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Guida all’acquisto di un robot aspirapolvere

Per chi si è chiesto almeno una volta se funziona davvero, quanto vale la pena spendere, come sceglierlo e se prendere la versione che lava anche

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I robot aspirapolvere a forma di disco volante che si muovono per la casa pulendo i pavimenti in autonomia non sono una tecnologia nuova. Il primo fu messo in commercio nel 1996 e i Roomba dell’azienda americana iRobot, i modelli più popolari e diffusi, hanno cominciato a essere venduti nel 2002. Tuttavia ci è voluto un po’ perché il loro funzionamento venisse perfezionato e i prezzi diventassero più accessibili. Fino a qualche anno fa per esempio Altroconsumo scriveva che questi aspirapolvere «costano davvero tanto per quello che fanno».

Più recentemente le cose sono un po’ cambiate: Wirecutter, l’autorevole sito di recensioni di prodotti del New York Times, ha scritto che facendo un bilancio qualità-prezzo questo è un buon momento per acquistare un robot aspirapolvere se non lo si è già fatto in passato. Tra i migliori risultati dei suoi test ci sono parecchi modelli con prezzi attorno ai 150 e 200 euro (i modelli più sofisticati ne costano 700 e passa). In questa guida trovate tutto quello che c’è da sapere per decidere se acquistare un robot ed eventualmente come sceglierlo.

Come funzionano
I robot aspirapolvere sono dei dischi spessi una decina di centimetri che si muovono per la casa e puliscono da polvere, briciole e altre particelle di sporco la superficie su cui passano. Sono composti principalmente da spazzole rotanti, da un aspiratore e un serbatoio. Quando vengono azionati cominciano a muoversi da soli per la casa, sfruttando sensori e in alcuni casi software più sofisticati per ottimizzare il proprio percorso (ci torniamo). La maggior parte dei modelli può essere programmata per partire dalla propria base a un certo orario di certi giorni della settimana. Alcuni possono essere comandati con assistenti vocali come Alexa e connettersi al WiFi di casa per essere gestiti da una app. Nella maggior parte dei casi, alla fine della pulizia, il robot è in grado di tornare alla propria base di ricarica da solo prima di scaricarsi, ma diciamo che non è una scienza esatta.

Vanno bene per la maggior parte dei pavimenti, e quasi tutti salgono autonomamente anche sui tappeti, purché non siano troppo spessi o troppo pelosi. Non fanno le scale (anzi bisogna starci attenti) ma si possono portare su e giù da un piano all’altro visto che sono piccoli e solitamente pesano meno di cinque chili. Per ottenere un risultato soddisfacente bisognerebbe raccogliere quante più cose possibili da terra prima di farli partire, per evitare che si “confondano” o incastrino da qualche parte — cosa che comunque è abbastanza normale che succeda. Una cosa da verificare è lo spessore, per essere sicuri che passi sotto il vostro letto, per esempio.

Alcuni modelli si svuotano autonomamente nella propria base di ricarica ogni volta che ci tornano, la quale va poi periodicamente svuotata a mano. Altri hanno nella confezione anche adesivi o calamite che si possono usare per costruire in casa delle barriere che il robot riconosce ed evita. I modelli più costosi hanno solitamente aspiratori e spazzole più potenti dei modelli più semplici, ma a meno che non pensiate di averne bisogno per qualche motivo particolare Wirecutter dice che l’effetto che si ottiene è solo leggermente migliore e non vale il costo extra.

Pro e contro
La prima cosa da dire sui robot aspirapolvere è che funzionano. Sono meno potenti e meno precisi (e anche più lenti) di un aspirapolvere tradizionale, ma fanno il loro lavoro e permettono di tenere i pavimenti visibilmente puliti tra una pulizia più approfondita e l’altra. Questo discorso vale in particolare per chi vive in case i cui pavimenti si sporcano velocemente — perché sono molto frequentate, ci vivono bambini piccoli o animali domestici — e finirebbe col passare le giornate a pulire. Per chi ha una casa piccola e vive solo ma ha poco tempo da dedicare alle pulizie o odia farlo, è una soluzione più efficace di qualsiasi altro aspirapolvere semplicemente per il fatto che pulisce da solo mentre voi fate tutt’altro.

Va detto però che è difficile tenere pulita una casa solo con uno di questi robottini. Più spesso gli viene affiancato un aspirapolvere tradizionale per pulire i tappeti (che i robot riescono a pulire solo superficialmente), gli angoli delle stanze, eventuali scale, e pulire a fondo quando lo sporco accumulato lo richiede. Un vantaggio che i robot aspirapolvere hanno in assoluto come elettrodomestici è che non occupano tanto spazio in casa. Rispetto agli aspirapolvere normali sono leggermente più silenziosi, anche se bisogna mettere in conto che impiegano molto più tempo a pulire e per chi è in casa diventano una specie di brusio costante di sottofondo.

