(Carlo Cozzoli - LaPresse)

Il necrologio che Morricone si è scritto da solo

«C'è una sola ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare»

(Carlo Cozzoli - LaPresse)

Ennio Morricone, uno dei più grandi e famosi compositori di colonne sonore cinematografiche del Novecento, è morto oggi a 91 anni. Il suo avvocato Giorgio Assumma ha diffuso il testo di un necrologio che Morricone si era scritto da solo e che gli aveva chiesto di pubblicare nel momento in cui fosse morto. Nel necrologio Morricone dice di volere che il suo funerale si svolga in forma privata – «non voglio disturbare» – e saluta alcune persone importanti della sua vita, inclusi i nipoti, le sorelle, i figli e la moglie.

Io, Ennio Morricone, sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicino e anche a quelli un po’ lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita.

C’è una sola ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare.

Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert, per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita. Voglio ricordare con amore le mie sorelle Adriana, Maria, Franca e i loro cari e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto pieno, intenso e profondo ai miei figli Marco, Alessandra, Andrea, Giovanni, mia nuora Monica, e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca. Spero che comprendano quanto li ho amati.

Per ultima Maria (ma non ultima). A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A Lei il più doloroso addio.