È stata aperta una nuova inchiesta per omicidio sulla morte di Marco Pantani

(CARLO FERRARO-ARCHIVIO / ANSA / PAL)
(CARLO FERRARO-ARCHIVIO / ANSA / PAL)

La procura di Rimini ha aperto una nuova inchiesta sulla morte del ciclista Marco Pantani, avvenuta il 14 febbraio del 2004. L’ipotesi di reato è di omicidio, a carico di ignoti. Il corpo di Pantani fu trovato in una stanza del residence Le Rose di Rimini, e l’autopsia rivelò che la morte avvenne per edema polmonare e cerebrale, conseguente ad un’overdose di cocaina e psicofarmaci.

Questa avviata dalla procura di Rimini è la terza inchiesta sulla morte di Pantani: la prima risale al 2004 e portò al patteggiamento di due spacciatori, Fabio Miradossa e Ciro Veneruso, che avevano confessato di aver portato 20 grammi di cocaina a Pantani; la seconda venne aperta nel 2014 dopo un esposto della famiglia, con l’ipotesi di omicidio. Nel 2016 l’inchiesta fu però archiviata e l’omicidio escluso.

La decisione della procura di Rimini è stata presa in seguito ad alcune dichiarazioni di Fabio Miradossa, che nel gennaio del 2020 aveva detto in un’audizione alla Commissione parlamentare antimafia di ritenere che Pantani fosse stato ucciso. La Commissione ha inviato alla procura un’informativa, e la procura ha aperto un’inchiesta.

La Commissione antimafia aveva convocato Miradossa a seguito di un’inchiesta separata, condotta della procura di Forlì e risalente al 2016. L’inchiesta riguardava la squalifica di Pantani a Madonna di Campiglio il 5 giugno 1999, quando il ciclista fu sospeso dal Giro d’Italia per un valore di ematocrito nel sangue superiore alla soglia consentita.

Al tempo la procura ritenne “credibile” che alcune persone legate a organizzazioni criminali, in questo caso la camorra, «siano state coinvolte nella vicenda del prelievo ematico a Pantani»: in sostanza, che scambiarono il suo sangue con altro sangue pur di farlo squalificare e non perdere i soldi che avevano investito nelle scommesse clandestine contro di lui. Il giudice per le indagini preliminari (GUP) chiese però l’archiviazione delle indagini a causa della prescrizione dei reati.

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