Altre cose da sapere
A grandi linee i robot aspirapolvere hanno due modalità di “navigazione”. Il primo si può definire “semicasuale” e funziona più o meno così: il robot si muove in una direzione casuale, incontra un ostacolo contro cui va a sbattere (gentilmente, perché lo riconosce con i sensori e rallenta), si orienta in una nuova direzione casuale e procede in quella direzione. Il secondo modo è più “smart” perché ha videocamere e sensori con i quali in alcuni casi elabora una mappa della casa e permette all’utente di “far sapere” al robottino a grandi linee dove deve andare tramite una app. Il secondo modo è indubbiamente il più elaborato e più adatto a case sopra i 90 metri quadri con piante complesse e zone a rischio da cui tenere lontano il robot. Va detto però che non è sempre quello che funziona meglio: nelle case più piccole, il sistema semicasuale ha le stesse probabilità di coprire tutta la superficie di un sistema smart.

In tutti i casi, il consiglio di Wirecutter per chi possiede un robot aspirapolvere da poco è di non guardarlo mentre è in funzione perché quasi certamente sembrerà muoversi senza nessuna logica e vi farà pensare di aver sbagliato acquisto: bisogna lasciarlo fare e valutare i risultati alla fine. Non esiste infatti al momento un robot che si muova per la casa in modo davvero intelligente: la maggior parte dei produttori sta ancora cercando un modo per programmare un robot che non si confonda mai, ma non è facile. Duane Gilbert, un ingegnere che ha lavorato per iRobot e ora si occupa di automobili a guida autonoma, ha detto a Wirecutter che programmare un aspirapolvere Roomba è probabilmente più difficile che programmare una macchina.

I possessori di questi aspirapolvere mettono in guardia soprattutto sui cavi per terra che rischiano di far incastrare il robot, e possibili cacche o vomiti di cani e gatti, che se il robot ci passa sopra rischia di spargerli per tutta la casa. IRobot ha provato a risolvere quest’ultimo problema con uno dei suoi Roomba più recenti, il modello j7+, che è dotato di sensori e intelligenza artificiale apposta per aggirare questi tipi di sporcizia (costa mille euro).

Altri ostacoli in cui il vostro robot potrebbe imbattersi sono i tappetini leggeri del bagno, che si possono incastrare nelle ruote o farsi trascinare in giro per la casa. Piccoli spessori come le gambe dello stendino dei panni aperto possono dare al robot l’illusione di poterli scavalcare, ma in alcuni casi fanno sì che le ruote si alzino e il robot non riesca più a muoversi. In generale, meno cose lasciate per terra meno probabilità ci sono che il vostro robot interrompa il suo percorso.

Infine, una questione emersa qualche anno fa riguardava la possibilità che le aziende produttrici vendessero i dati relativi alle case degli acquirenti (mappate dai robot) a grosse aziende come Google, Apple e Amazon. Secondo Wirecutter al momento non c’è da preoccuparsi perché i principali produttori non vendono i dati raccolti dai loro robot, ma non si può escludere che non lo faranno in futuro cambiando le proprie impostazioni sulla privacy. In generale, se questa è una cosa che non vi fa stare tranquilli, il consiglio è di non comprare robot che si collegano al WiFi o non connetterli se li avete già comprati.

Fanno risparmiare energia?
Nelle loro campagne di marketing, i produttori insistono spesso sul fatto che i robot aspirapolvere consumano meno energia dei tradizionali aspirapolvere. In termini puramente quantitativi questo è vero: confrontando la ricarica di un robot e un’ora di utilizzo di un aspirapolvere tradizionale, i consumi del primo sono circa 15 volte meno di quelli del secondo. Alcuni studi hanno però fatto notare che possedere un robot aspirapolvere può contribuire ad alzare gli standard di pulizia di una persona: la pulizia è talmente poco impegnativa che si è portati a usarlo tutte le volte che si desidera, integrare le pulizie con una passata di aspirapolvere tradizionale diventa più facile, e si fa l’abitudine a un livello di pulizia dei pavimenti più alto dal quale poi è difficile liberarsi. Quindi, se vi interessa davvero risparmiare e ridurre i vostri consumi per motivi ecologici, cercate di fare attenzione anche a questo aspetto.

