(AP Photo/Altaf Qadri)

Ha senso comprare un purificatore per l’aria?

Qualcosa fanno, soprattutto se soffrite di allergie, ma se il vostro scopo è respirare aria più pulita basta aprire le finestre

(AP Photo/Altaf Qadri)

Negli ultimi giorni, in alcune zone del nord Italia, l’inquinamento dell’aria ha superato significativamente le soglie di sicurezza e i limiti stabiliti per legge. Succede ogni anno in inverno soprattutto nelle città della Pianura Padana, spingendo le persone a preoccuparsi più del solito per la propria salute e chiedersi se ci sia qualcosa che possano fare per evitare un’eccessiva esposizione alle sostanze inquinanti. Tra le possibili soluzioni che vengono considerate c’è acquistare un purificatore (o depuratore) per l’aria: un dispositivo che assorbe l’aria della stanza in cui viene messo e la rimette in circolo dopo averla fatta passare per un filtro.

Abbiamo cercato di capire come funzionano questi oggetti e soprattutto se siano efficaci per ridurre l’inquinamento dell’aria nelle abitazioni. Abbiamo intervistato Gaetano Settimo dell’Istituto Superiore di Sanità e Alessandro Miani della Società Italiana di Medicina Ambientale, affidandoci, per i test sui prodotti, ai più autorevoli siti di recensioni.

L’aria in casa e fuori
La prima cosa da sapere è che, diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, l’aria che respiriamo quando siamo al chiuso (in casa, al lavoro, nei negozi) è in generale molto più inquinata di quella che respiriamo quando siamo all’aperto.

In ambienti chiusi, infatti, le fonti di sostanze inquinanti sono moltissime: oltre all’inquinamento del traffico e ai pollini che entrano dalle finestre, ci sono sostanze prodotte da esseri umani e animali (l’anidride carbonica che espiriamo, ma anche piccole gocce di saliva di quando tossiamo o starnutiamo, peli, forfora, eccetera), sostanze rilasciate da processi di combustione come la cottura dei cibi, il riscaldamento, il fumo di sigaretta, incensi, candele e altro. Si aggiungono poi le sostanze gassose rilasciate dai materiali per la costruzione e l’arredamento degli edifici, dai prodotti per la pulizia e in generale da prodotti come smalti, solventi, colle e antiparassitari e da dispositivi come umidificatori e condizionatori d’aria, vaporizzatori, sistemi di riscaldamento, frigoriferi autosbrinanti, stampanti e fotocopiatrici, impianti idrici e molto altro.

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Cosa può fare un purificatore
Partiamo da qui: il problema dell’inquinamento in casa non può essere risolto solo con i purificatori. Le componenti che impattano di più sulla salute degli esseri viventi sono i COV (composti organici volatili, composti chimici caratterizzati appunto dalla loro volatilità) e il PM (particulate matter, ovvero sostanze sospese nell’aria con un diametro fino a mezzo millimetro, prodotte sia da fonti naturali come i pollini, sia da fonti artificiali come industrie, riscaldamento o traffico), fine e ultrafine. I filtri HEPA (dall’inglese High Efficiency Particulate Air filter) presenti all’interno dei purificatori più efficaci, trattengono il PM fine e ultrafine, ma sui COV, che sono una parte molto consistente delle sostanze presenti nell’aria delle case, possono fare molto poco.

– Leggi anche: L’inquinamento dell’aria, spiegato bene

A maggio 2019, Altroconsumo ha condotto dei test sui purificatori d’aria con la premessa che «non è stato dimostrato in alcun modo che i depuratori siano in grado di migliorare la salute delle persone sane, né di prevenire le malattie respiratorie. Tuttavia chi soffre già di disturbi, in particolare chi è allergico ai cosiddetti inalanti (pollini, acari della polvere, muffe e così via), con sintomi che peggiorano all’interno dell’abitazione, potrebbe trarre giovamento dall’uso di questo tipo di apparecchi, soprattutto nel periodo di fioritura delle piante e di presenza maggiore di pollini nell’aria».

In generale, guardando anche velocemente online le presentazione che i produttori di purificatori fanno dei propri prodotti, si vede che i principali destinatari sono soprattutto le persone che soffrono di allergie.

Prima di comprare un depuratore
Gli esperti che abbiamo intervistato non sconsigliano l’acquisto di un depuratore, ma insistono sul fatto che ci sono molte azioni che possiamo compiere a costo zero (e che spesso ignoriamo) con effetti ben più significativi rispetto a quelli che potrebbe portare un depuratore.

