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Per chi vorrebbe un Dyson per i capelli, a Natale

Ma non ha capito qual è il più adatto alla sua testa, tra l'arricciacapelli Airwrap e il phon Supersonic

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Da anni Dyson, l’azienda britannica che produce aspirapolvere e purificatori, è considerata «la Apple degli elettrodomestici»: i suoi prodotti sono molto costosi e appaiono diversi da quelli delle aziende concorrenti, in termini estetici e funzionali, e per queste due ragioni hanno attorno una notevole aura di prestigio. Negli ultimi tre anni, in modo particolare, questo prestigio è stato avvertito tra chi ha i capelli lunghi: prima per via del phon Supersonic, che c’è dal 2016, poi, dall’anno scorso, per la spazzola asciugacapelli e arricciacapelli Airwrap. L’Airwrap è stato molto desiderato e si è fatto desiderare parecchio: poco tempo dopo il suo ingresso sul mercato, nonostante costi 500 euro, è andato esaurito e per molti mesi non è stato possibile acquistarlo.

Visti i prezzi, il Supersonic e l’Airwrap di Dyson fanno parte di quella grande categoria di oggetti che si ricevono molto volentieri in regalo. Dato che siamo in un periodo di regali, la redazione Consumismi del Post li ha provati entrambi, per metterli a confronto e dare qualche dritta a chi vuole metterli nella propria wishlist e a chi pensa di regalarne uno a qualcun altro.

I due prodotti sono stati provati da quattro redattrici che hanno in comune una quasi totale inesperienza nel farsi la piega e nell’arricciarsi i capelli da sole (volevamo capire se i prodotti di Dyson sono a prova di imbranati) ma che dal punto di vista tricologico hanno capelli di forme, lunghezze e robustezze molto diverse. Quello che abbiamo capito è che per certi capelli è meglio il Supersonic, per altri l’Airwrap, e che comunque la scelta tra i due deve dipendere dal tipo di risultato che si vuole ottenere.

Cosa non è Airwrap
Prima di dire cosa abbiamo capito provando il Supersonic e l’Airwrap, è bene spiegare subito cos’è e cosa non è l’Airwrap, dato che per la sua natura ibrida è facile fraintenderne le funzioni.

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  • Non è una piastra e non è neanche un’alternativa alla piastra. Per dare forma ai capelli, infatti, Airwrap usa l’aria calda e non il calore diretto della piastra: la piastra è quindi più efficace nel dare la piega, ma alla lunga rischia di indebolirli e danneggiarli. Si può dire che Airwrap sostituisce la combinazione phon+spazzola che usano i parrucchieri prima della piastra, anche se Airwrap evita il contatto tra un materiale molto caldo – come il beccuccio del phon – e i capelli, sottoponendoli a uno stress minore.
  • Non fa i capelli lisci, o almeno, non come li farebbe una piastra: con le spazzole di Airwrap – tra gli accessori presenti nella confezione – si ottiene un liscio naturale, che varia in base al tipo di capelli, ma che non ha nulla a che vedere con quello dei capelli “stirati”.
  • Il risultato non dura a lungo, anche se dipende molto dalla struttura del capello: ci sono quelli che tengono la piega per più tempo e quelli che la perdono dopo poche ore. Diciamo che non dovete aspettarvi di svegliarvi la mattina e avere ancora i boccoli uguali a quelli della sera prima, a meno di non usare la lacca o uno spray fissante. Con i prodotti giusti e facendo alcuni ritocchi veloci al mattino (una volta acquisita manualità dovreste metterci poco), potete tornare al risultato iniziale.
  • Non è un phon. Tra gli accessori contenuti nella confezione e che si possono montare sul corpo centrale dell’Airwrap c’è anche un asciugatore, ma serve principalmente a preasciugare i capelli e togliere l’acqua in eccesso prima di usare gli altri strumenti. Se volete un phon, il Supersonic è più adatto.

Cosa è Airwrap
Il termine più appropriato per definire l’Airwrap è styler, nel senso che, come dicevamo, non è nè un phon e nè una piastra, ma uno strumento che si usa per l’hairstyling, l’acconciatura dei capelli. Aprendo la confezione (che è elegante e un po’ ingombrante) si trova il corpo principale dell’asciugacapelli, che va attaccato alla corrente e sul cui manico si trovano i comandi di accensione, spegnimento, regolazione della potenza e del calore. Gli accessori che si possono attaccare al corpo centrale sono otto: c’è il preasciugatore, che ha la tipica forma “bucata” dei ventilatori Dyson, tre spazzole, di cui una cilindrica “volumizzante”, e due coppie di coni per fare le onde, una da 3 centimetri di diametro e una da 4. I coni sono a coppie perché uno arrotola la ciocca in senso orario e l’altro in senso antiorario (ci arriviamo).

