno della prima assunzione volontaria di LSD, è ricordato anche come “bicycle day”.

La diffusione dell’LSD iniziò però solo a partire dagli anni Sessanta, alcuni anni dopo la pubblicazione nel 1957 di un articolo sulla sostanza da parte della rivista LIFE. Per via dei suoi abusi e possibili effetti negativi finì però con l’essere proibita. Hofmann morì nel 2008, a 102 anni, e come ha ricordato di recente Nicola Lagioia per il Venerdì di Repubblica, questa era la sua opinione sull’LSD:

«Dovrebbe essere trattato come una sostanza sacra. Una cosa è disporre di una sostanza antidolorifica o euforizzante, tutt’altra è disporre di un agente che interviene sull’essenza stessa degli esseri umani: la coscienza. Perché che cosa è sacro, se non la coscienza dell’essere umano? Una sostanza che la attiva dev’essere trattata con grande rispetto e con estrema cautela»

– Leggi anche: Il ritorno degli psichedelici

Di LSD parla un capitolo di Le droghe, in sostanza, il terzo numero di Cose spiegate bene.