Come si puliscono?
Il filtro andrebbe scrollato velocemente ogni due o tre pulizie e poi sostituito ogni due mesi circa, in base a quanto lo si usa. Anche le spazzole laterali andrebbero sostituite con la stessa regolarità e la spazzola centrale una volta all’anno. Le spazzole andrebbero pulite il più possibile da capelli o peli che rimangono attaccati: alcuni modelli hanno anche uno strumento incluso nella confezione per fare questa operazione senza sporcarsi troppo le mani. I sensori vanno tenuti puliti con un panno in microfibra umido: spesso quando i robot cominciano ad andare a sbattere forte contro le cose o a confondersi è perché il sensore non è sufficientemente pulito da permettergli di “vedere” gli ostacoli. La batteria dura mediamente due anni e poi va sostituita, ma anche qui dipende dall’utilizzo. Se si rompono dei pezzi si può provare a contattare il produttore o i rivenditori per comprarne altri con cui sostituirli: con i marchi più noti è spesso possibile farlo.

Roomba serie 600
I migliori robot aspirapolvere secondo i test di Wirecutter sono quelli della serie Roomba 600 di iRobot per via della loro resistenza e durevolezza e perché funzionano meglio degli altri nell’aspirare la sporcizia (soprattutto i capelli) dai tappeti. Hanno un sistema di movimento semicasuale, quindi sono adatti soprattutto ad appartamenti con non più di tre o quattro locali, ma vanno bene anche in case più grandi se si chiude qualche porta e si pulisce la casa a pezzi. Non vanno bene se si cerca un robot che pulisca più di 90 metri quadri in una volta perché la batteria di questi modelli non dura più di un’ora e mezza. Wirecutter non fa grandi distinzioni tra i modelli più nuovi e quelli più vecchi della serie, dice che sono tutti ancora molto validi e che la più grande discriminante per chi deve sceglierne uno è la connessione al WiFi, che alcuni hanno e altri no. Consiglia in particolare Roomba 614 e Roomba 694, che però in Italia non sono acquistabili.

Roomba 671

Su Amazon il modello Roomba 671 è spesso in offerta a 199 euro e il Roomba 692 costa solitamente attorno ai 250 euro. Questi due modelli hanno una funzione che la maggior parte dei robot di fascia bassa non ha, il Dirt Detect, che significa che quando passano su una superficie particolarmente sporca se ne accorgono e ci tornano sopra più volte. Sul sito di iRobot si trova il modello Roomba 698 al costo di 299 euro e su MediaWorld Roomba 675 a 199 euro. Quest’ultimo è l’unico modello senza connessione WiFi, quindi che non si può accendere e spegnere dalla app (ma ha il Dirt Detect).

Roomba 692

Wirecutter parla bene del servizio clienti americano di iRobot e della possibilità di far riparare il proprio Roomba o acquistare dei pezzi di ricambio, ma non è detto che lo stesso valga anche in Italia. Sicuramente iRobot ha un numero italiano che si può chiamare per avere assistenza e una sede a Torino a cui mandare i prodotti in riparazione, ma ci sono parecchie recensioni che dicono di aver avuto esperienze poco soddisfacenti in questo senso. Spazzole, filtri e batterie di ricambio invece si possono comprare su Amazon.

Eufy 11S
È la scelta economica di Wirecutter e su Amazon costa 180 euro. Anche in questo caso il robot si muove in modo semicasuale (quindi senza software di mappatura della casa) ed è soprattutto consigliato a chi vive in appartamenti non troppo grandi. Rispetto ai Roomba è meno resistente e durevole (non è raro che si rompa dopo due anni di utilizzo), e non è fatto per essere smontato e aggiustato quando qualche pezzo si rompe. Ha però il vantaggio di essere più delicato di Roomba nei movimenti (se temete che possa urtare un tavolino con un pregiato vaso di porcellana, per esempio) e anche più silenzioso.

Il modello Slim è spesso 7,2 centimetri, cosa che lo rende un acquisto da considerare se avete un letto o altri mobili sotto cui Roomba (che è attorno ai 10 centimetri) non potrebbe andare. Eufy può anche essere manovrato manualmente, cosa che con Roomba non si può fare e che può essere utile quando si vuole velocizzare la pulizia o usarlo come aspirapolvere normale. I modelli più sofisticati di Eufy si distinguono perché hanno un’aspirazione un poco più potente o per il WiFi: Wirecutter dice che se cercate specifiche di questo tipo sono comunque buoni acquisti. Gli accessori di ricambio si trovano facilmente su Amazon.

Roomba i3 e e5 per chi ha animali domestici
Per chi ha un budget più alto, Wirecutter parla bene anche dei modelli i3 e e5 di Roomba, in particolare per chi ha animali domestici che perdono molto pelo. Il modello i3 (400 euro) è abbastanza recente ed è il più economico tra quelli “intelligenti” di iRobot, anche se va detto che non usa telecamere (come invece fa la serie 900 e la i7) e non è al livello di Roborock — ci arriviamo — perché di fatto non memorizza la pianta della casa ma ogni volta è come se ricominciasse da capo. Il fatto che non usi telecamere significa che non rischia di perdersi se la casa è troppo buia (sì, può succedere), ma anche che può confondersi facilmente se viene spostato per qualche motivo. È resistente come la maggior parte dei Roomba e ha una potenza di aspirazione superiore alla media (il produttore dice dieci volte di più della serie Roomba 600). La batteria lo rende autonomo per circa un’ora e un quarto, ma ha una funzione che gli permette di tornare alla base, ricaricarsi per 90 minuti e poi finire il lavoro.