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Come funziona Airwrap
La prima cosa da sapere è che per ottenere un buon effetto con l’Airwrap bisogna avere i capelli bagnati, diversamente da quando si usa la piastra. La seconda cosa da sapere è che con Airwrap si possono ottenere a grandi linee due risultati: un liscio naturale o delle onde morbide. Per il liscio naturale si possono usare le due spazzole non cilindriche: quella con i denti più appuntiti è pensata per i capelli più robusti e difficili da districare, quella con i denti arrotondati (e color fucsia) per i capelli più delicati e già abbastanza lisci. Una volta inserita la spazzola che si vuole usare sul corpo centrale dell’Airwrap, basta accenderlo regolando la potenza della ventola e la temperatura dell’aria e poi assicurarsi di pettinare i capelli affondando i denti tra le ciocche, in modo che l’aria calda penetri bene nella chioma. Per evitare un effetto troppo piatto, si possono pettinare i capelli al contrario, cioè passando la spazzola sotto la chioma, con i denti verso l’esterno, oppure a testa in giù.

Insieme alle spazzole, o in alternativa, si può usare la spazzola volumizzante, quella cilindrica: serve a “tirare” i capelli e va bene soprattutto per le radici e le punte di chi ha i capelli un po’ crespi, oppure di chi ha i capelli molto piatti e vuole dargli un po’ di volume. Praticamente permette di fare con una mano sola quello che normalmente faremmo con il phon in una mano e la spazzola nell’altra. La redattrice del Post con i capelli più lunghi e lisci, che però sono spesso secchi dopo averli asciugati, è rimasta molto sorpresa dalla morbidezza e dalla lucentezza del risultato.

La principale caratteristica di Airwrap è la tecnologia che Dyson ha brevettato per fare le onde e che sfrutta l’effetto Coanda, il principio fisico secondo cui un getto d’aria tende sempre a seguire il contorno di una superficie vicina. Per farla semplice, i coni di Airwrap sparano fuori aria calda in modo da creare una specie di vortice attorno a loro che, se avvicinato a una ciocca, la cattura e la avvolge delicatamente attorno al cono. Da vedere, l’effetto è abbastanza sorprendente e, dopo un po’ di tentativi (guardarsi allo specchio inizialmente complica le cose, specialmente se si è poco coordinati), anche abbastanza facile da replicare.

Abbiamo provato a usarli in casa, facendo affidamento solo sui tutorial di YouTube (molto utili anche quando si vogliono provare a fare cose complicate), e poi in uno dei negozi di Dyson, intervistando una hairstylist, come si dice, e facendoci arricciare qualche ciocca.

Prima di cominciare con le onde, bisogna usare il preasciugatore sui capelli bagnati per evitare che le ciocche siano eccessivamente impregnate e quindi troppo pesanti per essere catturate dai coni. Fermatevi comunque molto prima che siano asciutte, o la piega non durerà. Quando siete pronti a partire con le onde, scegliete con quale lato della testa iniziare – conviene fermare i capelli su cui inizialmente non si lavora con un fermaglio – e poi prendete il cono corrispondente: le onde devono sempre andare verso l’esterno, quindi quella con la freccia che va verso sinistra per il vostro lato destro e quella con la freccia che va verso destra per il vostro lato sinistro. Per esperienza vi consigliamo di imparare questa regola e non pensarci più perché, soprattutto davanti allo specchio, è un attimo perdere i riferimenti spazio-temporali e farsi travolgere da destabilizzanti pensieri filosofici (quella è la mia mano? esiste davvero il movimento? cosa c’è oltre l’universo? e così via).

Separate la ciocca dal resto dei capelli aiutandovi con un mollettone e con le dita pizzicate la ciocca a circa 10 centimetri dalla fine. Accendete l’Airwrap, aspettate qualche secondo perché l’aria sia calda, e avvicinatelo lentamente alla punta della ciocca finché non la vedrete arrotolarsi. Poi lasciate andare la ciocca e avvicinate l’Airwrap alla testa, senza ruotarlo. Rimanete fermi così per 10-15 di secondi e poi, quando cominciate a sentire troppo caldo (se lo sentite prima dei 10-15 secondi provate a tenere più bassa la temperatura), raffreddate l’aria per qualche secondo, spegnete l’Airwrap e sfilatelo: c’è un unico tasto per accendere, spegnere e attivare il getto freddo, quindi è molto comodo. Se alla fine il risultato vi sembra molto buono nella teoria ma poco spendibile in società, passatevi le dita tra le ciocche e prenderanno subito una forma più morbida.

Da sinistra: onde di Airwrap su capelli ricci precedentemente lisciati con le spazzole, onde di Airwrap su capelli lisci, capelli lisci spazzolati con Airwrap, tutti pochi minuti dopo l’asciugatura

L’hairstylist con cui abbiamo parlato ci ha spiegato che gli effetti che avevamo ottenuto si sarebbero potuti ravvivare, a distanza di ore dalla piega (ad esempio dopo una notte di sonno), ripetendo l’operazione, semplicemente bagnandoli un po’ prima.

