Attilio Fontana e Giulio Gallera (ANSA / MATTEO BAZZI)

In Lombardia sta per cambiare il governo regionale

Lo ha detto Salvini dopo l'ennesima polemica sull'assessore al Welfare, Giulio Gallera: per il suo incarico si parla di Letizia Moratti

Attilio Fontana e Giulio Gallera (ANSA / MATTEO BAZZI)

Martedì mattina il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha annunciato che nei prossimi giorni cambieranno alcuni assessori del governo regionale lombardo, sostenuto dal centrodestra e guidato da Attilio Fontana, della Lega. I giornali danno per certo che la figura più nota che verrà sostituita sarà Giulio Gallera, assessore al Welfare, divenuto molto conosciuto durante l’epidemia da coronavirus. Gallera, espresso da Forza Italia, da mesi è al centro di critiche e controversie riguardo alla gestione dell’emergenza, che in Lombardia ha colpito più che altrove.

Il nome che circola con maggiore insistenza per sostituire Gallera è quello di Letizia Moratti, ex ministra dell’Istruzione e sindaca di Milano dal 2006 al 2011,: di Moratti, peraltro, si era riparlato di recente per via del suo massiccio sostegno alla controversa comunità di San Patrignano raccontata nel documentario di Netflix Sanpa. Fonti della Lega hanno fatto sapere che Moratti ha dato la sua disponibilità e che una decisione definitiva verrà presa nei prossimi giorni, dato che si sta ancora discutendo di alcune modifiche nel programma e di altri politici che dovrebbero entrare nella giunta.

Il Corriere della Sera ha scritto che i nomi che circolano per sostituire alcuni degli attuali assessori sono quelli di Alessandra Locatelli, Gianmarco Centinaio e Marco Bussetti, ex ministri nel primo governo Conte, e di Guido Guidesi, deputato della Lega ed ex sottosegretario ai Rapporti col Parlamento. Non è chiaro quando il rimpasto sarà ufficializzato.

Da qualche tempo il governo regionale lombardo è in una riconosciuta crisi di consensi.

Nel 2018 Fontana vinse sfiorando il 50 per cento dei voti, e nel 2019 i sondaggi lo davano come uno dei presidenti di regione più popolari in Italia. Dall’inizio della pandemia, però, i suoi consensi sono sensibilmente diminuiti: nell’annuale sondaggio del Sole 24 Ore sugli amministratori locali più popolari, Fontana è arrivato solo 13esimo fra i presidenti di regione; in un altro sondaggio di fine ottobre sul gradimento dei leader nazionali, era nella parte bassa della classifica, col 26 per cento di opinioni positive degli intervistati.

Il governo di Fontana e il suo assessore al Welfare, Giulio Gallera, non sono stati criticati solo durante la prima ondata dell’epidemia: più di recente sono sono stati accusati di avere gestito male la campagna per le vaccinazioni antinfluenzali e l’inizio di quella per il coronavirus. Appena qualche giorno fa, Gallera aveva giustificato le lentezze spiegando che non aveva voluto richiamare dalle ferie il personale sanitario, cioè le persone più coinvolte in questa prima fase di vaccinazioni. Dopo la sua dichiarazione, fonti della Lega avevano fatto sapere ai giornali che quello che aveva detto Gallera «non rappresenta il pensiero del governo della Lombardia».

Dopo l’annuncio di Salvini di martedì, fonti della Lega hanno fatto sapere che la decisione di avviare un rimpasto del governo è «fisiologica» intorno alla metà del mandato, e serve a far ripartire il governo regionale «dopo una fase difficilissima». Anche il precedente governo, guidato dall’ex segretario della Lega Roberto Maroni, aveva avuto un rimpasto dopo circa due anni di mandato, nel 2015. Allora fra i nuovi assessori fu nominato proprio Giulio Gallera, che in precedenza era stato sottosegretario ai Rapporti con la città metropolitana.

Repubblica scrive che l’idea di sostituire Gallera con Moratti sia venuta a Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia e vicinissimo a Moratti. Sempre secondo Repubblica, a Moratti sarebbe stata offerta la possibilità di candidarsi poi come presidente della coalizione di centrodestra alle prossime elezioni regionali, previste nel 2023.

Dopo aver perso le elezioni per la ricandidatura a sindaco di Milano nel 2011, Moratti è praticamente scomparsa dalla scena pubblica e non ha più ricoperto incarichi politici. Fra il 2016 e il 2020 ha lavorato soprattutto per UBI Banca, di cui è stata brevemente presidente fra il 2019 e l’ottobre del 2020.

Moratti non ha una grandissima esperienza nella gestione della sanità pubblica. Nelle ultime settimane, il suo nome è circolato per via del suo sostegno alla controversa comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano, raccontata nel popolare documentario Sanpa uscito su Netflix.

– Leggi anche: La docuserie di Netflix su San Patrignano

Nel documentario si fa notare che Moratti e suo marito Gian Marco sono stati i principali finanziatori della comunità fin dagli anni Ottanta, periodo nel quale però emersero le prime notizie sugli abusi e le violenze compiute dal fondatore Vincenzo Muccioli e dai suoi collaboratori. I Moratti e Muccioli hanno sempre difeso i metodi della comunità, molto criticati invece dalla comunità scientifica.

In un’intervista data al Corriere della Sera dopo l’uscita del documentario, Moratti è sembrata comunque prendere le distanze da Muccioli – su cui è incentrata gran parte della narrazione del documentario – spiegando che «per noi l’esperienza non era Muccioli, ma San Patrignano», e che «limitare tutto il racconto della comunità alla storia di un uomo non rende merito all’impegno di tutti i ragazzi per far crescere San Patrignano».