Come sono andati gli Opening Doors

L'evento dedicato ai progetti degli allievi della Scuola Holden

Non conta solo saper pensare un progetto creativo, conta anche saperlo presentare, e davanti alle persone giuste. Per questo, da sette anni, la Scuola Holden organizza l’evento in tre giornate Opening Doors, l’occasione per gli allievi più meritevoli di salire sul palco del General Store, l’aula magna-teatro disegnata da Dante Ferretti, e raccontare in un pitch di pochi minuti il proprio lavoro a una platea di professionisti che lavorano nell’editoria o in azienda, che si occupano di produzioni TV, di cinema, di informazione, e che si muovono in tutte le realtà che hanno bisogno di idee e di storie.

Opening Doors è un evento cui possono partecipare solo gli studenti e le studentesse che si diplomano a Original, il master biennale pensato per chi vuole fare della narrazione il proprio mestiere. Per due anni gli allievi hanno lavorato a moltissimi progetti e alla fine del loro percorso sono stati chiamati a ideare una sorta di “prova d’autore”. Negli ultimi mesi la scuola ha poi selezionato le migliori da presentare agli Opening Doors, suddivisi in tre giornate, ognuna delle quali dedicata a un’area diversa del mondo della narrazione: martedì 8 giugno sono state presentate le storie per il cinema e la TV, mercoledì 9 giugno c’è stato un assaggio (breve) di racconti e romanzi, giovedì 10 giugno è stato il giorno dedicato alle idee per brand, web e giornalismo.

Gli ospiti sono stati 190, in presenza o online, tra i quali i rappresentanti di Einaudi, Garzanti, Marsilio, Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Alferj e Prestia, Giunti, Longanesi, Effequ, HarperCollins, Bollati Boringhieri, Il Saggiatore, Ideal Comunicazione, Agenzia Malatesta. Ad ascoltare i pitch cinematografici e televisivi, invece, sono arrivate case produttrici come Cattleya, Lotus Production, Lucky Red, Groenlandia Film, Indiana Production, LaEffe Tv. Nella giornata dedicata a web, brand e mondo dell’informazione sono stati ospitati, tra gli altri, Aliverti & Associati, Il Post, Domino, Armando Testa, Will Media, Condé Nast, Cassa Depositi e Prestiti, Domani, Eataly, Futureberry, Poste Italiane.

Dopo aver ascoltato gli studenti, i professionisti hanno incontrato a tu per tu gli autori dei progetti che più erano piaciuti. Un momento importante, perché può sempre accadere qualcosa di inedito: è nell’incontro con il mondo reale che le professioni si creano e, in alcuni casi, si inventano. Sono stati fatti 291 colloqui, molti ad esito positivo. Tra gli allievi c’è anche chi non è salito sul palco perché il suo romanzo aveva già trovato un editore.

Alla fine di ogni giornata sono stati assegnati due premi ai progetti più belli: il primo è un Premio della critica, assegnato dai professionisti invitati ai pitch; l’altro è il Premio Phoebe, assegnato da una giuria interna alla Holden. I premi della critica sono andati a Isola Felice di Demetra Birtone, Vittoria Battistotti, Lorenzo Verza, Anna Kather e Cecilia Bardini, La Malnata di Beatrice Salvioni, Trashcurato di Mattia Tresoldi e Antonella Raso e a Chuangyi – Con la creatività non si mangia di Luisa Zhou. Il premio Phoebe è stato assegnato a POP di Nicolò Rizzo, Uvaspina di Monica Acito e ad Acerbe di Valentina Barzago e Agnese Mosconi.

Isola Felice è un documentario che racconta la comunità spirituale di Damanhur, spesso ritenuta una setta, dal punto di vista di un ragazzo e una ragazza nati lì, che si trovano a dover scegliere tra restare o andarsene per trovare la propria strada nel mondo. La malnata è un romanzo di formazione ambientato al tempo del fascismo, che ripercorre la storia d’amicizia di due ragazze alle prese con l’età adulta e la scoperta della disobbedienza.

Il podcast Chuangyi (vuol dire creatività in cinese) nasce dall’esigenza di dare spazio e voce ai creativi sinoitaliani, alla scoperta di una generazione di artisti, graphic designer, scrittori, content creator, in contrasto con la generazione dei loro genitori, che non pensano sia possibile vivere grazie alla creatività e all’arte. POP è un prodotto crossmediale che si articola in una serie tv, una serie a fumetti e un progetto di storytelling per i social media. POP è il personaggio di un fumetto che cerca qualcuno che possa riprendere a disegnarlo, dopo aver portato il suo creatore al suicidio. Il podcast Acerbe narra storie estreme connesse allo scoprirsi madri, attraverso le voci di donne che hanno vissuto una maternità lontana da percorsi consueti. 

Il romanzo Uvaspina racconta di integrazione e accettazione nei vicoli di Napoli, tra un ragazzino e la comunità in cui vive. Trashcurato è un progetto editoriale che ha l’obiettivo di farci capire come il trash agisce su di noi: perché ci viene così spontaneo condividerlo e replicarlo, cosa ci può dire in più del paese in cui viviamo, della nostra società, perché ci sentiamo vicini o distanti da alcuni personaggi. Il romanzo Un italiano vero è la storia di un fratello e una sorella nati da madri diverse e cresciuti nella stessa famiglia, che mette in luce un legame capace di superare i vincoli di sangue. Sul tema della difficoltà della crescita e l’ambiguità della figura paterna, è incentrato invece il romanzo Lo sparo.

Quest’anno sono stati presentati 56 progetti, sia individuali che di gruppo, tra cui 26 progetti editoriali, sia di fiction che di non fiction. Per chi è curioso e vuole dare un’occhiata a tutti i progetti qui ci sono quelli della giornata dedicata alle storie per il cinema e la TV, qui c’è un assaggio (breve) dei racconti e romanzi presentati, qui tutte le idee per brand, web e giornalismo.