(CNBC)

Come salvare uno smartphone caduto in acqua

I modelli più recenti sono impermeabili e dovrebbero cavarsela meglio di quelli più datati, ma serve lo stesso qualche precauzione: e no, il riso non serve

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Fino a qualche tempo fa uno smartphone caduto in acqua aveva poche possibilità di sopravvivenza e di tornare a funzionare una volta asciugato, a volte con metodi creativi – e inefficaci – come inserirlo dentro a una scatola piena di riso. Da qualche anno, però, i principali produttori di cellulari come Samsung e Apple hanno iniziato a realizzare modelli resistenti all’acqua, che entro certi limiti possono rimanere immersi per minuti senza correre particolari rischi. Anche per gli smartphone di questo tipo è comunque opportuno assumere qualche precauzione, nel caso in cui siano finiti accidentalmente sott’acqua.

Ho uno smartphone impermeabile?
Se lo smartphone che utilizzate ha meno di due anni è probabile che sia stato progettato e trattato per essere resistente all’acqua. Per scoprirlo potete leggere le specifiche tecniche sul sito del produttore, oppure cercare informazioni su un motore di ricerca inserendo il nome dello smartphone seguito dalle parole “waterproof” oppure dai codici IP67, IP68 e IP69. Se nella descrizione del vostro smartphone ne compare uno, significa che ci sono buone probabilità che resista a una breve permanenza in piscina, o al versamento di un bicchiere d’acqua o di altre bevande.

Grado di protezione
I codici IP identificano il grado di protezione che offre il vostro smartphone, sulla base di uno standard internazionale (IEC 60529) stabilito dalla Commissione elettrotecnica internazionale. I numeri servono per classificare più precisamente le qualità degli smartphone, e più in generale dei prodotti elettrici ed elettronici, con riferimenti più precisi rispetto a quelli generici come “resistente all’acqua”, “impermeabile” e “resistente alla polvere”.

Prima di proseguire, è bene ricordare che nessun isolamento è davvero definitivo: l’acqua prima o poi troverà il modo di intrufolarsi. Gli standard servono anche per definire un limite di tempo entro il quale lo smartphone riesce a garantire un isolamento sufficiente dall’acqua.

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Le due cifre dopo IP indicano che lo smartphone rispetta alcune caratteristiche ed è quindi conforme alle indicazioni degli standard.

IP68 indica che lo smartphone è “a tenuta di polvere” (6), costruito in modo tale da impedire l’ingresso di qualsiasi corpo solido di piccole dimensioni, e che ha una protezione “da immersione permanente” (8) a oltre 1 metro di profondità (solitamente oltre i 3 metri) per almeno 30 minuti.

IP69 indica la tenuta alla polvere (6) e un grado maggiore di protezione all’acqua (9) a temperatura e pressione più intense rispetto al livello di protezione 8.

Nella maggior parte dei casi, un IP68 è più che sufficiente per garantire un buon isolamento dello smartphone, e quindi un rischio basso che l’acqua lo possa danneggiare.

I modelli un poco più datati potrebbero avere un grado di protezione IP67, con il 7 che indica la resistenza a un’immersione fino a 1 metro e per circa 30 minuti.

Isolamento
Per fare in modo che i loro smartphone siano IP68, i produttori lavorano per ridurre al minimo i punti dai quali potrebbe infiltrarsi l’acqua, andando a rovinare i circuiti. L’isolamento comprende di solito l’impiego di particolari guarnizioni e viti speciali. I circuiti sono inoltre trattati con sostanze che creano una sottile pellicola idrorepellente, per impedire all’acqua di infiltrarsi. Con il passare degli anni, questo strato isolante tende a degradarsi lievemente, offrendo quindi una minore protezione.

Esempi
I modelli di medio e alto prezzo di smartphone oggi in commercio sono quasi tutti dotati di IP68 o IP69, ma è bene verificare che sia indicata questa caratteristica prima di acquistarli.

Apple
Tutti i modelli di iPhone oggi in vendita sono resistenti all’acqua, agli schizzi e alla polvere. Gli iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max, iPhone 11, iPhone XS e iPhone XS Max hanno un grado di protezione IP68. Gli iPhone SE, iPhone XR, iPhone X, iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone 7 e iPhone 7 Plus hanno un grado di protezione IP67.

