Due persone vicino a un murale con scritto "non vogliamo la dittatura". Lunedì l’esercito del Myanmar (o Birmania) ha compiuto un colpo di stato: ha arrestato Aung San Suu Kyi, leader del partito che ha la maggioranza nel parlamento e di fatto capo del governo, ha dichiarato un anno di stato d’emergenza nel paese, ha interrotto le linee telefoniche nella capitale Naypyitaw e nella città di Yangon, e ha sospeso le trasmissioni della televisione di stato. Il capo delle forze armate birmane, il generale Min Aung Hlaing, ha sostenuto che nelle elezioni tenute lo scorso 8 novembre ci fossero stati brogli e irregolarità che la commissione esaminatrice non aveva riscontrato, e che perciò l’esercito aveva deciso di prendere il potere. (AP Photo)

Giovedì 4 febbraio

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