Britney Spears in concerto a Las Vegas nell'ottobre del 2018. (Ethan Miller/Getty Images)

Il movimento che vuole “liberare Britney Spears”

Dopo la sua celebre crisi del 2008 non ha più il controllo delle sue finanze, affidate al padre: molti fan chiedono che questa storia finisca

Britney Spears in concerto a Las Vegas nell'ottobre del 2018. (Ethan Miller/Getty Images)

Tra il 2007 e il 2008 Britney Spears, una delle più famose cantanti pop del 21esimo secolo, ebbe una grave crisi nervosa in seguito alla quale fu sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio. Fu uno dei momenti più raccontati dello show business di quegli anni, e le foto che i paparazzi scattarono a Spears in quei mesi, con i capelli rasati, trasportata in ambulanza o intenta a colpire un’auto con un ombrello, sono ancora oggi tristemente note.

Da allora, Spears non ha più il controllo delle sue finanze: nonostante abbia superato quel periodo e sia stata ancora in tempi recenti una delle popstar che guadagnano di più al mondo, tutti i soldi che incassa sono gestiti – o meglio: lo erano fino a pochi mesi fa – da suo padre Jamie, col quale ha un rapporto notoriamente controverso. Una parte dei suoi fan si è appassionata particolarmente alla vicenda, dando vita a un movimento identificato dall’hashtag #FreeBritney che periodicamente entra tra le tendenze dei social network. Alcuni recenti articoli di testate americane, dal Los Angeles Magazine al Los Angeles Times, hanno raccontato la storia del gruppo spiegando quale sia di preciso la situazione legale del patrimonio di Spears.

Spears diventò famosa nel 1999 con il suo album d’esordio …Baby One More Time, che finì al primo posto delle classifiche di mezzo mondo e la rese una celebrità a soli 18 anni, in un’epoca in cui le teen star erano molto più rare di oggi. Negli anni seguenti infilò un successo musicale dietro l’altro, ma parallelamente diventò dipendente dalla droga ed ebbe grossi problemi familiari. Tra il 2007 e il 2008 le attenzioni mediatiche nei suoi confronti diventarono pressanti e morbose, e contribuirono a farle avere una grave crisi nervosa: tra ricoveri in centri di riabilitazione e foto imbarazzanti pubblicate sui tabloid, Spears ebbe uno dei più classici “crolli” da star.

Britney Spears agli MTV Video Music Awards del 2000.(Scott Gries/Getty Images)

La custodia dei figli fu affidata al suo marito di allora, Kevin Federline, e lei fu sottoposta a TSO e ricoverata: un tribunale assegnò a suo padre la tutela temporanea del suo patrimonio, già allora esorbitante. Nel 2002, per esempio, Spears era stata la celebrità più pagata del mondo secondo Forbes, e secondo Billboard fu l’ottava artista più pagata del primo decennio del 21esimo secolo, con circa 150 milioni di dischi venduti.

La tutela del patrimonio è uno strumento legale americano che in California prende il nome di conservatorship: è deciso da un tribunale e prevede che le finanze e/o le decisioni più importanti di una persona che evidentemente non può prendersi cura di se stessa, per motivi fisici o mentali, passino nelle mani di un adulto a lei vicino. La richiesta originaria per la conservatorship fu fatta dal padre di Spears, Jamie (che si chiama in realtà James, e che condivide il soprannome con la sorella di Spears). Inizialmente fu una misura temporanea, ma alla fine dell’anno Jamie Spears ottenne di renderla permanente: fu nominato tutore legale delle finanze di sua figlia, insieme all’avvocato Andrew Wallet.

Secondo il Los Angeles Times, Jamie Spears è pagato circa 130mila dollari all’anno per il suo ruolo, che gli dà la facoltà di condurre le trattative sugli affari di Spears, di vendere le sue proprietà e di decidere chi può frequentarla e chi no. Ma Jamie Spears ha anche il controllo sulla vita quotidiana della figlia, che deve registrare tutti i suoi acquisti e documentarli annualmente.

La conservatorship è insolita per una persona di 37 anni come Spears, hanno spiegato al Los Angeles Times diversi esperti di cose legali, secondo i quali è una misura che solitamente si applica a persone anziane o disabili mentali, e soprattutto con poche o nessuna speranza di guarire. Ma hanno anche spiegato che essendo un tribunale a decidere, è ragionevole pensare che ci sia qualche motivo per cui la tutela del patrimonio sia tuttora affidata al padre, e che è previsto che la conservatorship sia revocata non appena sia valutato che chi ne è soggetto può gestire autonomamente le proprie finanze e le proprie decisioni.

Dopo la crisi del 2008, la carriera di Spears ha avuto una seconda fase molto redditizia: ha fatto altri tre dischi, di cui uno di grande successo (Femme Fatale del 2011), tournée, ha partecipato come giudice all’edizione americana di X Factor e soprattutto tra il 2013 e il 2017 ha fatto quasi 250 concerti in una residency a Las Vegas i cui biglietti sono sempre andati esauriti. Attualmente si stima che il suo patrimonio netto ammonti a 60 milioni di dollari.

