Il Post ha fatto una rivista, e un libro

Ma in una volta sola, "due in uno": esce il 3 giugno nelle librerie, si chiama Cose, e non è niente male

Il Post ha fatto una cosa nuova, su cui avremmo molte storie da raccontare, ma alla fine si racconterà da sola e qui vogliamo essere concreti e darvi le informazioni, come sempre. La cosa nuova è di carta, e l’abbiamo fatta con chi sa fare bene le cose di carta, ovvero la casa editrice Iperborea, e con chi sa fare belle le cose di carta, ovvero lo studio grafico Tomo Tomo: è una collana di libri/riviste per portare fuori da qui quello che il Post fa da 11 anni sul suo sito, spiegare bene le cose. È una rivista fatta a forma di libro, oppure un libro che si comporterà come una rivista: si chiama, appunto, Cose spiegate bene e il primo numero sarà dedicato proprio ai libri, con gli articoli del Post e i contributi di Concita De Gregorio, Michele Serra, Francesco Piccolo, Chiara Valerio e Giacomo Papi. Si potrà comprare in libreria dal 3 giugno, e la si può già preordinare su Amazon e su Bookdealer. Nell’introduzione, il peraltro direttore del Post Luca Sofri racconta la scelta dell’oggetto del numero inaugurale.

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Ma torniamo ai libri, e ai libri: al testo che leggiamo e all’oggetto che sfogliamo, possediamo, desideriamo, accumuliamo, mettiamo sotto la gamba del tavolo (io non ho mai visto un libro sotto una gamba del tavolo; però di recente in una casa ne ho visti due tra una lavatrice e un mobile della cucina, per non farla ballare troppo durante la centrifuga: uno era di Stefano Benni, l’altro era Niente di nuovo sul fronte occidentale, nientemeno). Qualche anno fa, al Post, riflettendo su cosa ci potesse essere di interessante e nuovo da dire sui libri, ci domandammo: come succede che quel testo e quella carta si uniscono in una cosa sola – la metonimia – che si congiungono e confondono e diventano insieme così importanti?
Ci siamo chiesti: di tutti noi appassionati di “libri”, che ne celebriamo la bellezza e il pregio, chi sa cosa sia successo a quel testo per arrivare lì? Chi sa di chi sono le case editrici che producono i libri? Chi si domanda perché i libri spariscano così rapidamente dalle vetrine delle librerie? Chi ha capito come si contino i libri per le classifiche pubblicate nei supplementi culturali dei quotidiani? Chi decide cosa va in copertina, che font usano gli scrittori? Quanto dei libri viene scritto nei fatti da qualcun altro, editor, traduttori, ghostwriter?
Persino, quanti di noi sanno come si fa la carta? (io da ragazzo sono rimasto convinto, fino a un’età che non indicherò, che si tagliassero i tronchi d’albero in fogli sottili sottili).

Come vedrete, sono questi gli argomenti e le storie di questo primo numero di Cose, spiegate bene: che è la nuova rivista/libro del Post nata per portare l’ormai più che decennale inclinazione del Post a spiegare le cose bene anche in questi contenitori di carta, eccetera. Ogni numero avrà un argomento, e abbiamo voluto partire da quello più autoreferenziale e spiegare questi oggetti – questi “prodotti” – di cui eravate probabilmente circondati quando avete comprato questo, e raccontarne cose che ci auguriamo non sapeste.

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