Katy Perry è stata assolta dall’accusa di aver copiato la canzone “Dark Horse” dal rapper Flame

Martedì un tribunale federale di Los Angeles, Stati Uniti, ha assolto la cantante Katy Perry dall’accusa di aver copiato la canzone “Dark Horse” dal rapper Flame, ribaltando il verdetto espresso da una giuria lo scorso luglio. All’epoca la cantante era stata condannata a pagare 2,8 milioni di dollari di danni (circa 2,5 milioni di euro) per aver copiato una canzone di rap cristiano del 2009 intitolata “Joyful Noise”: in particolare l’accusa degli avvocati di Flame (il cui vero nome è Marcus Tyrone Gray) si riferiva a una melodia di 8 note che si ripete per tutta “Dark Horse”.

Durante il processo, Perry aveva negato l’accusa di plagio, risalente al 2014, dicendo di non aver mai sentito “Joyful Noise” prima di registrare “Dark Horse”. I suoi avvocati avevano argomentato che la base di entrambe le canzoni è «banale» e che quindi Flame non poteva vantare diritti d’autore; gli avvocati di Flame invece avevano sostenuto che Katy Perry e le altre cinque persone autrici di “Dark Horse” avessero copiato una «parte importante» di “Joyful Noise”; avevano anche fatto notare che la cantante aveva cominciato la sua carriera nella musica cristiana.

Nel verdetto di martedì la giudice federale Christina A. Snyder ha detto che la melodia al centro dell’accusa di plagio è molto comune e che non ci sono elementi per dire che sia così originale da poter essere protetta dal diritto d’autore.

“Dark Horse” è contenuta nel quarto disco di Perry, Prism, ed è una delle sue canzoni di maggior successo. Il video della canzone è stato visto più di 2,7 miliardi di volte dal 2014; è stato il primo video di una canzone di una musicista donna a raggiungere un miliardo di visualizzazioni sia su YouTube che su Vevo.

Questa invece è “Joyful Noise”:

(Daniel Pockett/Getty Images)