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Abbiamo provato tre topper per materassi

Per vedere a cosa servono e se sono davvero così comodi e avvolgenti come sostiene Bruno Barbieri

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Il topper è un materassino imbottito dello spessore di pochi centimetri che si mette sopra il materasso per ammorbidirne la superficie. È molto diffuso nei paesi del Nord Europa, mentre in Italia è diventato noto di recente, soprattutto a causa dello chef e popolare conduttore televisivo Bruno Barbieri, che nel programma 4 Hotel controlla sotto il coprimaterasso in ogni camera che deve recensire: quando non trova un topper, le cose non si mettono bene per gli albergatori in gara. Barbieri ha dichiarato in più occasioni che ritiene il topper un requisito indispensabile di qualsiasi letto d’hotel ed è diventato testimonial di un marchio che li produce.

Questo potrebbe aver portato alcuni spettatori del programma – e non-spettatori incuriositi dai conoscenti spettatori – a chiedersi cosa farà mai un topper di così sorprendente. Per rispondere abbiamo provato tre topper e intervistato Sonia Piccoli, presidente del consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità.

Il topper può essere venduto insieme al materasso, ma molti produttori lo propongono come accessorio a parte. Lo spessore va dai 3 ai 7 centimetri circa: se si hanno lenzuola molto aderenti, quindi, andranno sostituite con lenzuola di una misura superiore per farcelo stare. I materiali di cui è fatto possono essere diversi: lana, cotone, piume (più traspiranti) o memory foam, lattice e poliuretano (meno traspiranti).

La prima cosa che ha spiegato Sonia Piccoli è che «non abbiamo tutti bisogno di un topper, perché un materasso di qualità sostiene il corpo e ne garantisce il giusto comfort ergonomico anche da solo». Ma è vero che un topper può rendere il sonno più confortevole. Testandoli abbiamo notato principalmente due vantaggi: il primo è l’aspetto complessivo del letto, che risulta più alto e “morbidoso”, e il secondo è la sensazione avvolgente che si prova quando ci si sdraia, che solitamente un materasso da solo non dà.

A chi può servire un topper?
«Il topper può tornare utile soprattutto se il materasso è particolarmente duro e quando ci si gira su un fianco si sente disagio, come se sentissimo gli spigoli del nostro corpo» spiega Piccoli: «ed è piacevole: quando ci si sdraia si sente una bella sensazione di distensione muscolare». Non vale invece il contrario: se si ha un materasso molto morbido un topper difficilmente lo renderà più duro.

Inoltre, alcuni topper particolarmente avvolgenti e ricoperti di materiali come il poliestere possono essere utilizzati per rendere il letto più caldo, per esempio in case di montagna o che sono particolarmente fredde per qualche motivo. Un altro caso in cui può tornare utile avere un topper è quello in cui una coppia decida di usare due materassi singoli per il proprio letto matrimoniale: può essere una buona soluzione per dare uniformità alla superficie del letto.

Più in generale, può essere un acquisto interessante per chi ama i letti alti, molto morbidi e avvolgenti (come probabilmente è il caso di Bruno Barbieri) e ama infilarsi sotto le coperte e sentirsi sprofondare.

Nel caso in cui si abbia un materasso non più nuovo, che dopo qualche anno di utilizzo ha smesso di essere perfettamente uniforme, un topper può essere una soluzione temporanea per dormire più comodi in attesa di comprarne un altro: ma dato che il materasso andrà comunque sostituito prima o poi e che un topper ha un costo non trascurabile forse non è così conveniente. 

Il marketing dei topper usa spesso aggettivi come “ortopedico”, riferimenti al mal di schiena e alla muscolatura, e fa promesse legate a una migliore qualità del sonno. Alcune persone che usano il topper – tra cui una di quelle che li ha provati per i nostri test – dicono di avere effettivamente meno dolori alla schiena quando si alzano al mattino. Il fatto che siano efficaci per alcuni però non significa che lo siano per tutti, quindi il consiglio per chi vuole risolvere problemi di mal di schiena o disturbi del sonno è di rivolgersi prima a uno specialista.

È consigliato agli allergici?
«Il materasso in generale è un ricettacolo di acari su cui passiamo molte ore ogni giorno, quindi è buona norma scegliere materassi di materiali che contrastano la proliferazione degli acari e la tengono sotto una certa soglia; ma non è che si elimini il problema», ha spiegato Piccoli: «anche il topper può assolvere a questa funzione se è di materiali sintetici e in più ha il vantaggio che si può lavare più spesso di un materasso, anche se non bisogna esagerare perché rischia di svuotarsi e perdere morbidezza»

I nostri test
Abbiamo provato tre topper matrimoniali da 160 centimetri per 200 che si trovano in vendita su Amazon: uno in lattice di Geemma (287 euro su Amazon e in sconto a 240 euro sul sito del produttore) e gli altri due in memory foam, cioè fatti di una schiuma viscosa elastica di cui sono fatti anche molti materassi, che si adattano alla forma del corpo. Uno è di EvergreenWeb con “effetto imbottitura” (160 euro su Amazon) e l’altro è di Recci (90 euro). Abbiamo scelto lattice e memory foam perché sono i materiali più rigidi, che fanno più spessore tra il materasso e il corpo, ma volendo supporti meno consistenti si possono scegliere topper imbottiti di lana, cotone o piuma, che sono anche più traspiranti. Anche le fodere esterne dei topper che abbiamo provato sono tutte di tessuti sintetici, come consigliato per le persone allergiche. Tutti questi modelli sono disponibili per letti singoli, a una piazza e mezza e matrimoniali nelle varie misure standard.