Roomba i3

Il modello e5 costa 260 euro, quindi non più di alcuni modelli della serie 600, ma ha un’aspirazione più potente e spazzole anti-groviglio che vanno particolarmente bene per pavimenti con molti peli o capelli.

Roomba e5

Roborock S4 Max
È il modello col miglior sistema in assoluto di navigazione smart secondo Wirecutter: con la app e il collegamento al WiFi si può indicare al robot le zone della casa in cui andare e quelle in cui non andare, essere sicuri di non lasciare angoli sporchi e risparmiare tempo. Tutto questo richiede però un investimento di tempo iniziale in cui far fare al robot delle prove e fargli “capire” com’è fatta la casa. Come resistenza e capacità di pulire i tappeti non compete con Roomba, ma fa tutto quello che ci si aspetta da un buon aspirapolvere robot ed è particolarmente consigliato per appartamenti grandi. L’autonomia della batteria è molto buona: con una sola ricarica è in grado pulire circa 140 metri quadri di pavimento con la massima potenza di aspirazione.

In Italia il modello S4 Max non si trova. Wirecutter dice che l’S5 Max è simile e costa più o meno lo stesso: 400 euro. La differenza è che l’S5 Max ha anche un serbatoio d’acqua che gli permette di lavare i pavimenti oltre che aspirare la polvere.

Conviene avere un robot che lava anche?
Come dicevamo, alcuni modelli di robot aspirapolvere hanno anche la funzione per lavare i pavimenti: hanno un piccolo serbatoio che va riempito d’acqua (senza detersivi) e un panno che va sostituito. Volendo esistono anche robot che lavano e basta senza aspirare, come quelli della linea Braava di iRobot. Secondo Wirecutter i risultati che si ottengono con questa funzione non valgono il prezzo aggiuntivo (o l’acquisto di un robot apposta) e diventa più complicato elaborare un itinerario per evitare che i tappeti si bagnino. In generale molti siti di recensioni sottolineano il fatto che il lavoro di pulizia che fa un robot lavapavimenti non è paragonabile a quello che si fa quando si pulisce manualmente, strofinando e insistendo sulle macchie più difficili. Per chi è veramente entusiasta all’idea di poter spolverare e lavare i propri pavimenti senza muovere un dito, Wirecutter raccomanda il modello Bissel SpinWave (420 euro).

Altre marche
Gli aspirapolvere robot del marchio italiano Ariete sono tra i più venduti su Amazon, hanno buone recensioni e prezzi competitivi. Per esempio il modello Xclean 2718 può essere una buona soluzione per chi vuole spendere il minimo e non ha bisogno di connessione WiFi, navigazione smart o altre funzioni particolari: su Amazon costa 120 euro. Nel caso in cui troviate loro prodotti con prezzi scontati, buone recensioni e specifiche che vi soddisfino, sappiate che, oltre a quelle che abbiamo citato, Ecovacs, Neato, Dyson, Rowenta e Samsung altre marche considerate valide.

Per concludere
Come abbiamo detto all’inizio, se siete tentati da un po’ dall’acquisto di un robot aspirapolvere, in questo momento avete buone possibilità di trovarne uno con prezzi non esagerati e buone performance. Sui principali siti di elettrodomestici italiani inoltre ci sono spesso sconti vantaggiosi su questo tipo di prodotti e i Roomba sono da anni tra i prodotti con gli sconti più interessanti durante ricorrenze come il Black Friday e il Prime Day di Amazon.

Un robot aspirapolvere pulisce i pavimenti efficacemente ed è un valido aiuto per chi ha case che si sporcano molto in fretta e vanno pulite tutti i giorni, o in generale per chi vuole ridurre al minimo il tempo passato a pulire casa. Non sono un sostituto dell’aspirapolvere normale, che andrebbe comunque usato ogni tanto, almeno per angoli remoti, tappeti, divani, eccetera. Esistono moltissimi modelli di robot aspirapolvere con moltissime specifiche diverse (WiFi? Assistenti vocali? Sensori? Videocamere? Mappatura intelligente? Funzione lavaggio?), quindi prima di fare un acquisto è bene avere le idee chiare su quello che si cerca. Comunque, se state davvero valutando un acquisto, vi consigliamo di leggere bene tutto quello che è stato scritto sopra.

– Leggi anche: 9 cose che abbiamo comprato il mese scorso

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