Samsung
Tutti i modelli di Galaxy S20 e S10 hanno un grado di protezione IP68, inoltre Samsung è stato uno dei primi produttori ad adottare soluzioni per isolare i suoi smartphone da polvere e acqua: già i modelli della serie S5 nel 2014 offrivano un grado di protezione IP67.

Huawei
Gli Huawei P30 Pro sono IP68, così come i nuovi Huawei P40 Pro. Le versioni P30 e P40 hanno invece un grado di protezione IP53, quindi sono resistenti agli schizzi d’acqua, ma non se la cavano bene se vengono immersi.

Google
I Pixel 4 e i Pixel 3 sono IP68; i Pixel 2 sono IP67.

Cosa fare se lo smartphone finisce in acqua
Per gli smartphone IP68 e IP69 una caduta in acqua non dovrebbe costituire un grave problema. Il consiglio è recuperare il telefono il prima possibile, tenerlo in posizione verticale e sbatterlo delicatamente contro l’altra mano, in modo che l’acqua accumulata possa fluire verso l’esterno. Non è necessario spegnere lo smartphone, ma è consigliabile mantenerlo per qualche ora in un ambiente arieggiato, o davanti a un ventilatore, e di non collegare alcun accessorio (compreso il cavo di ricarica) fino alla completa asciugatura dei contatti.

L’idea che ci sia acqua tra i contatti o in altre parti dello smartphone può lasciare inquieti e indurre a impiegare soluzioni creative, come utilizzare cotton fioc, strisce di carta assorbente e altri oggetti nel telefono. È meglio non farlo: si rischia di danneggiare i contatti o la loro pellicola protettiva. Il consiglio è di attendere qualche ora in modo che lo smartphone si asciughi all’aria.

È anche sconsigliato l’uso di asciugacapelli e di getti di aria calda, che potrebbero rovinare l’involucro dello smartphone e lo schermo.

Se si bagna con altri liquidi?
Può accadere che il proprio smartphone non finisca in piscina e nella vasca da bagno ma nel WC, o che sia vittima di un’inondazione causata da un bicchiere o una tazza che si rovescia sul tavolo. In questo caso, va risciacquato velocemente sotto l’acqua del rubinetto, sfregandolo se necessario con un panno umido (come quello per pulire gli occhiali) e va lasciato poi ad asciugare all’aria.

Microfono e altoparlanti
Oltre ai connettori per la ricarica e le cuffie, gli altri punti deboli degli smartphone sono gli alloggiamenti degli altoparlanti e dei microfoni. I modelli impermeabili sono dotati di particolari griglie e altre soluzioni per impedire all’acqua di infiltrarsi, ma nel caso di un’immersione difficilmente questi componenti resteranno all’asciutto.

Sono parti che tendono ad asciugare più lentamente delle altre, e potrebbe quindi accadere che per qualche tempo lo smartphone riproduca i suoni con qualche distorsione o capti malamente i rumori con il microfono. Di solito il problema si risolve da solo, una volta che altoparlanti e microfoni si asciugano completamente.

Incrinature e tacche
Se lo smartphone ha qualche anno ed è sopravvissuto ad alcune cadute rimediando ammaccature, tacche o incrinature dello schermo, potrebbe avere perso la sua resistenza all’acqua. In questo caso anche un IP68 potrebbe risentire gli effetti di un’immersione in acqua.

E se non ho uno smartphone impermeabile?
Le cose si complicano per gli smartphone che non hanno alcun tipo di protezione dall’acqua. In questo caso la maggior parte dei produttori consiglia di spegnere appena possibile il dispositivo, di rimuovere la SIM dal suo alloggiamento e di rimuovere la batteria (se il modello di smartphone lo consente). Dopodiché va tenuto verticalmente in modo che l’acqua residua fluisca verso l’esterno e conviene attendere una mezza giornata prima di provare ad accenderlo nuovamente e vedere se funzioni ancora.

Ma la storia del riso?
Uno dei consigli più ricorrenti e di lunga data per i cellulari finiti a mollo e di infilarli in un sacchetto o in una scatola contenenti riso, che dovrebbe aiutare a rimuovere l’umidità dai circuiti favorendo una più rapida asciugatura. Come avevamo raccontato qui, quello del riso è però un mito e non ci sono elementi per sostenere che offra un risultato migliore rispetto a lasciare lo smartphone all’aria aperta.