Per quanto riguarda i prezzi, ce ne sono di più costosi e di molto più economici, fino a 50 euro. «Quelli che costano così poco sono solitamente fatti di poliuretano e ricoperti di una fodera di cotone e non hanno grande qualità: i topper, per essere tali, devono essere prodotti più elaborati, quasi quanto lo sono i materassi» ha spiegato Piccoli.

Tra quelli che abbiamo provato, il più avvolgente è probabilmente quello di EvergreenWeb: è il più soffice dei tre perché è imbottito di fiocchi di poliuretano espanso di diverse densità che lo rendono simile a un piumino molto denso. La fodera esterna è in poliestere e, anche se tra il corpo e il topper c’è comunque sempre il coprimaterasso, questo potrebbe far sentire il caldo più di altri tessuti. Noi l’abbiamo provato d’inverno e non abbiamo sofferto particolarmente: quando fa freddo, anzi, alcuni potrebbero volerlo usare proprio per questo, ma andrà probabilmente tolto con l’arrivo della primavera, assicurandosi di avere un posto dove metterlo, visto che è parecchio ingombrante.

Questo topper viene venduto anche come materassino da usare da solo e quindi non ha gli elastici che lo tengono ancorato al materasso come la maggior parte dei modelli: può diventare un po’ scomodo per chi si agita molto nel sonno, anche se va detto che è molto pesante e non è facile che si sposti. Non può essere sfoderato quindi si può lavare solo a secco. Costa 160 euro su Amazon.

Topper di EvergreenWeb (il Post)

Il topper che nel complesso ci è sembrato il migliore è quello in lattice di Geemma. È ricoperto di una fodera di tencel, che rispetto al poliestere è un po’ più traspirante e assorbe meglio l’umidità: nella stagione fredda in cui l’abbiamo provato noi, comunque, non abbiamo notato molta differenza con quello di EvergreenWeb e su Amazon ci sono utenti che hanno scritto di aver sofferto il caldo in estate. Il lattice è simile al memory foam ma è più elastico e infatti questo topper sostiene il corpo meglio degli altri due: l’EvergeeenWeb in particolare, non essendo uniforme nello spessore, a volte fa sprofondare fino a toccare il materasso sotto. Il topper di Geemma si può legare al materasso con i quattro elastici agli angoli, quindi è difficile che si sposti. La fodera si può togliere e lavare in lavatrice. Su Amazon costa 287 euro – un bel po’ più degli altri due – ma in questi giorni sul sito del produttore è in sconto a 240 euro.

Topper di Geemma (il Post)

Il topper di Recci è quello che abbiamo valutato come qualitativamente più scarso. L’interno è interamente in memory foam, mentre la copertura è in viscosa di bambù, un tessuto artificiale. I due difetti di questo topper sono che la fodera è un po’ più grande del materassino contenuto, cosa che rischia di provocare pieghe fastidiose, e che dopo l’apertura il topper non è più tornato alla forma originaria.

Topper di Recci (il Post)

La maggior parte dei topper vengono venduti sotto vuoto e quando vengono aperti e stesi impiegano un po’ ad arieggiarsi e riprendere la propria forma originaria: questo però sembra non essersi ricomposto del tutto e lo stesso problema viene segnalato anche in alcune recensioni su Amazon. I margini sono rimasti più bassi della parte centrale del materassino e quando ci si dorme sopra si sente che ci sono zone più alte e altre più basse: come si può facilmente immaginare, non è comodo. Al momento costa 90 euro, un prezzo abbastanza basso da far venire qualche sospetto (anche se va detto che al momento del nostro acquisto costava sui 130).

Topper di Recci (il Post)

Conclusioni
La principale utilità del topper è quella di rendere più morbida e avvolgente la superficie del letto. Nel caso in cui si cerchi una soluzione per un materasso troppo duro o si preferiscano letti dall’aspetto gonfio in cui sprofondare quando ci si sdraia, un topper è probabilmente quello che state cercando. Tra i prodotti che abbiamo provato noi, l’EvergreenWeb in memory foam e il Geemma di lattice ci hanno convinto, mentre il Recci si è rivelato un po’ meno comodo, soprattutto perché dopo esser stato srotolato è rimasto deformato. Per quanto riguarda mal di schiena e disturbi del sonno, si sconsiglia di affidarsi a un topper per risolverli, perché gli effetti su ciascuno potrebbero essere diversi e si tratta comunque di prodotti con un costo non trascurabile (tra i 150 e i 300 euro per un matrimoniale) e che non è facile fare il reso, visto che essendo molto ingombranti e arrivando sottovuoto, una volta aperti serve una scatola più grande per restituirli.

Tra i materiali, il lattice e il memory foam sono quelli che sostengono maggiormente il peso del corpo e che fanno più spessore sopra il materasso, ma sono anche meno traspiranti dei topper in lana, cotone o piume. Esistono topper in “gel memory foam”, che promettono di essere più freschi e assorbire il sudore, ma secondo i test di Wirecutter, l’autorevole sito di recensioni del New York Times, la differenza non è così percepibile. Per la fodera invece i tessuti sintetici sono preferibili per chi soffre di allergia alla polvere, ma ce ne sono alcuni più traspiranti di altri, per quanto con i tessuti sintetici un po’ di caldo bisogna metterlo in conto. Per scegliere bisogna decidere se la conservazione del calore è una delle cose che si cerca in un topper, magari per rendere il letto più caldo in inverno e poi toglierlo nella stagione calda. Va anche detto che se si usa un coprimaterasso in spugna probabilmente l’effetto della fodera sintetica sarà attutito.

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.

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