Cos’è Supersonic
Supersonic è un phon: non serve a piegare i capelli ma ad asciugarli, anche se ovviamente si può usare per fare una messa in piega con una spazzola. È composto da un corpo centrale e da tre accessori da montarci sopra di volta in volta, anche se l’espressione “montare” è inadatta a descrivere il “senso di completezza e armonia” che l’attacco magnetico suscita.

Dopo aver usato Supersonic, una redattrice ha detto di aver provato sulla testa la sensazione di un’aria più “morbida” del solito, cosa che è stata subito ridimensionata dai colleghi con un approccio più scientifico (l’aria è sempre aria), ma è stata in parte spiegata dagli esperti di Dyson: Supersonic infatti funziona grazie a un motore molto più veloce di qualsiasi altro phon (nella versione con il motore V9 raggiunge 110mila giri al minuto), che si trova nel manico e che cattura l’aria e la risputa fuori molto veloce e calda. L’aria è calda senza esagerare: anche quando è al massimo, non raggiunge mai temperature troppo elevate, fastidiose per chi lo usa e dannose per i capelli. Il vantaggio di avere il motore nel manico poi impedisce che i capelli finiscano contro le griglie di areazione, rovinandosi, come succede qualche volta con i phon di forma tradizionale.

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Supersonic ha un diffusore per capelli mossi e ricci e due beccucci liscianti, uno più delicato per un liscio naturale e uno con un getto d’aria più concentrato per chi vuole fare dei tentativi di hairstyling con una spazzola. Il diffusore ha la tradizionale forma concava, ma i denti di plastica sono più corti nella parte centrale per lasciare lo spazio ai ricci di piegarsi meglio, mantenendo la loro forma naturale. Sia per la sua forma che per la velocità di asciugatura del Supersonic, facilita la vita a chi ha molti capelli, molto lunghi e ricci: si ottiene un bell’effetto naturale in poco tempo.

I beccucci invece hanno una struttura a doppio strato fatta in modo che anche portandone l’estremità a contatto diretto con i capelli (come non bisognerebbe fare con i phon tradizionali, per evitare di danneggiarli), i capelli non vengano scaldati dato che non toccano lo strato più interno e caldo, ma solo quello esterno.

In conclusione
Dyson Airwrap e Dyson Supersonic sono due cose diverse, che servono a due scopi molto diversi: il primo va bene per persone che dedicano o hanno intenzione di dedicare del tempo a dare una piega (mossa o liscia) ai propri capelli dopo averli lavati, il secondo è un phon per asciugare i capelli in modo più veloce rispetto agli altri phon, e più o meno basta così. Le onde di Airwrap sono adatte a chi vuole ottenere un effetto naturale e non rovinare i capelli con la piastra, ma non durano a lungo, soprattutto su capelli lisci e sottili. Oltre alle onde, comunque, Airwrap si può usare anche per ottenere un liscio naturale e voluminoso, sempre dedicandoci un po’ di tempo e sapendo che non durerà più di un giorno (soprattutto se fuori piove da un mese); in generale è adatto a chi ha i capelli lisci e poco mossi. Supersonic va bene per chi vuole un phon di alta qualità, silenzioso, che asciughi velocemente i capelli, ricci o lisci che siano, senza rovinarli e valorizzando la loro forma naturale. Per chi ha i capelli ricci è il prodotto più adatto.

Come provarlo e dove comprarlo
La cosa migliore che possiate fare per decidere se volete davvero un prodotto per capelli di Dyson e, nel caso, quale dei due, è andarli a provare nei Demo Store di Dyson, che sono a Milano, Torino, Roma, Venezia e Napoli. In alcuni giorni e orari ci sono degli hairstylist a disposizione per rispondere alle vostre domande e farvi testare i prodotti: si può facilmente prenotare un incontro gratuito, l’unica cosa importante da fare è andarci con i capelli puliti.

Anche se state pensando di comprare un prodotto Dyson per regalarlo a qualcuno, sappiate che la persona a cui lo regalerete è sempre in tempo per andare in uno di questi negozi dopo averlo ricevuto, per una dimostrazione pratica di come si usa. Se non volete andare in un negozio fisico (molti negozi che vendono elettrodomestici hanno i prodotti Dyson), potete comprarli online sul sito di Dyson. L’Airwrap costa 500 euro, il Supersonic 400 – e si trova allo stesso prezzo, o di pochissimo inferiore, anche su ePrice.

Su eBay potreste trovarli a prezzi più bassi (ma verificate sempre che il venditore sia affidabile, nel negozio ufficiale di Dyson non ci sono i prodotti per capelli), mentre su Amazon li trovate a un prezzo leggermente più alto.

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Disclaimer: su alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi, il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi – che potrebbero variare di giorno in giorno rispetto a quelli indicati, in base alle offerte.
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