(Bernd Thissen/dpa/ansa)

Come si sceglie un casco da bici?

Un po' di dritte e i modelli più consigliati, per bici da città, da corsa e mountain bike

(Bernd Thissen/dpa/ansa)

Sull’obbligo di usare il casco quando si va in bici, in Italia c’è un dibattito da diversi anni. Nonostante l’utilità del casco nel proteggere la testa dagli urti sia palese, infatti, ci sono studi che sostengono che possa creare un falso senso di sicurezza nei ciclisti, che indossandolo potrebbero essere portati a fare cose più spericolate del solito. Altri sostengono che imporlo per legge possa disincentivare l’uso della bici, che invece in molte città si vorrebbe incoraggiare.

Un caschetto non è la cosa che vi renderà più sicuri quando andate in bici – ce ne sono molte altre altrettanto importanti, se non di più, per esempio comportamenti corretti sulla strada e buona manutenzione del mezzo ― ma è una protezione utile in caso di incidenti o brutte cadute. In giro si vedono sempre più persone che lo indossano, adulti e bambini, e, visto che siamo in quel periodo dell’anno in cui molti ricominciano a tirare fuori la bici dalla cantina e ad attrezzarsi per usarla il più possibile, abbiamo messo insieme alcune cose da sapere su come scegliere, comprare e indossare un caschetto.

Quali certificazioni deve avere?
I caschetti in vendita in Italia sono tutti omologati e rispettano la direttiva EN1078 in materia di sicurezza, quindi su questo aspetto c’è poco da preoccuparsi a meno che non decidiate di comprarne uno da un rivenditore visibilmente inaffidabile. Se volete stare tranquilli comunque potete sempre verificare: se avete il casco in mano perché lo state provando in un negozio basta cercare all’interno l’apposita etichetta CE, oppure chiedere al venditore. Se state acquistando online, dovreste trovare la certificazione nelle specifiche tecniche o sul sito del produttore.

Quanto conta il prezzo?
Tutti i caschi certificati sono sicuri allo stesso modo: le differenze di prezzo quindi non sono dovute a una maggiore o minore sicurezza, ma ad altri fattori come il design, i materiali, i colori, eccetera. Inoltre, in un articolo di qualche anno fa, Altroconsumo aveva concluso che, per quanto riguarda i caschetti da bici, un prezzo più alto non è necessariamente sinonimo di più alta qualità. Una cosa da tenere in considerazione al momento di decidere quanti soldi spenderci (e da tenere in considerazione in generale) è che non si può prevedere quanto durerà: in caso di caduta e urto, infatti, la tenuta del caschetto può compromettersi (anche se da fuori sembra intatto) e in alcuni casi l’unica cosa che si può fare a quel punto è sostituirlo.

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Come scegliere la misura
Perché funzioni nel modo giusto, è fondamentale che il casco sia della misura giusta, e cioè che stia ben aderente alla testa senza stringere troppo. La maggior parte dei caschi da bici che si trovano in commercio ha più di una taglia, ma ci sono anche quelli con una taglia unica. In generale sarebbe meglio evitarli però: per dirne una, nei test di Wirecutter, l’autorevole sito di recensioni di prodotti del New York Times, i caschi disponibili in una sola misura non sono nemmeno stati presi in considerazione. Sempre per Wirecutter, scegliere un casco con la rotella (solitamente posta sopra la nuca) per regolare le dimensioni e stringerlo meglio è un investimento intelligente da fare.

Su molti siti, come per esempio quello di Decathlon, è possibile calcolare la propria misura da casco usando una guida alle taglie fatta apposta per il modello a cui si è interessati (le misure variano leggermente da produttore a produttore). Per calcolare la circonferenza della propria testa si può usare un metro da sarto, ma se non ce l’avete va bene un qualsiasi cordino da misurare poi con un metro rigido o un righello. Bisogna misurare la circonferenza della testa nel punto giusto: il metro deve passare un centimetro o poco più sopra le sopracciglia e le orecchie.

Consigli per gli acquisti
In commercio si trovano caschi di varie forme: quelli completamente chiusi (simili a quelli che usano gli skater), quelli leggerissimi da corsa o quelli con la visiera, adatti alle mountain bike. In generale quelli leggeri e con le fenditure sono più traspiranti e fanno sudare meno, quindi sono adatti a chi li usa soprattutto nella stagione calda e per fare lunghi tragitti. Per chi ha una bici da corsa, un casco da mountain bike con la visiera molto sporgente non va bene perché quando si corre in bici si sta a testa bassa e la visiera limita la visuale sulla strada. I caschetti chiusi sono più adatti a chi usa la bici tutto l’anno per brevi spostamenti quotidiani, quindi senza accaldarsi troppo e sfruttando il vantaggio di potersi coprire la testa se piove o fa freddo. Per chi usa la bici in questo modo comunque un qualsiasi casco va bene.

Tra i caschi ventilati da corsa, Wirecutter parla bene del modello Portal di Smith: molto apprezzato per il modo in cui si adatta comodamente alla testa (sempre grazie alla rotellina sul retro) e per la sua estetica sobria, senza tutte quelle forme che si danno spesso ai caschetti per rendere l’idea della velocità. I caschetti Portal sono anche dotati di una tecnologia che si chiama MIPS e dovrebbe servire a ridurre il rischio di commozioni cerebrali: Wirecutter però specifica di non considerarla un elemento imprescindibile nella scelta di un caschetto dato che ancora non si sa con certezza se il tipo di impatto per cui è progettata sia quello che provoca le commozioni cerebrali.

