Piantedosi dice che il governo non ha impedito i soccorsi per il naufragio di Cutro

Il ministro dell'Interno ha parlato alla Camera senza però chiarire alcuni punti fondamentali in merito al mancato soccorso

(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Martedì pomeriggio in un discorso alla Camera dei deputati il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso l’operato del governo di Giorgia Meloni nelle ore precedenti al naufragio a Steccato di Cutro, in provincia di Crotone, avvenuto domenica 26 febbraio e in cui sono morte oltre 70 persone migranti.

Da giorni diverse inchieste giornalistiche hanno documentato ritardi e rimpalli di responsabilità nella gestione dell’imbarcazione in cui si trovavano quelle persone, nella notte fra sabato 25 e domenica 26 febbraio. Alcune di queste inchieste contenevano accuse esplicite a Piantedosi e al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, da cui dipendono rispettivamente la Guardia di Finanza e la Guardia Costiera, i due organi dello stato che si sono occupati più direttamente dell’imbarcazione naufragata.

«Sostenere che i soccorsi sarebbero stati condizionati o impediti dal governo costituisce una grave falsità», ha detto Piantedosi, senza però fornire molti dettagli sul processo decisionale e sulla catena di comando di quella notte: alcuni aspetti della vicenda rimangono quindi ancora oscuri.

Piantedosi ha ricordato che l’imbarcazione fu avvistata sabato sera da un piccolo aereo Frontex, l’agenzia di frontiera dell’Unione Europea. Frontex aveva segnalato che a bordo dell’imbarcazione, che pure procedeva a velocità normale, c’erano moltissime persone, per di più senza giubbotti di salvataggio: una condizione potenzialmente pericolosa, come sa chiunque abbia esperienza di navigazione. Piantedosi ha spiegato che poco dopo la segnalazione di Frontex una nave della Guardia di Finanza provò a intercettare l’imbarcazione, senza successo: non ha però spiegato chi decise di fare intervenire la Guardia di Finanza, che si occupa di sicurezza, e non la Guardia Costiera, che invece compie più propriamente operazioni di ricerca e soccorso in mare.

Piantedosi insomma non ha esplicitato se la decisione di fare intervenire la Guardia di Finanza al posto della Guardia Costiera arrivò dal governo, come hanno implicato diversi giornali negli ultimi giorni, o piuttosto se sia stata una decisione presa autonomamente dalla Guardia di Finanza.

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