Palermo, Italia
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  • martedì 18 Febbraio 2020

Il fratello della vedova dell’agente Vito Schifani, ucciso nella strage di Capaci, è stato arrestato per associazione mafiosa

Palermo, Italia

Giuseppe Costa, fratello della vedova di un agente della scorta del giudice Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci, è stato arrestato a Palermo per associazione mafiosa, accusato di aver riscosso il “pizzo” per conto del clan del boss Gaetano Scotto.

Costa è il fratello di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani morto a 27 anni, famosa tra le altre cose per aver parlato durante i funerali di Falcone e della sua scorta ed essersi rivolta ai mafiosi dicendo commossa: «Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato… chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro, ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare… Ma loro non cambiano… loro non vogliono cambiare». Scrive Repubblica:

Giuseppe Costa è accusato di associazione mafiosa: sarebbe affiliato alla famiglia di Vergine Maria. Per conto della cosca avrebbe tenuto la cassa, gestito le estorsioni, “convinto” con minacce le vittime – imprenditori e commercianti – a pagare la “tassa” mafiosa, assicurato alle famiglie dei mafiosi detenuti il sostentamento. Ristoranti, negozi, concessionarie di auto, imprese: nel quartiere pagavano tutti e Costa sarebbe stato tra i collettori del pizzo. Gli inquirenti lo descrivono come pienamente inserito nelle dinamiche mafiose della “famiglia”, tanto che, alla scarcerazione del boss della zona, Gaetano Scotto, per rispetto al padrino invita le sue vittime a dare il denaro direttamente a lui.

I resti dell'auto nella quale viaggiava il giudice Giovanni Falcone insieme alla sua scorta, riportati a Palermo in occasione del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci (LaPresse - Guglielmo Mangiapane)