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  • venerdì 17 Aprile 2020

Il Myanmar concederà l’amnistia a quasi 25mila detenuti

Il Myanmar concederà l’amnistia a quasi 25mila detenuti in occasione dei festeggiamenti dell’anno nuovo, che dureranno dal 13 al 16 aprile: è la più grande scarcerazione di massa da anni. La decisione è stata annunciata dal presidente birmano Win Myint: riguarderà in tutto 24.896 persone, tra cui 87 straniere. Myint non ha specificato i crimini per cui erano stati condannati i detenuti, né ha detto se tra loro ci sono dissidenti politici. Il governo ha però detto che la decisione non è stata presa in relazione al contagio da coronavirus; nel paese sono stati rilevati 85 casi e 4 morti.

Nel 2019 erano state scarcerate 23mila persone in diversi momenti dell’anno, nel 2018 erano state più di 8mila. Ufficialmente in Myanmar non esistono prigionieri politici ma i gruppi per i diritti umani birmani sostengono che le persone incarcerate per la loro attività politica siano decine. Secondo l’associazione per i diritti umani Athan, nel 2019 più di 331 persone erano state perseguite per reati legati alla libertà di espressione; tra loro ci sono i membri di una compagnia di poesia satirica e alcuni studenti che avevano protestato contro la chiusura di internet imposta dal governo.

AAPP, un’associazione che assiste i prigionieri politici, ha detto che in Myanmar ci sono più di 92mila detenuti e che alcune carceri hanno raggiunto il doppio o il triplo della loro capacità. Se così fosse le persone liberate sarebbero più di un quarto della popolazione carceraria. Non esistono invece stime ufficiali sul numero dei detenuti fornite dal governo.

Una persona si sporge da un autobus dopo essere stata liberata dal carcere di Insein a Yangon, Myanmar, 17 aprile 2020 (AP Photo/Thein Zaw)
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