La fine delle spazzole per la pulizia del viso

Il fallimento di Clarisonic, che inventò il primo dispositivo elettronico per pulire la pelle, dice molto di come sono cambiati il mercato e le tecnologie dei prodotti di bellezza

(Clarisonic)
(Clarisonic)

Dal 30 settembre Clarisonic, un noto marchio di prodotti per la pulizia del viso, non esiste più. Clarisonic era nato nei primi anni Duemila mettendo in commercio la prima “spazzola” elettronica a ultrasuoni per fare la pulizia professionale del viso direttamente a casa. L’idea era una novità nel mercato dei prodotti di bellezza e veniva dallo stesso gruppo che aveva inventato la tecnologia Sonicare, quella degli spazzolini elettrici di Philips. Nell’arco di qualche anno, i prodotti di Clarisonic — che in effetti si presentano come dei grandi spazzolini elettrici, ma per la pelle — si diffusero in tutto il mondo, e negli anni molti marchi provarono a replicarne il successo.

Quando l’azienda ha inaspettatamente annunciato la chiusura lo scorso luglio, sui social network molti hanno reagito con sorpresa. Altri hanno cominciato a chiedersi cosa sarà delle loro spazzole da cento e passa euro se le testine (che andrebbero cambiate ogni tre mesi) non verranno più prodotte. Il New York Times e Business of Fashion hanno provato a spiegare il fallimento dell’azienda, raccontando cosa sta succedendo nel mondo dei dispositivi tecnologici per il viso e trovando almeno due risposte valide.

Breve storia di Clarisonic
Il marchio Clarisonic nacque nel 2004, ma le sue spazzole vibranti cominciarono ad avere veramente successo negli Stati Uniti solo nel 2007, quando la presentatrice televisiva Oprah Wifrey le incluse nella rubrica dei suoi prodotti preferiti, furono elogiate da personaggi famosi come l’attrice Cate Blanchett e la cantante Lady Gaga, e cominciarono a comparire su tutte le riviste femminili. La tecnologia di Clarisonic prometteva una pulizia profonda dei pori grazie agli ultrasuoni, una rimozione efficace della pelle morta grazie alle setole oscillanti e in generale doveva essere usata per facilitare l’assorbimento di creme e prodotti vari. Il prezzo allora era 195 dollari, senza contare le testine da sostituire.

Nel 2010 il marchio Clarisonic ebbe 100 milioni di dollari di fatturato e l’anno dopo fu comprato da L’Oréal, la prima azienda a livello mondiale nel settore dei prodotti di bellezza. Negli anni successivi cominciò a diffondersi anche fuori dagli Stati Uniti: in Italia, una delle prime a parlarne con entusiasmo fu l’influencer di prodotti di bellezza Clio Zammatteo (più nota come Clio Make Up) nel 2015 e nel 2017 Vogue Italia la definì «la spazzola sonica che sta rivoluzionando il rito della pulizia del viso».

La scienza della pulizia del viso è cambiata
Come fa notare Courtney Rubin, che ha raccontato la storia del fallimento di Clarisonic sul New York Times, rispetto a dieci anni fa l’approccio dei dermatologi e degli esperti alla pulizia del viso è un po’ cambiato. Oggi sappiamo che strofinarsi la faccia due volte al giorno (come consigliava Clarisonic) con una spazzola vibrante potrebbe non essere l’ideale per la salute della pelle. Whitney Bowe, una dermatologa di New York che nel 2014 ha smesso di usare Clarisonic e di raccomandarlo ai suoi pazienti, ha detto al New York Times: «Inizialmente pensavamo che la pelle dovesse essere perfettamente pulita, perché pensavamo che il grasso fosse la causa dell’acne. Ma poi ci siamo detti: “Aspetta un secondo, in realtà serve una flora batterica forte per proteggere la pelle”».

Strofinare la pelle eccessivamente può danneggiare il mantello acido, ovvero lo strato di olii, aminoacidi e sudore che protegge la pelle del viso dagli agenti esterni. Christian Surber, docente di dermofarmacologia e autore di uno studio sul mantello acido, ha detto al New York Times di non aver mai trovato evidenze scientifiche che dimostrino che trattamenti come quelli delle spazzole di Clarisonic facciano bene alla pelle e che strofinare e maltrattare la pelle in quel modo gli sembra irragionevole. Molti clienti si lamentavano della durezza delle setole, tanto che Clarisonic dovette introdurre un nuovo modello con una funzione più delicata.

Concorrenza e innovazione
Secondo la ricostruzione fatta da Cheryl Wischhover su Business of Fashion, i problemi di Clarisonic cominciarono quando altri marchi come Clinique e Olay misero sul mercato prodotti simili ma meno costosi. Dopo l’acquisizione di L’Oréal infatti la spazzola vibrante di Clarisonic non era più una novità e i consumatori non avevano nessun motivo per scegliere quel marchio se potevano spendere meno per un prodotto molto simile. L’Oréal provò a mettere in commercio nuovi prodotti per la linea Clarisonic, come detergenti, spazzole più economiche e applicatori di fondotinta, ma le vendite continuarono a calare.

Secondo Business of Fashion l’errore di Clarisonic negli ultimi anni è stato di non aver saputo capire in che direzione stava andando il mercato e non aver investito in innovazione e sviluppo di nuovi prodotti. Oggi, uno dei principali concorrenti nel settore della cura della pelle del viso è Foreo, un marchio svedese il cui prodotto di punta è un massaggiatore per il viso con delle puntine in silicone. Foreo sta investendo molto nello sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per la salute e la bellezza della pelle: solo per fare due esempi, ha recentemente messo sul mercato dispositivi che funzionano con l’intelligenza artificiale (si collegano a una app e adattano il trattamento alle informazioni inserite dall’utente grazie a un algoritmo che diventa più preciso man mano che si inseriscono i dati) e prodotti che sfruttano la luce per il trattamento dell’acne. Nel 2019 Foreo ha avuto un miliardo di dollari di fatturato e a giugno ha annunciato di aver portato la produzione dei suoi massaggiatori a 250mila pezzi a settimana.

Il futuro dei dispositivi per il viso
Larissa Jensen, analista del settore dei prodotti di bellezza per la società di consulenza NPD ha detto al New York Times che le vendite dei dispositivi per la pulizia del viso hanno subito un crollo a doppia cifra negli ultimi tre anni. Ultimamente, l’attenzione dei marchi che fanno prodotti come quelli di Clarisonic si sta spostando dalla pulizia superficiale della pelle alla stimolazione profonda dei tessuti del viso. Negli ultimi mesi, forse anche a causa delle condizioni straordinarie di vita delle persone dovute alla pandemia da coronavirus, le vendite di trucchi sono calate del 37 per cento e quelle di cosmetici per la cura della pelle del 13, ma quelle dei dispositivi per la terapia della luce sono cresciute del 41 per cento e quelle dei massaggiatori tonificanti per il viso del 150 per cento.

L’ultima novità di Foreo per esempio è Bear, un dispositivo che funziona a microcorrente, e cioè che sfrutta scosse elettriche a bassa intensità per raggiungere i muscoli meno superficiali e tonificare il viso. Un’altra azienda che recentemente ha cominciato a vendere prodotti che sfruttano la microcorrente è NuFace, che dal 2011 rilascia prodotti per il viso innovativi e molto costosi, riscuotendo sempre grande successo. Secondo le dichiarazioni della CEO dell’azienda Tera Peterson, durante il lockdown le vendite di NuFace sono triplicate.