Su Amazon il Portal costa attorno ai 60 euro ed è disponibile in vari colori tra cui azzurro, bianco, giallo e nero. La tabella delle taglie la trovate qui. Chi ha la M, su eBay può trovarlo in altri colori come arancione, verde acido e blu a 50 euro più la spedizione.

Smith Portal

I caschi di Kask, un’azienda italiana con sede in provincia di Bergamo, sono considerati tra i migliori ed esistono in moltissimi modelli. Tra quelli da corsa, leggeri e con più fenditure per far passare l’aria, c’è il modello Mojito che pesa appena 230 grammi ed è aerodinamico e traspirante, ma copre bene tutta la testa. Esiste in vari colori e ha un prezzo attorno ai 140 euro: su Amazon c’è in giallo, bianco e nero lucido, su eBay in grigio e nero opaco. Un altro modello simile ma pensato soprattutto per i principianti è il Rapido, che costa anche parecchio meno: su Amazon si trova a 60 euro in tre colori. Per quanto riguarda le taglie, Kask ha una tabella consultabile qui ed entrambi i modelli hanno la rotellina sul retro per la regolazione.

Kask Rapido

Sul sito di Decathlon invece si trovano caschetti da bici a prezzi più accessibili. Per chi cerca modelli più “da città” rispetto a quelli che abbiamo visto finora per esempio c’è questo di Btwin che ha fenditure molto piccole e una visiera sul davanti: costa 35 euro e ha ottime recensioni. Si può scegliere tra la taglia M e la L usando la “guida alle taglie”, ma ha anche la rotellina per regolarlo una volta indosso.

Sempre di Decathlon e sempre a 35 euro c’è questo modello di Rockrider, pensato per chi fa escursioni in mountain bike: oltre a essere molto traspirante, ha un buco dietro per chi vuole usarlo con i capelli legati a coda di cavallo e gli si può agganciare una di quelle lucine a led bicolori utili a chi va in giro di notte e vuole essere ben visibile. Anche questo ha sia la guida alle taglie che la rotella.

Molte persone che usano la bicicletta tutti i giorni per andare a lavorare e fare altri spostamenti userebbero volentieri il casco ma non lo fanno per non doverselo portare dietro dappertutto in aggiunta a zaini, borse, sacchetti e ombrelli. Per loro ci sono in commercio i caschetti pieghevoli: secondo un’inchiesta di Altroconsumo del 2019, «il casco pieghevole tra tutti i modelli del test è quello che offre la protezione minore, ma se lo trovate più comodo perché meno ingombrante e questo vi fa propendere per usare il casco invece di rinunciarci del tutto, ben venga».

Tra i caschi di questo tipo i più noti sono quelli dell’azienda spagnola Closca, che ha anche vinto un importante premio di design nel 2015 per il modello Fuga, acquistabile su Amazon a 105 euro, sia bianco che nero. Per chi vuole spendere meno, sempre di Closca c’è il modello Loop, che è molto simile al Fuga ma ha una forma più allungata sul davanti: su Amazon c’è in moltissime combinazioni di colori e costa 70 euro.

Closca Loop

Per bambini
Tra i caschi più consigliati per i bambini ci sono quelli del modello Scamp di Giro, che sono comodi, ben ventilati e leggeri. Si trovano in due misure: la XS, da 45 a 49 centimetri di circonferenza della testa, e la S, da 49 a 53 centimetri. Su Amazon se ne trovano in diversi colori e fantasie e costano tra i 40 euro e i 60 euro.

Come deve essere indossato
Sia che vi troviate in un negozio, sia che abbiate fatto l’acquisto online, è importantissimo provare il casco e verificare che ogni cosa sia al suo posto e che la misura sia giusta. Se lo avete acquistato online e non siete soddisfatti, avete qualche giorno di tempo per fare il reso (in base all’e-commerce che avete usato) e prenderne un altro. Quando si indossa il casco, le cinghie a forma di V devono passare attorno all’orecchio: se sono scomode e toccano l’orecchio significa che vanno allentate. Quando si chiude la fibbia, un modo per capire se è sufficientemente stretta è provare a spalancare la bocca: se si sente il casco premere sulla parte alta della testa allora va bene, se no è meglio stringerla un po’.

La sito di ciclismo Bikeitalia consiglia di fare alcune altre prove quando si indossa il casco per la prima volta: «Provate a scuotere la testa. Se il casco balla, allora è troppo grande. Se invece lo sentite premere sulla nuca, sulla fronte o sulle tempie, allora è troppo stretto per voi» e aggiunge: «Se notate che rimane troppo alto rispetto alla fronte o alle tempie, significa che è piccolo e dovete scegliere una misura più grande. Infine abbassate il capo con il casco indossato e sollevatelo di colpo: il casco non deve muoversi né spostarsi. Se al contrario scivola all’indietro, provate ancora. Se avviene nuovamente, cambiate prodotto, poiché la resistenza allo scalzamento è minima».

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.