Ciononostante, la conservatorship non è mai stata revocata, cosa che ha fatto nascere e guadagnare popolarità al movimento di fan di Spears che ne chiede la fine attraverso l’hashtag #FreeBritney. L’anno scorso la popolarità della causa ha raggiunto il suo apice, quando a gennaio Spears ha annunciato sui social di aver cancellato una sua nuova residency a Las Vegas per motivi familiari: suo padre era quasi morto per un grave problema al colon. A marzo, poi, Wallet si dimise da co-tutore del patrimonio di Spears, nonostante l’anno precedente avesse ottenuto un grosso aumento di stipendio, dopo aver sostenuto che sotto la sua guida finanziaria la cantante avesse aumentato il proprio patrimonio di 20 milioni di dollari. Fonti vicine a Spears dissero che il motivo delle dimissioni era legato alle divergenze tra Wallet e il padre di Spears, cosa che accrebbe le ostilità e le diffidenze dei fan nei suoi confronti.

Britney Spears ai Billboard Music Awards del 2016. (Kevin Winter/Getty Images)

Tra chi aveva seguito con più attenzione la vicenda della tutela legale del patrimonio di Spears c’erano le comiche Tess Barker e Barbara Gray, che l’avevano spesso raccontata nel loro podcast Britney’s Gram, dedicato al commento dei post su Instagram della cantante. Lo scorso aprile fecero uscire un episodio speciale accusando il padre di Spears di controllare ogni aspetto della vita della figlia. Ma soprattutto, condivisero un messaggio telefonico ricevuto da una fonte anonima che diceva di essere un ex assistente di un avvocato che aveva seguito il caso della conservatorship di Spears, sostenendo che il padre della cantante l’avesse costretta a cancellare i concerti a Las Vegas e sollevando altri dubbi sulla sua autonomia decisionale.

Né Barker e Gray né il Los Angeles Times hanno potuto confermare l’autenticità del messaggio, che quindi dal punto di vista giornalistico vale poco o niente: ma bastò per dare grande vitalità al movimento #FreeBritney, hashtag che diventò di tendenza su Twitter il giorno seguente. Se ne parlò talmente tanto che dovette intervenire la stessa Spears, che scrisse su Instagram per ringraziare i fan dell’interessamento ma mettendoli in guardia dal credere a tutto quello che leggevano o sentivano su internet. Qualche settimana dopo, Jamie Spears fece addirittura causa a un giovane blogger che aveva scritto della questione su un sito di fan di Spears. La vicenda comunque non finì lì: periodicamente, a Hollywood, gruppi di fan di Spears si ritrovano con cartelli e striscioni che inneggiano alla “liberazione di Britney”, e perfino la cantante Miley Cyrus ha gridato “Free Britney” durante un suo concerto.

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I wanted to say hi, because things that are being said have just gotten out of control!!! Wow!!! There’s rumors, death threats to my family and my team, and just so many things crazy things being said. I am trying to take a moment for myself, but everything that’s happening is just making it harder for me. Don’t believe everything you read and hear. These fake emails everywhere were crafted by Sam Lutfi years ago… I did not write them. He was pretending to be me and communicating with my team with a fake email address. My situation is unique, but I promise I’m doing what’s best at this moment ??? You may not know this about me, but I am strong, and stand up for what I want! Your love and dedication is amazing, but what I need right now is a little bit of privacy to deal with all the hard things that life is throwing my way. If you could do that, I would be forever grateful. Love you ❤️❤️❤️

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Lo scorso maggio Spears si presentò di persona a un’udienza a Los Angeles sulla tutela del suo patrimonio, cosa successa raramente: pochi giorni dopo una giudice ordinò una valutazione indipendente sulla conservatorship. Non è chiaro se l’abbia chiesta Spears, a cui legalmente spetta l’iniziativa per cancellare la tutela (dovrebbe chiedere che siano valutate le sue capacità di tornare a gestire il suo patrimonio).

Poco dopo Jamie Spears presentò una mozione per chiedere che la conservatorship fosse allargata alle Hawaii, dove va spesso in vacanza sua figlia, e alla Louisiana, il suo stato natale. Ad agosto chiese poi di aggiungere altri nove stati alla lista, poco prima che un giudice emettesse un ordine restrittivo ai suoi danni per proteggere i due figli di Spears e Federline, che aveva denunciato il suocero per aver «strattonato violentemente» uno dei due, dopo aver sfondato una porta per raggiungerlo.

Dallo scorso settembre, infine, Jamie Spears non è più il tutore legale del patrimonio della figlia, anche se solo temporaneamente: ha infatti chiesto al tribunale di Los Angeles di essere esentato dal compito per motivi di salute, chiedendo che prendesse il suo posto Jodi Montgomery, che da un anno si occupa di gestire lo staff di Spears.