Il personale dell'hotel Okura di Tokyo. (AP Photo/Shizuo Kambayashi)

Gli alberghi che propongono di rinunciare alla pulizia della propria camera

Lo offrono sempre più catene di hotel, ma gli esperti avvertono che potrebbe essere un errore strategico, ed è un problema anche per il personale

Il personale dell'hotel Okura di Tokyo. (AP Photo/Shizuo Kambayashi)

Diverse catene di alberghi americane e internazionali stanno sperimentando da alcuni anni un sistema di contenimento dei costi che offre agli ospiti degli sconti sul prezzo del soggiorno, o qualche altro tipo di beneficio, se rinunciano alla pulizia quotidiana della stanza. Lo stanno facendo per esempio 23 delle 30 catene del gruppo Marriott International, oltre al Walt Disney World Resort di Orlando, Florida, ed è una pratica che all’apparenza può sembrare innocua e che arricchisce l’offerta per i clienti: secondo alcuni esperti di accoglienza turistica e secondo alcuni sindacati però non è così, ha raccontato un articolo sul Washington Post.

Normalmente, negli alberghi dalla fascia media in su, il personale passa nelle camere ogni mattina per pulire il bagno, cambiare le lenzuola e fare il letto, svuotare i cestini e riportare in sostanza ogni giorno la camera nella sua versione linda e ordinata in cui la si trova la prima volta che ci si entra. È ovviamente un grosso costo per gli alberghi, soprattutto per le spese di personale ma anche per i costi di lavanderia delle lenzuola e degli asciugamani.

Per abbattere i costi di lavanderia, da molti anni ormai gli alberghi mettono nei bagni degli avvisi che invitano gli ospiti a non far lavare gli asciugamani tutti i giorni ma a riutilizzarli. Solitamente, per giustificare la richiesta, gli alberghi adducono motivazioni ambientali: meno asciugamani lavati vuol dire più acqua ed energia risparmiate.

Molti alberghi stanno puntando sulla giustificazione ecologica anche per suggerire agli ospiti la possibilità di non farsi pulire la camera: la catena IHG ha chiamato l’opzione “Greener Stay”, altre hanno scelto “Make a Green Choice”, eccetera. In cambio, gli alberghi offrono punti fedeltà da accumulare per ottenere soggiorni scontati o gratuiti, oppure omaggi al bar, o altri tipi di benefit. Non è una cosa così nuova, in assoluto: la catena Starwood ha un programma del genere da oltre dieci anni: ma secondo il Washington Post la pratica si sta diffondendo soprattutto negli ultimi anni, e principalmente tra gli alberghi di fascia media.

Tra i vantaggi per gli albergatori, oltre ai risparmi sul personale e sulle spese di lavanderia, c’è anche includere gli ospiti nei propri programmi di fedeltà: rinunciando alla pulizia in camera e ottenendo uno sconto sui futuri soggiorni, una parte dei clienti deciderà di tornare in una struttura della catena. Ma ci sono anche dei risvolti negativi: Paul Bagdan, docente di gestione alberghiera alla Johnson & Wales University, ha spiegato che le visite quotidiane alle stanze del personale sono uno dei più efficaci sistemi di prevenzione per quanto riguarda la sicurezza, perché facilmente si accorgono per primi di eventuali guasti o danni potenzialmente pericolosi per gli ospiti. Per questo il Walt Disney Resort, per esempio, avverte i clienti che il personale può entrare comunque nelle camere tutte le mattine, anche se scelgono di rinunciare alla pulizia.

Una grossa parte dei problemi poi riguarda i lavoratori dipendenti. Unite Here, un sindacato del settore alberghiero e della ristorazione, ha diffuso un rapporto che spiega che il personale degli hotel lavora meno nei posti di lavoro in cui sono attivi programmi di questo tipo, con conseguenti abbassamenti nella paga. Pulire le stanze che non sono state rassettate per diversi giorni, poi, è un lavoro più pesante.

Ma c’è anche un’ultima questione: alcuni esperti di turismo avvertono che alla lunga gli alberghi potrebbero pagare la scelta di offrire agli ospiti la possibilità di rinunciare alla pulizia quotidiana della camera, perché avvicina l’offerta dell’albergo a quella delle case per affitti brevi, tipo quelle di Airbnb. Il settore alberghiero è notoriamente da anni in grosse difficoltà nel gestire la concorrenza di servizi simili, e in tanti sostengono che, essendo difficile competere sui prezzi, generalmente più bassi su Airbnb, agli alberghi non rimane altra possibilità che offrire un servizio molto diverso, e migliore. «Il punto di una stanza di hotel è che è meglio della casa degli ospiti, e una delle ragioni principali è che è pulita quotidianamente. Pensateci: quanti di voi puliscono da cima a fondo la propria camera da letto ogni giorno?», ha scritto il sito specializzato eHotelier.

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