«La prima cosa da fare è aprire le finestre il più spesso possibile, almeno 2 o 3 volte al giorno per almeno 5 minuti» ha spiegato al Post Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale. «Può sembrare strano, ma l’apertura delle finestre porta a una dispersione e diluizione delle sostanze concentrate nell’aria delle case anche in giorni in cui l’aria esterna è particolarmente inquinata. Se vivete in città, meglio aprire le finestre che affacciano su vie poco trafficate o su cortili interni, in orari in cui ci sono meno macchine in giro come la sera, la mattina presto o l’ora di pranzo».

Altre accortezze per ridurre la propria esposizione a sostanze inquinanti quando si sta in casa: accendere sempre la cappa quando si cucina e arieggiare la stanza dopo aver finito (la cucina è la stanza più inquinata della casa), tenere sempre le finestre aperte quando si fanno le pulizie e quando si usano cosmetici come smalto per le unghie, acetone o lacca per capelli.

In casa bisogna cercare di mantenere una temperatura tra i 18 e i 20°C e un’umidità del 45-55 per cento: questo serve a ridurre molto la formazione di inquinanti secondari, formati dall’associazione di polveri sottili e COV. Quando si vedono muffe o macchie sui muri, meglio toglierle subito usando prodotti naturali. In generale, per la pulizia della casa è sempre meglio usare prodotti naturali o con una composizione chimica nota, come per esempio ammoniaca, candeggina, aceto e bicarbonato, e in piccole quantità. Gli impianti di condizionamento dell’aria vanno manutenuti con regolarità.

Meglio evitare di usare prodotti come candele profumate, incensi e diffusori di profumi: in generale l’aria pulita è quella inodore e non quella che, come si dice, profuma di pulito. Un’altra cosa che forse non si sa è che gli aspirapolvere funzionano come aerosol di polveri sottili: gli esperti consigliano di usare solo quelli con filtro HEPA o ad acqua. E ovviamente non bisogna fumare in casa.

Acquistare un purificatore
I purificatori per interni in commercio sono molti e vari. I parametri per la misurazione della loro efficacia non sono univocamente stabiliti per legge, quindi ogni produttore decide autonomamente se affidarla a un ente esterno o farla internamente. Il consiglio degli esperti per chi decide di acquistare un depuratore è fidarsi solo di prodotti che abbiano ricevuto una certificazione da un ente scientifico terzo pubblico, italiano o estero. Il requisito essenziale è comunque che funzionino con i già citati filtri HEPA.

«Perché l’acquisto di un purificatore abbia davvero senso, è fondamentale informarsi su come usarlo al meglio», ha spiegato al Post Gaetano Settimo, coordinatore del Gruppo di Studio Nazionale sull’Inquinamento Indoor dell’Istituto Superiore di Sanità. «Per esempio bisogna chiudere sempre le porte per isolare la stanza e fare un’accurata manutenzione seguendo le indicazioni del produttore. Le sostanze che si depositano sul filtro infatti, se non pulite regolarmente, diventano a loro volta fonte di inquinamento quando si accende il depuratore».

Alcuni prodotti testati
Secondo Wirecutter, l’autorevole sito di recensioni di oggetti del New York Times, che ha testato trenta purificatori d’aria per cinque anni, il miglior prodotto in commercio è Coway AP-1512HH. Va bene per stanze di medie dimensioni, ha un filtro HEPA e un prefiltro che impedisce alle particelle più grosse di ostruirlo. Wirecutter dice che in 30 minuti Coway riduce la presenza di PM nell’aria del 99 per cento. Oltre ai buoni risultati in termini di pulizia dell’aria, Wirecutter valuta positivamente anche il costo (260 euro su Amazon), competitivo rispetto ad altri prodotti simili, le dimensioni compatte e la silenziosità, l’aspetto elegante e la durata. Secondo i test, le performance sono rimaste alte anche dopo un anno di utilizzo dello stesso filtro (da cambiare comunque una volta all’anno) per 24 ore al giorno, tutti i giorni.

Coway monitora anche la qualità dell’aria con una spia luminosa che va da blu (aria pulita) a viola (aria mediamente inquinata) e fino a rosso (aria molto inquinata). L’efficacia di Coway AP-1512HH è certificata dalla British Allergy Foundation. Ci sono altri purificatori che hanno superato il test di Wirecutter, ma sono prodotti che non si trovano nei negozi italiani.

Secondo i risultati dei test condotti da Altroconsumo, invece, tra i purificatori con i migliori giudizi di efficacia per la rimozione di polveri fini e ultrafini, muffe e batteri quello che ha il prezzo più basso è il Levoit LV-PUR131: in questo momento su Amazon costa 150 euro.

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