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Come scrivere dal vero, con consigli pratici

Un corso dedicato a un genere al confine tra narrativa e giornalismo, in partenza il 21 gennaio 2022

«La specificità del genere chiamato non fiction sta nel fatto che si occupa di cose vere, non inventate, con strumenti che un tempo erano solo della fiction. La sua forza si fonda sulla vocazione a misurarsi direttamente con la materia prima più incandescente di tutte: la realtà» spiega Riccardo Staglianò, giornalista e inviato del “Venerdì di Repubblica”, che dal 21 gennaio 2022 terrà per la Scuola Belleville il seminario “Scrivere dal vero”, un percorso teorico e pratico dedicato a un genere che si situa al confine tra narrativa e giornalismo, tra reportage e rielaborazione letteraria. 

In sette lezioni, cinque online e due in presenza, si esamineranno i testi di grandi scrittrici e scrittori che hanno contribuito a definire questo genere ibrido. Nella fase finale i partecipanti potranno cimentarsi nella scrittura di un proprio testo che sarà analizzato e commentato dal docente. Il corso prova a far riflettere sulla tecnica di scrittura di alcuni importanti rappresentanti del genere, ed è rivolto a giornalisti, aspiranti giornalisti e scrittori.

Secondo Staglianò «il discorso sulla presunta “fine del romanzo” è con il tempo diventato quasi un genere letterario a sé. Negli anni ’70 vi contribuì in maniera non marginale Tom Wolfe, sostenendo che la forza propulsiva della fiction si era andata affievolendo man mano che si era allontanata dall’indagine della realtà. Quel cibo che aveva fatto grandi gli Zola e i Dickens era ormai sparito dalle tavole dei romanzieri americani. A maneggiare la realtà erano rimasti solo i giornalisti: era ora che si liberassero una volta per tutte dal complesso di inferiorità nei confronti della letteratura, impadronendosi delle sue tecniche».

Fin dall’antologia sul “new journalism” di Wolfe, continua Staglianò «una delle novità era la presenza dentro la storia del giornalista, impegnato a interagire con essa – un privilegio un tempo riservato ai soli romanzieri. Questa presenza è stata vissuta in maniera problematica nel nostro Paese e ha generato più di un malinteso». Secondo Staglianò non bisogna confondere la prima persona usata in maniera narcisistica dal giornalista/scrittore con quella usata per catturare l’attenzione del lettore e portarlo «in viaggio con te, seduto al posto del passeggero». 

Il corso affronterà autori come il già citato Wolfe, passando per David Foster Wallace e Emmanuel Carrère. Toccherà poi la scuola latinoamericana con Juan Villoro, Martin Caparrós e Julio Villanueva Chang, per concludere con Joan Didion e alla brasiliana Eliane Brum.

A questo percorso si aggiunge una parte pratica dedicata al mestiere di scrittore di non fiction: come prepararsi a una trasferta, cosa studiare e dove studiarlo, come scegliere persone da intervistare, come sbobinare in automatico, come mettere da parte gli audio per un eventuale podcast. «Condividerò un bric-à-brac artigianale consolidato in vent’anni» conclude Staglianò, che presenterà il seminario martedì 14 dicembre in un incontro in diretta streaming.