(Cooperativa Peralba Costalta)

Vuoi adottare una mucca? E un ciliegio? E le api?

Esistono molte opportunità per aiutare piccoli allevatori e aziende agricole e mangiare cose più buone, o fare un regalo a chi ama gli animali ma vive in città

(Cooperativa Peralba Costalta)

Lo scorso 10 aprile, a circa un mese dalla chiusura delle attività per l’emergenza coronavirus, una piccola cooperativa di allevatori con sede a San Pietro di Cadore, vicino a Cortina, ha deciso di dare in adozione le sue quaranta mucche. L’idea non era liberarsene, ma continuare ad allevarle nelle proprie stalle chiedendo un contributo economico a tutti coloro che avessero voluto partecipare e offrendo in cambio una selezione di prodotti della loro latteria. La cooperativa ha ricevuto migliaia di richieste di adozione, tanto che ha dovuto annunciare sulla sua pagina Facebook che per qualche giorno le mucche verranno lasciate a riposo perché «per questo mese hanno dato tutto il latte che avevano».

La cooperativa si chiama Peralba Costalta ed esiste dal 1982, ma da due anni è stata rilevata da cinque giovani allevatori che volevano portare avanti l’attività di un piccolo allevamento di mucche ― sempre più raro perché poco redditizio ― e la produzione di burro e formaggio. Sul sito della Cooperativa Peralba Costalta ci sono le foto, i nomi e le età delle mucche che si possono adottare: le adozioni possono durare un mese (39 euro), sei mesi (219 euro) o un anno (409 euro). In cambio si ricevono a casa ogni mese burro e formaggi tipici della latteria, e un attestato di adozione.

La Cooperativa Peralba Costalta non è la prima e neanche l’unica a utilizzare il modello delle adozioni a distanza per portare avanti un’attività che altrimenti farebbe fatica a sopravvivere. Oltre alle mucche, online si trovano progetti per adottare api, asinelli, pecore, galline e alberi da frutto. È un’idea regalo molto apprezzata da amici e parenti che vivono in città ma amano gli animali: le aziende offrono infatti anche la possibilità di scegliere il nome dell’animale e di visitare la fattoria per vederlo di persona. In questi mesi in cui molte famiglie si sono trovate per necessità a cambiare il proprio approccio alla spesa e a mangiare a casa molto più spesso di prima, l’idea di un rifornimento periodico di prodotti freschi e di qualità potrebbe essere diventata ancora più allettante.

A ricorrere al modello delle adozioni a distanza sono soprattutto le aziende agricole e le fattorie più piccole, con sistemi di coltivazione biologici e allevamenti non intensivi, che producono meno facendo più attenzione ai processi e alla qualità. I costi di queste piccole imprese sono altissimi rispetto al loro profitto e in questi mesi di emergenza sanitaria le difficoltà sono ancora più del solito.

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Sardinia Farm, in provincia di Cagliari, chiede 390 euro all’anno per l’adozione di una pecora e in cambio spedisce circa 20 chili di pecorino e un manufatto di lana, oltre a rilasciare il certificato di adozione e dare la possibilità di scegliere il nome della pecora. Anche la Cooperativa Vallenostra di Mongiardino Ligure, in provincia di Alessandria, sfrutta il modello dell’adozione a distanza per sostenere le spese di allevamento delle sue pecore e la produzione di formaggi che altrimenti finirebbero per scomparire. In questo caso il contributo richiesto è di 70 euro e si riceve a casa un cesto di prodotti tipici del luogo.

Un altro progetto di cui si è parlato molto nelle ultime settimane è quello di 3Bee, una startup italiana nata per innovare i sistemi di diagnostica e monitoraggio degli alveari che è riuscita a creare una rete di migliaia di piccoli apicoltori in tutta Italia. Con l’obiettivo di evitare la scomparsa delle api dovuta a cambiamenti climatici, pesticidi e parassiti, 3Bee offre la possibilità a chiunque di adottare un alveare e ricevere il miele direttamente a casa. Sul sito di 3Bee si può scegliere tra una lista di apicoltori e per ciascuno si può decidere quale miele farsi inviare, quale arnia adottare e a quale piano tariffario aderire: in un anno si va da mezzo chilo di miele a 21 euro, fino a 94 euro per 5 chili. Anche le aziende possono contribuire alla causa: per esempio a marzo Ferrero ha adottato 10 alveari per un totale di circa 600mila api.

Lo stesso fa la Fattoria Le Pietre Vive di Montaperti, che ha avviato il progetto Le Api di Gioia per permettere l’adozione di un’arnia nella provincia di Siena. L’adozione è di un anno e costa 90 euro: si può dare un nome alla propria ape regina e ricevere a casa un certificato, 6 chili di miele, 2 bottigliette di propoli e 2 confezioni di polline, che si può assumere come integratore naturale.

Vicino a Venezia la Fattoria il Rosmarino si occupa di galline in via d’estinzione, cosiddette “antiche” perché sono robuste e vivono allo stato libero fino a 8 anni, molto più a lungo delle galline d’allevamento selezionate per essere mangiate dopo pochi mesi. Con un contributo di adozione di 20 euro si ha diritto a 30 uova biologiche della fattoria. Oltre alle galline, si possono adottare anche alberi da frutto: con 25 euro si ha diritto a una targhetta col nome sul proprio albero ― utile soprattutto se si vuole fare un regalo ― e a uno sconto del 20 per cento sui prodotti del negozio, per chi vive in zona.

Per chi più che un animale vorrebbe adottare un albero o un frutteto e ricevere a casa il raccolto, i progetti in Italia sono tantissimi. Una delle aziende più innovative in questo settore è BiorFarm, che negli ultimi quattro anni ha costruito una comunità online di agricoltori e utenti che sono diventati “genitori adottivi” di migliaia di alberi la cui crescita può essere monitorata a distanza in vista del raccolto. Poche settimane fa BiorFarm e Lifegate hanno annunciato Save the farm, un nuovo progetto rivolto alle aziende che vogliono sostenere piccole realtà agricole e avere un continuo rifornimento di frutta fresca da offrire ai dipendenti. In un’intervista a StartUp Italia, Giuseppe Cannavale, uno dei fondatori, ha spiegato che l’idea è aiutare sia gli agricoltori in difficoltà che i consumatori finali, che al supermercato finiscono per comprare frutta di bassa qualità, a costi altissimi e con scarse informazioni sui prodotti.

Anche per chi vorrebbe fare un regalo ad appassionati di certi specifici frutti, ci sono aziende agricole come la Bettino Amidei, sull’Appennino modenese, che permette di adottare un ciliegio a 70 euro e ricevere a casa 10 chili di ciliegie. Oppure per i golosi di agrumi ci sono Adotta un clementino, che spedisce ogni mese cassette di clementine di Corigliano Rossano, in Calabria, e Mondo Arancio, che mette in contatto piccoli agricoltori siciliani e consumatori da tutta Italia per salvaguardare pratiche di coltivazione naturali di arance e olive.